Coronavirus, variante 'inglese', sudafricana o brasiliana sono più pericolose?

Gli esperti: "Servono ulteriori studi per capire se possono far correre rischi maggiori"
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INGLESE, sudafricana o brasiliana. Sono le varianti del coronavirus emerse recentemente e che potrebbero essere più infettive di quella originale che ha dato il via alla pandemia. Tengono occupati gli scienziati che stanno esaminando questi cambiamenti per capire come possono minacciarci.

Le varianti sono cambiamenti della sequenza genomica del virus che contengono molte mutazioni.  Quella del Regno Unito è dominante in gran parte della Gran Bretagna e si è già diffusa in 50 paesi. La variante sudafricana, emersa a ottobre e presentata il 18 dicembre dal governo del Sud Africa, è stata già individuata in almeno altri 20 paesi fra iu quali anche il Regno Unito. Queste due varianti presentano una mutazione nella proteina spike (N501Y) e per questo in un primo momento si pensava ad un'unica variante. La variante brasiliana, individuata a luglio, ne contiene due  (P.I. e la B.1.1.28) ed entrambe hanno una mutazione (E484K), comune a quella sudafricana. In quella brasiliana si è visto che la mutazione genetica cambia la forma della proteina spike all'esterno del virus in un modo che potrebbe renderla meno riconoscibile a un sistema immunitario "addestrato" a individuare versioni del virus che non hanno la stessa mutazione.

Sono più pericolose?

C'era da aspettarsi che si sarebbero sviluppate nuove varianti. Esistono migliaia di versioni diverse, o varianti, di Covid che circolano nel mondo. Nella maggior parte di casi si tratta di differenze irrilevanti, ma a volte possono rendere il virus più contagioso. Gli scienziati sospettano che le varianti del Regno Unito, del Sudafrica e del Brasile possano diffondersi più in fretta ed essere più difficili da bloccare rispetto a quelle precendenti. Ma a oggi non basta l'alto numero di contagi per definire una variante più pericolosa di un'altra. 

Servono più studi per fare chiarezza

Servono comunque altre ricerche per fare chiarezza. Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università degli Studi di Milano "le mutazioni che caratterizzano la variante brasiliana e sudafricana, rendono entrambe più preoccupanti della variante inglese". "Se la variante Gb preoccupa per la maggiore trasmissibilità, quella brasiliana preoccupa perché potrebbe non esserci un'efficacia completa rispetto al vaccino e agli anticorpi. Mentre, da questo punto di vista, per la variante inglese ci sono alcuni dati che sostanzialmente indicano che il vaccino funzionerebbe. Ecco perché - sottolinea - è importante monitorare la circolazione di queste varianti anche in Italia, aumentando l'attività di sequenziamento e isolamento virale".

Secondo alcuni studi, quella del Regno Unito, emersa nel mese di settembre 2020, potrebbe essere fino al 70% più contagiosa, mentre una ricerca recente  del Public Health England è invece più ottimista e parla del  30%-50% rischio in più. 

Identificare nuovi focolai

Per gli esperti è sempre stato chiaro il rischio di una nuova variante. Il problema è impedire che si sviluppino in fretta nuove varianti senza indoviduarle subito anche perché potrebbe essere difficile identificare nuovi focolai. Per questo motivo l'Oms ha chiesto ai governi di non abbassare la guardia.

 

I vaccini funzioneranno?

Resta da capire se i vaccini funzioneranno suelle tre nuove varianti: inglese, sudafricana e brasiliana. Si tratta di immunizzazioni studiate su varianti precedenti, ma a oggi gli scienziati si dicono fiduciosi sull'efficacia dei vaccini. Servono comunque ulteriori studi per avere più certezza in materia. Ma, secondo gli esperti, in pochi mesi i vaccini potrebbero essere adattati alle nuoive varianti, proprio come accade già oggi per contrastare l'influenza con le campagne di vaccinazioni che cambiano da un anno all'altro per adattarsi ai cambiementi dei virus influenzali.

La variante danese

Le mutazioni del virus sono numerose. C'è un'altra variante di cui si è molto parlato, la danese, identificata negli allevamenti di visoni in Danimarca durante l'estate. Il timore degli esperti è che questa variante non sia più infettiva ma più grave. In questo caso renderebbe più probabili le nuiove infezioni e il vaccino potrebbe risultare inutile. Per fortuna il governo danese sembra aver arginato questa variante e la diffusione fra la popolazione sembra essersi fermata.  

Dalla Germania

Intanto una nuova mutazione del Covid, finora non ancora conosciuta, è stata individuata in Germania, a Garmisch Partenkirchen, nella Baviera tedesca. "Il significato clinico di questa variante non è ancora affatto chiaro", ha spiegato il vicedirettore dell'ospedale locale, Clemens Stockklausner, primario del reparto di pediatria e medicina giovanile. Il medico ha spiegato che uno dei pazienti al momento ricoverato in terapia intensiva "è stato contagiato da questa variante, finora individuata in 35 persone". Anche se la situazione è stata definita "sotto controllo" adesso va dato tempo agli esperti per chiarire gli effetti di questa mutazione. 

Come proteggersi

Le varianti sono numerose, ma al momento non vi sono prove che queste mutazioni possano aumentare i contagi o essere più difficili da curare nei pazienti. Misure come lavarsi le mani, mantenere le distanze dalle altre persone e indossare la mascherina aiuteranno comunque a prevenire le infezioni.