Vaccino Astrazeneca, meglio evitare la pillola anticoncezionale?

 le relazione tra il vaccino di AstraZeneca, c'è chi si chiede se non sia opportuno far interrompere la pillola anticoncezionale, un farmaco pro-trombotico, per poter ricevere la vaccinazione
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A BREVE arriverà il verdetto dell'Agenzia Europea per i medicinali (Ema) sul potenziale legame tra il vaccino anti-Covid messo a punto da AstraZeneca e il rischio di eventi tromboembolici. Al dieci marzo sono stati segnalati 30 casi su 5 milioni di vaccinati. Ma per i quali diversi Paesi europei, Italia compresa, hanno deciso in via cautelativa di sospendere la somministrazione del farmaco.

Intanto, c'è chi si chiede se non sia opportuno far interrompere la pillola anticoncezionale, un farmaco pro-trombotico, per poter ricevere la vaccinazione. L'allerta è nata dal fatto che in Germania, secondo quanto riporta l'agenzia tedesca che si occupa della sicurezza dei farmaci, il Paul Ehrlich Institute (Pei), sono stati identificati sette casi (3 fatali) della rara trombosi venosa cerebrale, associata a un calo delle piastrine, di cui sei donne e un uomo. Le trombosi, precisano dall'agenzia tedesca, possono verificarsi anche nelle donne che assumono la pillola anticoncezionale, come viene evidenziato dal bugiardino di questo farmaco pro-trombotico, che necessita peraltro di prescrizione medica, ed è per questo motivo che viene suggerito, nel caso in cui fosse confermato un nesso di causa-effetto, di menzionarlo nel foglietto illustrativo del vaccino.

Nei giorni scorsi, alcuni esperti, come Giorgio Palù, presidente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), hanno riferito che in caso di conferma, bisognerebbe prestare maggior attenzione a determinate categorie di persone, come appunto le donne che assumono la pillola anticoncezionale o che presentano difetti della coagulazione del sangue. Abbiamo quindi chiesto di fare chiarezza sul possibile nesso tra vaccino, pillola anticoncezionale e trombosi a Gianfranco Parati, professore ordinario di malattie cardiovascolari all'Università di Milano Bicocca, Direttore del Dipartimento di Cardiologia e Direttore scientifico presso l'Istituto Auxologico Italiano, Ospedale S.Luca di Milano.

Riferendosi al vaccino di AstraZeneca, il Pei ha citato la pillola anticoncezionale e la sua relazione, riportata anche nel foglietto illustrativo, con gli eventi trombotici. Il rischio potrebbe essere lo stesso per il vaccino?

“I vaccini in generale, e anche quelli anti-Covid, preparati secondo diverse metodologie, non hanno come effetti collaterali la comparsa di eventi trombotici. Il vaccino AstraZeneca non ha mostrato alcuna evidenza di un aumento del rischio di embolia polmonare, trombosi venosa profonda (Tvp) o trombocitopenia, in qualsiasi gruppo di età, sesso. Ad oggi sono stati vaccinati con AstraZeneca circa 17 milioni di persone senza rilevanti effetti collaterali”.

Quali rischi potrebbero corre le donne che assumono la pillola anticoncezionale, o altri farmaci pro-trombotici, o che magari hanno difetti della coagulazione del sangue?

“Attualmente non sono stati dimostrati rapporti di causa-effetto tra la somministrazione di vaccini anti-Covid e contraccettivi. Eventuali eventi trombotici sono indipendenti e sono dovuti all'uso del contraccettivo stesso. L'ente regolatorio americano per i farmaci (Fda) stima che tra le 842 milioni di donne che assumono contraccettivi, il rischio di trombosi è da tre a nove su 10.000 ogni anno. Il vaccino AstraZeneca è stato somministrato a pazienti con alterazioni della coagulazione, come per esempio la mutazione G20210A della protrombina positivo eterozigote e MTHFRC677 positivo omozigote, senza alcun effetto collaterale. In sintesi, il rischio dato dalla vaccinazione è al momento valutato in 0,00003%. Al contrario il rischio tromboembolico per chi assume anticoncezionali può arrivare in qualche caso al 6-10%”.

 

Anche in questi casi, quindi, il rapporto beneficio-rischio del vaccino rimane positivo?

“Per un paziente che ha un aumentato rischio trombotico di qualunque natura, compresa l'assunzione della pillola anticoncezionale o di farmaci che conferiscono un aumento del rischio TE, è molto più pericoloso ammalarsi di Covid-19, perché i recenti dati della letteratura indicano che l'incidenza delle complicanze tromboemboliche nei pazienti affetti da Covid-19 è pari al 15 % dei casi, con percentuali che vanno dal 3 al 40% a seconda dell’età e di altri fattori”.

 

Se l'Ema dovesse confermare un leggero aumento del rischio di eventi trombotici, quali conseguenze potrebbero esserci? Il vaccino potrebbe essere sconsigliato?

"Andrebbe sempre pesato il rapporto rischio-beneficio. I dati ad oggi disponibili indicano per il vaccino un rischio molto basso che pertanto peserebbe poco sul rischio globale. Prima di modificare le modalità di somministrazione dei vaccini anti Sars-Cov-2 bisogna avere delle solide prove che essi provocano eventi trombotici. Ad oggi l’Ema non ha ancora comunicato dati significativi sul nesso di causa-effetto tra la vaccinazione ed eventi trombotici. Se dovessero emergere dati scientificamente certi per rischio di patologie correlate, si faranno rivalutazioni su come somministrarlo, con quali modalità e con quali precauzioni”.

 

In Germania hanno osservato che gli eventi tromboembolici sono in relazione con un calo delle piastrine, che relazione c'è con questi eventi avversi?

“I trombi, che costituiscono il meccanismo eziopatogenetico degli eventi tromboembolici, sono costituiti da aggregati di piastrine. Se l'evento tromboembolico è massivo si può quindi riscontrare una diminuzione del numero delle piastrine”.