Blitz antimafia: arrestati 12 imprenditori veneti e malavitosi. Hanno smaltito 22 mila tonnellate di rifiuti speciali dal Sud in Veneto

I carabinieri e la Dda fermano un business tra Belluno, Treviso, Padova, Vicenza, Napoli, Avellino e Pisa

BELLUNO. Immaginate tutta piazza San Marco a Venezia, dal molo della laguna, alla Basilica, fino all’ala Napoleonica.

Ora immaginatela interamente ricoperta da una coltre di rifiuti alta 5 metri.

Sono le 22 mila tonnellate documentate dai carabinieri di Belluno in collaborazione con quelli del Gruppo Forestale durante l’operazione “Plastic connection”, che oggi, lunedì 20 settembre, ha portato all’arresto di dodici persone e alla denuncia di altre 10.

PER APPROFONDIRE.

Si tratta dell’inchiesta su un traffico di rifiuti speciali che venivano smaltiti dal Sud al Veneto.

Tre le aziende sequestrate: a Novara, Vicenza e Treviso. Due sono imprese di smaltimento rifiuti, una, invece, di produzione di materie plastiche.

Una quarta azienda è stata coinvolta nell’indagine: si trova in provincia di Padova. In quest’ultimo caso, però, non sono scattati i sigilli.

L’inchiesta è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Venezia e da questo si capisce come si tratto di un’attività criminale portata avanti da un gruppo organizzato.

Oltre al  traffico illecito di rifiuti agli arrestati viene contestata anche l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e la creazione di società «cartiere» per rimborsi Iva fasulli.

Tra i 12 arrestati, tutti italiani, ci sono anche alcuni imprenditori veneti.

Il blitz dell'Arma è stato esteso nelle province di Belluno, Treviso, Padova, Vicenza, Napoli, Avellino e Pisa.

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