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Variante Delta, ecco quali sono i sintomi più diffusi

Starnuti, naso che cola, tosse, mal di gola: spesso compaiono 4 o 5 giorni dopo il contatto con un positivo. L’infettivologo Andreoni: solo il 5 per cento dei casi colpisce persone completamente vaccinate

VENEZIA. Starnuti, naso che cola, tosse, gola infiammata, mal di testa e perdita del gusto: questi i sintomi più diffusi della variante Delta del Covid-19, la mutazione che, secondo gli scienziati, sarà responsabile del 90 per cento delle nuove infezioni da coronavirus entro la fine di agosto 2021.

Insomma, l’insorgere del contagio da variante Delta potrebbe presentare tratti in comune con un banale raffreddore. Del resto, proprio i raffreddori stagionali sono altri tipi di coronavirus, come quello – ben più pericoloso – del Covid 19.

«Normalmente i sintomi compaiono a 4-5 giorni dal contatto con il positivo. Spesso con febbre e mal di gola», sottolineano dall’Ulss 9 di Verona, provincia nella quale, dato l’aumento repentino dei contagi in questo mese di luglio, l’andamento della variante Delta è stato maggiormente monitorato. «Nei bambini più piccoli si manifesta con sintomi gastrointestinali». I casi che finiscono in ospedale sono pochi.

«Anche i giovani, sin dall'inizio della pandemia - spiega Massimo Andreoni, direttore di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma - sono stati sempre colpiti dal virus, sia pure con numeri più ridotti, ed hanno presentato casi anche gravi, tanto che sono stati registrati dei decessi pure in questa fascia d'età. Quindi - avverte l'esperto - è sbagliato pensare che ragazzi ed adolescenti sviluppino sempre delle forme lievi o paucisintomatiche, ovvero con pochi sintomi, della malattia Covid-19».

Quello che sta accadendo ora, per effetto anche delle varianti e del fatto che i più giovani sono ancora vaccinati in numero limitato, «è che stanno aumentando i contagi in questa categoria e, di conseguenza, anche i casi sintomatici in rapporto alla crescita esponenziale delle infezioni in tale fascia di popolazione».

Così, spiega Andreoni, «vediamo sempre più spesso giovani con Covid che presentano sintomi come, ad esempio, la perdita dell'olfatto e del gusto. Si tratta di sintomi considerati moderati-lievi ma, in realtà, sono fortemente debilitanti. Sappiamo infatti che possono permanere per periodi anche lunghi o addirittura evolvere in una condizione cronica». Ma tra i giovani, avverte, «si iniziano a vedere anche casi di polmoniti di media severità».

La malattia da Covid, precisa inoltre, «è sempre la stessa, ma con manifestazioni che possono essere diverse da caso a caso. Al momento, non c'è una variante che si connota per disturbi particolarmente diversi rispetto alle altre».

Insomma, sottolinea, «nessuno si può sentire esente dal rischio di malattia grave e questo vale pure per i bambini ed i giovani. Purtroppo quello che ci si deve aspettare è che i numeri continuino a crescere e penso che bisogna ora mettere in atto delle misure diverse e stringere sul green pass». Il consiglio, afferma, «resta quello di vaccinarsi, mantenere le misure di contenimento a partire dalle mascherine ed evitare i viaggi».

«I positivi vaccinati sono pochissimi e asintomatici: solo il 5% di positivi è costituito da persone completamente vaccinate».

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