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Olimpiadi invernali 2026, la grande corsa di Cortina: l’elenco delle opere e i costi

I cantieri devono partire quest’anno per arrivare all’appuntamento con il minimo indispensabile di strutture e servizi realizzati. Innanzi tutto pista bob e trampolino ma anche il villaggio per gli atleti. Intanto decollano le opere del 2021

Francesco Dal Mas
2 minuti di lettura

Il rendering della nuova pista da bob che dovrà essere costruita a Cortina 

 

Il 2023 sarà l’anno decisivo per la cantierizzazione delle opere olimpiche in Veneto, a Cortina in particolare. Se non partissero i lavori della pista di bob, il trasferimento delle gare ad Innsbruck sarebbe inevitabile. Così pure dev’essere ultimata la progettazione del villaggio olimpico, a Campo di Cortina, che essendo programmato come re-movibile è sostanzialmente prefabbricato, quindi ha tempi di realizzazione più brevi.

Luigi Valerio Sant’Andrea che, da commissario del Governo ha la responsabilità diretta di queste gestioni (oltre che di altre), si dice “fiducioso”. «I ritardi ci sono stati, ma siamo in grado di recuperarli» rassicura, mentre ha trascorso le vacanze di fine atto perfezionando il dossier progettuale della nuova “Eugenio Monti”, l’irrinunciabile – specie per il presidente della Regione, Luca Zaia - pista-simbolo di Cortina.

Il 18 gennaio è in programma la seduta della Conferenza dei servizi decisoria che dovrà dare il via all’ultima fase progettuale dell’impianto da 85 milioni di euro. Si tratta di un’opera schedata come “indifferibile”. E cioè che non può mancare. Vi saranno ospitate, infatti, le competizioni di bob, parabob, slittino e skeleton. La struttura dev’essere pronta fra 25 mesi, per le prove pre-olimpiche, anche se potrà contare su una decina di altri mesi di tempo per il completamento delle opere esterne.

Il trampolino olimpiaco che deve essere ristrutturato

 

Grazie al benestare della Soprintendenza, il cantiere potrà iniziare con la demolizione della parte eliminabile del vecchio impianto. Resterà una reliquia per i posteri, mentre verso fine anno sarà dato il via alla nuova costruzione. Si procederà, dunque, per stralci e, come assicura il commissario si procederà nel rispetto delle più rigorose misure di salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, così come la procedura per la gara d’appalto sarà orientata a favorire la massima partecipazione da parte degli operatori con elevate capacità tecniche e organizzative, al fine di tutelare la qualità dell’opera.

Indifferibile è, ovviamente, anche il villaggio olimpico. Un investimento da circa 48 milioni di euro. Doveva essere realizzato a Fiames, dove, in un primo tempo, era stata prevista anche la zona medaglie. Siccome il sito ha notevoli problemi di compatibilità ambientale, il Comune ha ottenuto che venga realizzato a Campo, sostanzialmente dov’era quello del 1956. «Sarà una composizione di elementi mobili, quindi prefabbricati» anticipa l’assessore Stefano Ghezze «Con i tempi di realizzazione diretta ci siamo, ma è evidente che quest’anno bisognerà concludere comunque la progettazione e predisporre il tutto per costruire i relativi servizi».

(ansa)

Opera essenziale e indifferibile è poi la ristrutturazione del trampolino di Zuel, con il braciere. Costa 10 milioni di euro. Ma la Regione si propone di sistemare anche l’arena, finalizzandola all’ospitalità di grandi eventi. Il 2023 sarà riservato alla progettazione. Così pure per la realizzazione degli spogliatoi, opera da 6 milioni di euro. E allo stesso modo per l’upgrade delle strutture.

A carico del Comune di Cortina, la riqualificazione del Palaghiaccio del 1956, adeguandolo alle esigenze paralimpiche e la creazione del centro per il curling, da sistemare poco distante. Fin qui, dunque, le opere strettamente olimpiche, per le quali la spesa sarà di 151 milioni di euro, compreso il milione per l’adeguamento dell’Arena di Verona.

Poi vi sono gli interventi definiti essenziali, ma che possono essere ultimati dopo i Giochi. Sono considerati di “elevata complessità progettuale e procedurale”, quindi sottoposti a una procedura semplificata e accelerata prevista dal Pnrr: la realizzazione di un nuovo sistema integrato di mobilità intermodale a Cortina (95 milioni) e le varianti di Longarone (380 milioni) e di Cortina (483 milioni). Entro la fine del mese si terrà la conferenza dei servizi decisoria per la variante di Longarone, alla quale seguirà l’iter autorizzativo, con la probabile gara d’appalto entro l’anno. «Ma sarebbe già un miracolo» sospira il sindaco di Longarone Roberto Padrin «se si arrivasse per le Olimpiadi con il primo stralcio, fino alla zona industriale della città».

Quanto all’altra variante, quella di Cortina, il sindaco Gianluca Lorenzi incrocia le dita per la prima bretella, quella all’ingresso della città per arrivare in fretta ai campi da tennis Apollonio. Ovvero, un primissimo step. Le due canne sotto la città vedranno la luce ben dopo i Giochi.

Nulla a che vedere con le Olimpiadi, bensì – si badi – con i Mondiali del 2021, hanno le tre varianti dell’Alemagna a San Vito di Cadore, Valle di Cadore e Tai di Cadore. A fine gennaio si concluderanno le tre gare d’appalto. Quest’anno partiranno, dunque, i cantieri e non è escluso che si concludano per il mese di febbraio 2026. L’impegno dell’Anas c’è tutto. 

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