Cannabis terapeutica, la lettera di Walter De Benedetto a Mattarella: "Tutelare il mio diritto alla salute"

Walter De Benedetto 
Una forma grave di artrite reumatoide lo ha reso invalido. La terapia, legale in Italia, lo aiuta a contrastare i dolori. Ma non ne riceve abbastanza e ha deico di coltivarla: indagato per coltivazione di sostanza stupefacente. Il 27 aprile l'udienza
3 minuti di lettura

WALTER De Benedetto aveva 16 anni quando ha scoperto di avere l’artrite reumatoide, una diagnosi che nel tempo lo ha reso invalido al 100%. Una malattia cronica e progressiva che gli provoca dolori molto forti. Oggi fa fatica a muoversi. Unico sollievo la cannabis terapeutica, ma servirebbe una dose maggiore di quella che gli è stata concessa dalla Asl. Le richieste di Walter non sono state accolte e lui ha deciso di rischiare coltivandola con l’aiuto di un amico.

Così al dolore si è aggiunta una vicenda giudiziaria. E’ indagato per coltivazione di sostanza stupefacente in concorso e il 27 aprile si terrà l'udienza. Con la pandemia tutto si si è complicato. Una situazione che lo ha spinto più volte a rivolgersi alle istituzioni fino a scrivere al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "La mia richiesta di aiuto è anche un atto di accusa contro un Paese che viola il mio diritto alla salute, il mio diritto a ricevere cure adeguate per il mio dolore, un diritto garantito dall’articolo 32 della Costituzione. E non solo non mi garantisce questo diritto fondamentale, ma mi persegue davanti alla legge per aver provato a risolvere da me il mio stato di necessità", si legge nell’appello che Walter ha preparato con il sostegno dell’Associazione Luca Coscioni e di Meglio Legale.

 

Nel suo messaggio al presidente, al quale si era rivolto già un anno fa, Walter spiega ricorda che "il dolore non aspetta". "Non ho più tempo per aspettare i tempi di una giustizia che ha sbagliato il suo obiettivo e non ho più tempo di aspettare le ragioni di istituzioni così caute da essere irresponsabili”, scrive. Ricorda di aver “deciso di coltivare delle piante di cannabis” in giardino per non dare denaro al mercato illegale. Un appello che verrà ricordato dall'Associazione Luca Coscioni in occasione del Cannabis Day, che si terrà il 20 aprile, con una maratona di 12 ore (dalle 11 alle 23) dedicata a Walter.

 

Cannabis terapeutica, storia di una cura "impossibile"

La legge dal 2006

Il consumo di cannabis terapeutica in Italia è consentito per legge dal 2006, ma la legge è ancora disattesa. Diversi studi ne hanno dimostrato l'utilità in caso di artrite reumatoide, cefalee, epilessia, depressione e in altre patologie. Quando le Regioni la applicano, lo fanno in modo disomogeneo. A volte la ignorano. Le cose possono cambiare da un ospedale all'altro, da una città all'altra. E se la ricetta del dottore arriva, c'è il problema della reperibilità di queste sostanze per produzione insufficiente e scarse importazioni. Con problemi burocratici o personale sanitario ancora poco preparato. 

Cannabis terapeutica: cinque cose da sapere sul Cbd

Qualche settimana fa l'Associazione Luca Coscioni e Forum Droghe, a nome delle oltre 400 persone che hanno digiunato per la cannabis, si erano già rivolte al premier Mario Draghi a fine marzo chiedendo di convocare la conferenza nazionale sulle droghe, come previsto dall'articolo 15 del Testo Unico sugli stupefacenti. Con l'obiettivo di avviare la valutazione delle politiche più adeguate in materia.

Cannabis terapeutica, l'odissea di una paziente: ''Mi ha liberata dal dolore''

Le altre storie

Sono molti i pazienti che come Walter hanno bisogno di aiuto per curarsi con la cannabis terapeutica. Loredana Gullotta ha avuto una diagnosi di sclerosi multipla nel 2004, a 29 anni. Una patologia con effetti pesanti nel quotidiano. Ma solo molti anni dopo ha scoperto che la cannabis terapeutica poteva aiutarla. Dopo aver affrontato numerose delusioni, solo a fine gennaio è riuscita ad avere in modo gratuito da un ospedale pubblico la cannabis per affrontare la patologia. A  consegnarle la cannabis è stata la farmacia dell'ospedale 'Piemonte' Centro neurolesi Bonino Pulejo, a Messina: 45 grammi di infiorescenza suddivisa in 90 capsule. In realtà in base al piano terapeutico e alla prescrizione doveva riceverne 90 grammi, ma averne ricevuti 45 sembra già una vittoria.

Sclerosi multipla e cannabis terapeutica negata, la storia di Loredana

Carlo e l'associazione per difendere i pazienti

Anche per questo motivo, in vista della modifica dell’articolo 73 del Testo Unico Stupefacenti, molte realtà spingono per l’introduzione di pene di più lieve entità e per decriminalizzare la coltivazione domestica di cannabis. Si batte per questo anche Carlo Monaco, a capo dell’associazione Canapa Caffé di Roma che ha iniziato a usare la cannabis terapeutica per curare l’anoressia nervosa che lo accompagna fin dai tempi dell’università. Anche lui ha dovuto affrontare l’accusa di spaccio e diversi problemi giudiziari.

“Per un anno sono andato a parlare di cannabis terapeutica col mio medico di base, ma non mi ascoltava e solo nel 2015 ho trovato un neurologo dell’Istituto Besta di Milano che mi fece una ricetta per acquistare la cannabis in farmacia. Ma anche qui con mille problemi burocratici perché non era sufficiente e non mi permettevano di proseguire il percorso nel Lazio”, racconta. E propone una soluzione: “Se la cannabis non diventerà presto legale a livello ricreativo credo sia necessario istituire la Medical Card. Il Ministero della Salute la dovrebbe rilasciare ai pazienti che si curano con la cannabis,  in maniera da non avere le ripercussioni legali (che ho avuto io e altri pazienti) a un semplice controllo”.