Lo studio padovano: il vaccino anti Covid è sicuro sui pazienti con asma grave

FASANI ANDREA

Il lavoro è stato condotto da Andrea Vianello e Gabriella Guarnieri su 253 pazienti con asma grave seguiti dai Centri di riferimento per l'asma grave di Verona e Padova e immunizzati contro Covid-19 con il vaccino a mRna di Pfizer  

PADOVA, Anche un'eventuale terza dose non deve spaventare i 200.000 italiani che soffrono di asma grave: il vaccino a mRna per Covid-19 è sicuro anche per coloro che sono in terapia con farmaci biologici e senza che ci siano differenze sostanziali con l'utilizzo di un anticorpo monoclonale o l'altro.

Lo dimostra il primo studio italiano condotto su questi pazienti da esperti della Società Italiana di Allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic). I risultati dell'indagine, pubblicati su Vaccines, sono stati discussi durante il 33° Congresso Siaaic a Bari e mostrano che il vaccino ha un profilo di sicurezza ottimale in tutti i pazienti con asma grave: più dell'80% non ha avuto effetti collaterali dopo la somministrazione del vaccino e nel 95% dei casi si è trattato di piccoli disturbi. In nessun caso c'è stato un aggravamento dell'asma: anche per questo gli esperti raccomandano ai pazienti di sottoporsi con fiducia all'eventuale terza dose.

Il lavoro è stato condotto su 253 pazienti con asma grave seguiti dai Centri di riferimento per l'asma grave di Verona e Padova e immunizzati contro Covid-19 con il vaccino a mRna di Pfizer. Per Gianenrico Senna, coautore dello studio e presidente Siaaic «i dati sono molto rassicuranti: dopo la prima dose solo il 19% dei pazienti ha lamentato un effetto collaterale che nell'81% dei casi era molto comune e di poco conto. Dopo la seconda dose appena il 17% ha avuto un evento avverso e nel 95% dei casi si è trattato di piccoli fastidi come dolore al braccio, febbre, dolori muscolari o mal di testa».

L'analisi dei pazienti in terapia con un anticorpo monoclonale è stata altrettanto tranquillizzante: il profilo di rischio è risultato sovrapponibile a quello di chi non prende farmaci biologici. «L'unica precauzione presa è stato osservare un intervallo di 48 ore fra la somministrazione del farmaco biologico e la dose di vaccino - specificano Andrea Vianello, professore di Malattie dell'Apparato Respiratorio all'Università di Padova e coautore dello studio, insieme a Gabriella Guarnieri, del Servizio di Fisiopatologia Respiratoria, dell'Azienda Ospedaliera-Universitaria di Padova -

In nessun caso si è verificato un peggioramento dell'asma, che è rimasta stabile quando non addirittura lievemente migliorata; anche la qualità di vita dei pazienti è aumentata, probabilmente grazie all'atteggiamento positivo di fronte alla vaccinazione che è stata giustamente vissuta come un prezioso aiuto da soggetti più suscettibili ai danni del Covid-19».
 

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