Vaccini Covid: qual è il migliore per gli over 80

Più di 4 milioni sopra gli 80 anni, soggetti fragili, con più patologie e in politerapia. Esclusi dalle sperimentazioni, ora si chiedono quale vaccino li proteggerà da Covid
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La campagna vaccinale per gli over 80 sta partendo tra siti in tilt, ritardi, slittamenti di date e qualche dubbio su quale sia il vaccino più adatto per questa fascia d’età in cui rientrano soggetti fragili non solo per questioni anagrafiche, ma anche perché affetti da più patologie insieme e in terapia con molti farmaci. Si tratta di una popolazione di oltre 4,4 milioni di persone, che ancora vivono chiuse in casa e molto spaventate, considerato che l’età media dei morti si è sempre mantenuta costantemente sopra gli 80 anni.

Pochi anziani nelle sperimentazioni

Ma quale vaccino sarà usato sugli over 80? I dubbi sono nati dopo aver letto di non utilizzare il vaccino di Astrazeneca, che Aifa aveva autorizzato prima fino ai 55 anni e poi - come tanti altri paesi europei - negli over 65 senza patologie (diabete, obesità grave, varie forme di cardiopatia, patologie oncologiche ed ematologiche). E che ancora ieri la Svizzera non ha autorizzato per insufficienza dei dati presentati. Ma perché questo dietro-front? “In parte perché la maggior parte delle persone arruolate nella sperimentazione del vaccino ha un’età inferiore ai 70 anni”, spiega Patrizia Popoli, capo del centro nazionale di valutazione clinica e preclinica dei farmaci dell’Istituto Superiore di Sanità. “Il numero di anziani che ha partecipato allo studio, quindi, è basso, intorno al 25%, ma ciò non significa che questo vaccino non funzioni in questa fascia di popolazione e che i risultati di efficacia non siano sovrapponibili a quelli sui più giovani, perché la risposta anticorpale si è osservata anche in soggetti over 55”.

Over 65 fuori dalle sperimentazioni

La scarsa rappresentatività degli anziani negli studi clinici non è un problema nuovo: “Nelle sperimentazioni - spiega Popoli - si cerca di prendere una popolazione più omogenea possibile, senza malattie concomitanti e che non assuma altri farmaci. In questo modo, si rende più pulito il dato. Però poi escludendo questi soggetti, in alcuni casi, i risultati non sono facilmente trasferibili nella pratica clinica”. Un limite che sarebbe auspicabile correggere visto che la popolazione invecchia sempre più e potremmo trovarci in difficoltà per la sperimentazione di nuovi farmaci destinati proprio gli anziani.

La posizione di Aifa sul vaccino Astrazeneca

Per fare chiarezza su vaccini e anziani, l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha precisato che, in attesa di ulteriori studi, l’indicazione per il vaccino AstraZeneca resta preferenzialmente per la popolazione tra i 18 e 55 anni e senza patologie gravi, per la quale sono disponibili dati più solidi. Aifa aggiunge che si attendono maggiori evidenze sul rapporto beneficio/rischio del vaccino AstraZeneca prima di suggerirne la somministrazione nei soggetti di età più avanzata. Giorni fa anche la commissione tedesca sui vaccini (Stiko) aveva raccomandato l'utilizzo del farmaco di Astrazeneca solo per la fascia d'età compresa tra i 18 e i 65 anni. Il motivo è l'insufficienza di dati sull'efficacia nelle persone più anziane. Stessa posizione espressa anche dall'Alta autorità della Sanità in Francia.

Le indicazioni dei vaccini

Dunque, per gli anziani sono più adatti gli altri due vaccini, quello di Pfizer-BioNTech e Moderna? “In realtà, al momento tutti i tre i vaccini approvati dall’Agenzia europea del farmaco (Ema) sono senza limiti d’età”, precisa Popoli che aggiunge: “Facendo una valutazione comparativa ci sono solo delle raccomandazioni di uso preferenziale. I vaccini ad Rna messaggero, come quello di Pfizer e Moderna, sono preferibili nei soggetti più anziani o a rischio di malattia grave e più fragili”.  

I vaccini con Rna messaggero

In base ai dati disponibili, i vaccini con Rna messaggero per il meccanismo attraverso cui agiscono sono considerati più efficaci ed hanno una percentuale di protezione maggiore. “Anche se non è possibile fare un confronto adeguato visto che ogni vaccino è testato in un proprio studio - spiega la ricercatrice - si è visto che l’efficacia dei vaccini ad Rna messaggero in termini di riduzione della percentuale di pazienti che si infetta è maggiore. Inoltre, per questi vaccini abbiamo più dati sulla popolazione anziana”. C’è da considerare che i dati sono dinamici perché gli studi sono ancora in corso e di giorno in giorno possono arrivare degli aggiornamenti.

I decessi dopo il vaccino Pfizer-BioNTech

Eppure, anche sul vaccino Pfizer- BioNTech sono sorti dubbi circa l’età dopo alcuni decessi verificatisi in Norvegia a seguito della sua somministrazione. Ma l’Ema ha concluso che "i dati non hanno mostrato un collegamento dei decessi alla vaccinazione con Comirnaty e che i casi non sollevano problemi di sicurezza”. L’esperta dell’Iss conferma: “C’è stata una valutazione che al momento non ha consentito di correlare questi decessi con il vaccino. Si ipotizza che si tratti di soggetti in condizioni già precarie”.

La scelta del tipo di vaccino

Ma i cittadini potranno scegliere quale fare? “La scienza sa qual è il vaccino migliore per quella fascia di popolazione”, ha dichiarato stamattina Walter Ricciardi, consulente scientifico del Ministero della Salute, intervenendo a Sky Tg 24. "Lo facciamo già per l'influenza: il vaccino anti-influenzale di un certo tipo viene dato ai giovani, quello invece di un altro tipo viene dato agli anziani", ha sottolineato. "Questo tipo di scelte non possono farle i cittadini perché non hanno gli strumenti per distinguere tra vaccino adiuvato, vaccino genetico o vaccino adenovirale. Per cui è opportuno che anche in questo caso ci sia una linea guida nazionale, che venga ben spiegata", ha detto l'esperto.

La disponibilità delle dosi

Per poter vaccinare tutti gli over 80 serviranno 8 milioni di dosi (considerando la doppia somministrazione). E che succede se quelli ‘raccomandati’ per gli anziani non fossero disponibili? “Se dovessi vaccinare un soggetto di 90 anni e potessi scegliere gli darei un vaccino ad Rna messaggero”, risponde Popoli che, però, precisa: “Ma se non fosse disponibile, gli farei quello di Astrazeneca che comunque è stato autorizzato anche per le fasce d’età più avanzata perché lasciarli senza protezione sarebbe peggio”.

I pazienti con demenza

Tra gli anziani in attesa di vaccino, ci sono anche alcuni che soffrono di demenza e non solo i pazienti ospiti delle Rsa ma anche coloro che vivono a domicilio. Proprio pensando a loro, la Sindem (Associazione autonoma aderente alla Società Italiana di Neurologia per le demenze), la Simg (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie) e la Sin (Società Italiana di Neurologia) hanno fornito sei indicazioni sul tema del consenso informato per la vaccinazione anti-Covid19 delle persone con demenza. In particolare, lì dove le condizioni non consentano di firmare il consenso informato, dovranno farlo il rappresentante legale oppure il medico stesso in caso ci sia una situazione di urgenza indifferibile.