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Veneto, i positivi in Veneto sono saliti a 7.782. L’allarme del prof Crisanti: «Rischiamo grosso»

Per lo scienziato quanto succede in Gran Bretagna accadrà molto presto in Italia. «Sono passati in 40 giorni da 2-3 a 50 morti ogni 24 ore, da mille a 50 mila casi»

VENEZIA. Dati così alti, in Veneto, non si vedevano dal primo giugno, quando tuttavia la curva era nella sua fase discendente. Cresce a 7.782 il numero dei positivi nella regione, a fronte di 457 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore (riferite a mercoledì). Intanto continuano a lavorare a pieno ritmo i laboratori delle diverse Usl e l’Istituto zooprofilattico delle Venezie, impegnati nel sequenziamento dei campioni, per capire se le infezioni siano motivate dall’ormai dilagante variante Delta. Ed è un dato che fa paura, guardando quanto sta accadendo in Gran Bretagna.

«È un’anticipazione di quello che succederà in Italia» l’allarme del professore Andrea Crisanti, nel corso del programma Agorà estate «Considerando anche che il tasso di protezione tramite vaccino da noi è inferiore a quello inglese, non ci vuole l’arte divinatoria: quello che succederà in Italia è scritto nel grafico dell’Inghilterra, passata in 40 giorni da mille a 50 mila casi giornalieri. Da 2-3 a 50 morti al giorno, da 500 ricoverati a 2. 500».

Per il momento, in Veneto, alla salita dei contagi non sta corrispondendo un aumento di ospedalizzazioni e decessi della stessa entità. Anzi, scendono a 231 (-8) i posti letto occupati in area medica, mentre rimangono stabili i 20 ricoveri in Terapia intensiva. Oltre a questo, nelle ultime 24 ore non si è registrato alcun decesso.

Ma non è il momento di abbassare la guardia, secondo il docente padovano: «In Inghilterra il tasso di casi gravi è molto diminuito, perché senza vaccino ci sarebbero 700-800 morti al giorno. Ma, se non faranno qualcosa, avranno 100 morti al giorno, 40 mila all’anno. Non c’è malattia in questo momento che causi questi numeri. Paragonare il Covid all’influenza è una fandonia gigantesca, che mostra che abbiamo un tasso di analfabetizzazione a livello di sanità incredibile: l’influenza causa 7 mila morti all’anno».

Intanto in Veneto è salita al 58,9% la percentuale dei residenti che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino; al 47% considerando quanti hanno completato la profilassi. Una percentuale che scende con l’età: dal 96,5% degli over 80 al 21,4% dei 12-19enni, considerando soltanto coloro che hanno ricevuto almeno la prima dose.

Crisanti detta la linea per il futuro, allontanando il Green pass come unica preoccupazione. «Lo scorso anno abbiamo sprecato 6 mesi e rischiamo di sprecarne altri 6 quest’anno. È sconcertante che dobbiamo assistere per la seconda volta all’aumento dei casi durante l’estate, vuol dire che non abbiamo imparato nulla. Il Green pass è uno strumento che facilita la vita delle persone e le attività ricreative, ma non è uno strumento che blocca la trasmissione. Ci vogliono ben altre cose per farlo: un tracciamento degno di questo nome, un’app che funzioni, potenziare la capacità di fare tamponi. E poi bisogna capire che la diminuzione della trasmissione è fondamentale per impedire che ci troviamo a ottobre-novembre con la stessa situazione dello scorso anno». 

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