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Mani, telai e tradizione: ecco ApritiModa, un fine settimana con i tesori degli artigiani che il mondo ci invidia

Torna il 22 e il 23 ottobre la manifestazione che apre fabbriche e laboratori per mostrare da vicino come nasce lo stile italiano. Venti luoghi delle meraviglia aperti tra Veneto e Friuli

Valentina Calzavara
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

L’Atelier Nicolao di Venezia:

 

All’ombra di piccoli atelier, sotto le volte di grandi fabbriche, tra il luccichio di costumi pronti ad andare in scena. L’arte del bello e del ben fatto si racconta, sabato 22 e domenica 23 ottobre, grazie ad ApritiModa, la rassegna in cento appuntamenti per scoprire il “dietro le quinte” del made in Italy. Mani operose, menti ingegnose, tecniche sapienti, il passato e il contemporaneo fusi insieme. Un progetto giunto alla sesta edizione, nato nel 2017 da un’idea della giornalista veneziana Cinzia Sasso.

«ApritiModa è qualcosa che nessuno ha mai fatto prima. Sono le persone e l’incredibile serbatoio di mestieri che si stringono la mano. I grandi nomi, la nostra bandiera nel mondo, e le realtà artigianali che esistono e resistono solo qui». Questa la premessa della due giorni. Tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia saranno una ventina le “Fabbriche di meraviglia” che apriranno le porte ai visitatori per esporre la loro impresa attraverso il prodotto, archivi e album di famiglia, visite guidate ed esposizioni.

La Tessitura Bevilacqua di Venezia

 

Un viaggio nella creatività che potrebbe partire da Venezia. L’Atelier Nicolao ha all’attivo oltre quindicimila costumi di scena che hanno vestito il Carnevale in laguna ma anche artisti e attori di kolossal. Pochi passi più in là, alla Tessitura Bevilacqua si assiste al miracolo del filo che disegna morbidi velluti, broccati, damaschi, realizzati per arredare la Casa Bianca. Il profilo colorato dell’isola di Burano è una gioia per gli occhi, cercate un palazzetto rosso con la scritta Martina e Sergio Vidal, e troverete il regno del merletto.

Tornando sulla terraferma, tra le ville della nobiltà veneziana, sarà possibile visitare il museo di villa Foscarini Rossi a Stra, omaggio al distretto della calzatura del Brenta, con la presenza delle maestranze di Rossimoda.

A Padova, il teatro Verdi esporrà i costumi della Turandot, le commedie del Goldoni, Romeo e Giulietta. In provincia di Treviso, tra i portici della Rotonda di Badoere, La Colombina c’è dal 1895 e racconterà la sua epopea tessile: quattro generazioni e quattordici telai che oggi guardano al futuro fatto di canapa e fili metallici. Incanta l’architettura imponente del lanificio Paoletti di Follina, preludio del glorioso patrimonio di intrecci e colori, che testimoniano il processo della cardatura della lana. A Caniezza lo Spazio delle arti applicate Seta ai piedi del Grappa è un luogo che fa cultura sulle aziende artigianali del territorio.

Il lavoratorio Lis Furlanis a Gonars che produce le furlane originali

 

Nel Bellunese, ApritiModa suggerisce una visita alla Marcolin di Longarone, baluardo del distretto dell’occhialeria. A Belluno, il Raptus&Rose di Silvia Bisconti mescola tessuti locali con le fantasie di Nepal, India e Marocco. Morbida pelle e abbigliamento in shearling sono, invece, la cifra distintiva della vicentina Stylab a Pianezze.

Cinque proposte in Friuli-Venezia Giulia: la pelletteria di Marco Trevisan, tra i più promettenti artigiani per Vogue Italia con laboratorio a Trieste; le Officine Lamour a Udine impegnate nella modisteria; la conceria Pietro Presot di Porcia che ha fornito il cuoio per gli scarponi degli alpinisti andati sul K2 nel ’54, le scarpe Lis Furlanis a Gonars che produce le furlane anche per Clooney e l’incredibile collezione del museo della moda e arti applicate di Gorizia.

Visite gratuite, prenotazione obbligatoria qui. —

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