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Giro d’Italia 2023, percorsi definiti: sarà una due giorni leggendaria in Veneto

Giovedì 25 maggio la Oderzo-Palafavera, venerdì 26 la Longarone-Tre Cime con sei passi dolomitici

Attilio De Col
2 minuti di lettura
Vincenzo Nibali sulle Tre Cime nel 2013 

Giovedì 25 maggio e venerdì 26 maggio 2023. Gli appassionati di ciclismo devono cerchiare queste due date sul calendario con l’evidenziatore, perchè il programma che proporrà il Giro d’Italia per la nostra provincia è di quelli da togliere il fiato. Per il secondo anno di fila, infatti, la corsa rosa si deciderà nel Bellunese, dopo la memorabile Belluno - Passo Fedaia del maggio scorso.

La corsa arriverà in Veneto mercoledì 24 maggio con l’arrivo di Caorle, per poi proporre la Oderzo - Palafavera e la Longarone - Tre Cime di Lavaredo. Prima del gran finale in Friuli con la cronometro sul Monte Lussari e il probabile arrivo a Trieste (ancora da definire).

25 MAGGIO: ODERZO - PALAFAVERA

I dettagli saranno presentati il 17 ottobre a Milano nella vernice ufficiale, ma il percorso è già ben definito e non dovrebbe discostarsi di molto da quello che è trapelato.

Dopo la provincia di Treviso, la prima novità in chiave bellunese è il passaggio sulla piana del Cansiglio.

Magari una prova generale di quello che potrebbe avvenire nel 2024 con la tanto agognata cronometro che dovrebbe partire dal Lago di Santa Croce.

Per la discesa dal Cansiglio si stanno facendo delle valutazioni proprio in questi giorni. L’ipotesi più accreditata (il comune di Ponte nelle Alpi sta spingendo in tal senso) è il passaggio dalla Val Cantuna, per poi passare a Ponte nelle Alpi e risalire verso Soverzene e Perarolo.

Per arrivare a Palafavera non si farà quindi la statale 251 della Val di Zoldo, ancora chiusa al transito delle bici dopo l’incendio dei mesi scorsi, ma ci si dirigerà verso Pieve di Cadore, affrontando poi il Passo Cibiana, per arrivare a Palafavera, sotto le piste da sci. Un arrivo che ricorda quello del 2005, quando vinse l’allora promessa Paolo Savoldelli, poi trionfatore al Duomo di Milano a spese di Ivan Basso.

26 MAGGIO: LONGARONE - TRE CIME

Il clou arriverà comunque il giorno dopo, con una tappa leggendaria e ben sei passi dolomitici.

Si inizia con il doveroso omaggio al 60° anniversario del Vajont a Longarone e gli organizzatori stanno studiando se è possibile fare un passaggio (molto difficile al momento per motivi logistici) al Cimitero monumentale di Fortogna.

Paolo Savoldelli, vincitore a Palavera nel 2005 

Da qui si scenderà verso Ponte nelle Alpi (secondo passaggio in due giorni), Belluno (si sta già pensando di fare tappa con la carovana passando per Piazza dei Martiri), quindi Mas, Agordo, Alleghe, Caprile e Arabba.

Il Passo Campolongo la prima salita della giornata, che porterà i corridori in Val Badia, per poi tornare nel Bellunese attraverso il Passo Val Parola.

Nemmeno il tempo di rifiatare e si torna in Agordino dal Passo Falzarego.

Colle Santa Lucia e Selva di Cadore fanno da prologo a sua maestà il Passo Giau, da cui la gara arriverà a Cortina, ennesimo omaggio alla sede delle Olimpiadi del 2026.

Senza un attimo di sosta si va verso il gran finale. Da Cortina si percorrerà il Passo Tre Croci, per arrivare allo splendido lago di Misurina. Da qui la storica ascesa verso le Tre Cime di Lavaredo, teatro di imprese leggendarie, ultima quella di Vincenzo Nibali nel 2013 sotto una fitta nevicata.

Una cavalcata incredibile, che definirà forse in maniera definitiva la classifica, come avvenne nel maggio scorso sul Fedaia.

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