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Mamma 37 enne di Villorba muore in combattimento nella sua Ucraina. «Sono qui per la libertà»

La donna, medico, era sposata con un italiano e aveva due figli di 10 e 14 anni. Viveva da 14 anni in Veneto. Quando è iniziato il conflitto, è tornata in Ucraina

Diego Bortolotto
Aggiornato 1 minuto di lettura

Marianna Triasko, 37 anni di Villorba

 

Una donna ucraina di 37 anni residente in Veneto da 14 anni, Marianna Triasko, è morta in combattimento nel proprio Paese.   

La morte risale a domenica 25 settembre: la donna era stata ferita da un mortaio due giorni prima, poi era stata ricoverata in ospedale in Ucraina.

E’ originaria di Ivano-Frankivsk, risiedeva a Villorba nel Trevigiano, era sposata con un italiano e aveva due figli di 10 e 14 anni. Quando è iniziato il conflitto, è tornata in Ucraina.  

Abitava nel centro di Villorba da diversi anni. Fin da subito dall'inizio del conflitto si è trasferita in Ucraina. Il compagno di professione è una guardia giurata. Si è già svolto il funerale, con il saluto dei suoi commilitoni. 

Il commovente addio alla 37enne di Villorba morta combattendo in Ucraina

E’ andata a prestare servizio nella 102esima brigata separata C del Territoriale Forze di difesa delle forze armate della regione di Ivano-Frankivsk. 

«Sono stata sul territorio italiano per 14 anni. Quando il dolore si è abbattuto sulla mia terra natale, ho capito che dovevo proteggerla», ha detto la 37enne alla televisione dell'esercito il 21 settembre.

«Chi, se non noi, proteggerà la terra natale. Ho lasciato in Italia i miei figli minorenni, di 14 e 10 anni. E ora sono qui in prima linea perché loro, i miei figli, possano venire nella loro casa natale, per la mia Patria, nella libertà, nella prosperità colore blu-giallo. Non importa quanto male, il bene prevale sempre. Quindi siamo gentili, siamo sinceri e - alla Vittoria!». 

In base a quanto riportano alcuni media ucraini il corpo di Marianna sarà presto consegnato e sepolto nella sua terra natale.

Gravemente ferita sul campo a causa di colpi di mortaio, per circa due giorni i medici hanno cercato di fare l'impossibile per salvarle la vita, ma la donna non ce l'ha fatta. 

«Voleva essere utile ai nostri militari e all'Ucraina», ha raccontato una sua amica, rivelando che Marianna dopo avere visto in televisione che c'era carenza di personale medico in Ucraina, non ha avuto alcuna esitazione a lasciare tutto e partire. «Ricordo il nostro primo incontro, parlava molto e sorrideva tutto il tempo, come se non avesse paura. I suoi fratelli erano orgogliosi di lei. Era sempre preoccupata per il loro benessere, sapeva come incoraggiare» le persone, ha aggiunto la stessa fonte.

In molti nel suo villaggio che si trova nella regione di Ivano-Frankivsk continuano a conservare un bel ricordo di lei. «Marianna è cresciuta qui, è andata a scuola, poi ha lavorato in un ospedale locale, faceva il medico - precisa un suo conoscente al sito ucraino news.obozrevatel.com -. Circa 14 anni fa è andata a vivere e lavorare in Italia. Le sue due sorelle e la madre vivono lì, mentre suo fratello in Germania».

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