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Campioni a Tokyo, le sliding doors di Frigo: «Via i baffi per l’argento. Gli eroi? Phelps e Greg»

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Voleva il calcio, la mononucleosi l’ha portato allo stile libero. Manuel, ora sulla bocca di tutti per lo storico exploit condiviso con il vicentino (di Schio) Thomas Ceccon, da piccolo aveva in testa solo il calcio e solo a pallone voleva giocare

TREVISO. Dietro a un argento olimpico si nascondono le sliding doors. Dietro all’impresa della staffetta veloce a Tokyo ci sono passaggi cruciali che orientano una carriera. Se Manuel Frigo può godersi la gioia più bella, deve tutto all’ostinazione di mamma Vanna. Ed è probabile che la famiglia del velocista di Castione di Loria, in queste ore di emozioni impagabili, abbia riavvolto il nastro e ripensato agli esordi.

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