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Cappelletti, M5s: «Abolire il reddito di cittadinanza è una follia, noi lo miglioreremo»

L’imprenditore padovano: «Stiamo cambiando il Paese, i risultati ci sono e Conte è in questo momento il politico più popolare d’Italia»

claudio malfitano
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

«C’è molto entusiasmo in giro, lo percepisco negli incontri e nei banchetti nelle piazze. E il merito è tutto di Giuseppe Conte, il politico italiano più popolare oggi». Un buon risultato del Movimento Cinque Stelle potrebbe proiettare Enrico Cappelletti a Montecitorio, dopo l’esperienza a Palazzo Madama dal 2013 al 2018.

Padovano, 54 anni, imprenditore del campo del “green”, Cappelletti ha vinto le parlamentarie ed è capolista nel collegio plurinominale.

Perché torna alla politica attiva dopo le regionali?

«Sono orgoglioso di far parte di un Movimento che sta cambiando il Paese. L’esperienza più bella che si possa fare è dare un contributo a questo cambiamento».

L’esperienza di governo però è costata molto all’M5S. Che giudizio dà di questi anni?

«Abbiamo un po’ disorientato il nostro elettorato alleandoci con la Lega nel Conte 1 e con il centrosinistra nel Conte 2, e poi sostenendo Draghi. Ma sono state tutte alleanze basate sui punti programmatici. Tanto che noi possiamo rivendicare di aver dato attuazione all’80% del programma presentato nel 2018. I risultati ci sono».

Uno per tutti: il reddito di cittadinanza. Che però è sotto attacco da parte di quasi tutti i partiti.

«Lo dico chiaramente: servono degli aggiustamenti. Ma oggi c’è una grande attenzione mediatica solo per attaccare l’M5S. Il giorno dopo le elezioni nessuno lo abolirà, perché è una misura di sostegno alle fasce più deboli. Tanto che lo abbiamo votato assieme alla Lega».

Secondo lei il centrodestra non ha un accordo per abolirlo?

«FdI ne vuole abolire solo una parte, Salvini l’ha votato, Berlusconi ha dichiarato di volerlo mantenere. Non hanno proprio le idee chiare. Ma vedrà che al massimo gli cambieranno nome».

In cosa va riformato il reddito di cittadinanza?

«Dobbiamo riformare le politiche attive del lavoro, che riguardano un terzo dei beneficiari. Il governo Conte ha messo un miliardo di euro per potenziare i centri per l’impiego. Soldi che le Regioni, Veneto compreso, non hanno speso. C’è stato un boicottaggio elettorale per danneggiare il Movimento. Ma il reddito di cittadinanza è una misura che c’è in tutta Europa e che adesso bisogna far funzionare meglio».

Le imprese del Nordest però chiedono politiche economiche per favorire la ripresa. Voi come rispondete?

«Con la credibilità di quello che abbiamo già fatto. Abbiamo tagliato il cuneo fiscale per 16 milioni di lavoratori. E dobbiamo continuare a farlo. Abbiamo abolito l’Irap per 850 micro imprese, ed è un primo passo. Vogliamo la decontribuzione previdenziale per le nuove assunzioni. E poi con il super Ecobonus abbiamo creato le premesse per 630 mila nuovi posti di lavoro».

L’emergenza adesso è il caro energia e le bollette triplicate per le famiglie.

«Avevamo chiesto a Draghi di intervenire 8 mesi fa. Fosse stato più solerte avremmo avuto meno problemi adesso. Ora dobbiamo mettere un tetto all’aumento delle bollette di livello europeo. Non possiamo permetterci la chiusura di migliaia di imprese».

Che posizione avrete sull’autonomia?

«Noi abbiamo sostenuto e votato sì al referendum che, come ogni forma di democrazia diretta, va rispettato. Ma il problema politico è tutto nel centrodestra: tra Lega e Fratelli d’Italia ci sono talmente tante differenze che questo processo non andrà avanti a livello parlamentare. Da parte nostra il sostegno non mancherà, anche se dopo l’esperienza del Covid non mancano i dubbi sulla gestione della sanità».

In che senso?

«Il Veneto nella seconda ondata è stata una delle regioni che ha avuto più morti. E qui hanno addirittura inventato le liste d’attesa per entrare in lista d’attesa. C’è una sanità d’eccellenza e la maggior parte dei cittadini si rivolgono alla sanità privata. È evidente che qualcosa non va. Per cui bene l’autonomia ma con dei contrappesi e maggior coordinamento».

Senta gli ultimi sondaggi danno i Cinque Stelle in forte recupero. Che sensazioni ha?

«I sondaggi vanno presi con le pinze sia quando ti spingono che quando ti affossano. Da parte mia sento un rinnovato entusiasmo e credo che Giuseppe Conte stia facendo una campagna elettorale straordinaria». claudio malfitano

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