L'importanza della salute globale, dall'agenzia europea ai master

©GettyImages 
In un'emergenza sanitaria c'è sovraccarico di lavoro, molti paesi non dispongono di infrastrutture adeguate e non sono in grado di rispondere con rapidità. L'approccio ora sta diventando diverso, con agenzie, reti di istituti di ricerca e master
2 minuti di lettura

LA SALUTE GLOBALE è senza confini, fisici o mentali, deve essere uno stato di benessere 'bio-psico-sociale' e un pieno diritto di tutti. La pandemia di Covid-19 ci ha messo di fronte alle carenze che abbiamo in questo campo, cogliendoci completamente impreparati.

Ma le cose stanno cambiando. L'Unione Europea ha creato una nuova agenzia per affrontare simili situazioni: l'Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA),  la cui nascita era stata annunciata già a settembre 2020. Si sono chiuse da qualche giorno le consultazioni pubbliche nelle quali sono stati invitati a fornire la loro opinione al riguardo cittadini comuni, organizzazioni di pazienti, consumatori, operatori sanitari, imprese, ricercatori, università e così via. Il mandato sarà poi definito più avanti nel corso dell’anno.

Anche su Lancet, in una lettera firmata dai membri di EGHRIN (European Global Health Research Institutes Network) viene sottolineata l'importanza di Hera e della necessità che abbracci una dimensione globale delle minacce per la salute, tenendo ben presenti le tre componenti principali della preparazione: valutazione, gestione e comunicazione del rischio, sempre in collaborazione con le altre agenzie dell'Unione Europea.

EGHRIN è una rete europea di istituti di ricerca sanitaria globale che vede tra i membri fondatori l'Università degli Studi di Milano, l'Università di Amsterdam (Amsterdam Institute for Global Health and Development) e ISGlobal dell’Università di Barcellona. Comprende 23 gruppi di ricerca leader in Europa uniti per sostenere la ricerca e l'innovazione, facilitare la collaborazione tra i partner globali e approfondire la conoscenza dei sistemi sanitari nel mondo. I principali obiettivi spaziano dalle malattie non trasmissibili e rare a quelle contagiose, al benessere in salute nel corso della vita, inserendo tutto in un contesto che prende in esame l'ambiente e i determinanti sociali. Avere una voce unica è importante per aumentare la consapevolezza dei temi della salute globale e avere un impatto più forte sull'agenda di ricerca della UE.

A questo poi si aggiunge, punto fondamentale, la formazione. In autunno partirà il Master di 2^ livello in Salute Globale della Statale di Milano che si propone di scandagliare le grandi problematiche di salute globale inserendole in un contesto multidiscipliare: comprendere i problemi sanitari senza mettere in secondo piano gli aspetti economici e sociali. Il master, coordinato da Mario Raviglione, docente in Statale di Global Health, completamente in inglese e online, prevede didattica frontale ma anche seminari, esercitazioni e studio di casi, e un periodo di tirocinio di 250 ore. Le lezioni saranno tenute da esperti e docenti di diverse facoltà dell'Università degli Studi di Milano, di altre importanti università ed enti italiani e di istituzioni accademiche estere.

Questo per creare specialisti che sappiano avere approcci diversi e proporre soluzioni innovative in tutti i settori che riguardano la salute, dal pubblico al privato, dal non governativo all'internazionale. Creare sinergie e cooperazione significa infatti avere un impatto maggiore sulle sfide sanitarie che ci sono e che arriveranno.