Covid, in Sudafrica monitorata la variante C.1.2: accumula rapidamente mutazioni, alcune nuove

La fila davanti a un centro di vaccinazione per Covid-19 a Città del Capo, Sudafrica (reuters)
Presenti cambiamenti del codice genetico già riscontrati nelle varianti di interesse (Voi) e in quelle che destano preoccupazione (Voc). Altri potrebbero fornire vantaggi nella trasmissibilità e nell'ingannare il sistema immunitario, ma gli scienziati non si sbilanciano: "Siamo cauti sulle implicazioni"
2 minuti di lettura

C.1.2. Non è un codice cifrato, ma il nome della nuova variante che si sta diffondendo in Sudafrica. Lo ha annunciato il 30 agosto il Nicd, Istituto nazionale delle malattie trasmissibili del Paese. Da marzo 2020 l'ente fa parte di una rete dedicata al monitoraggio di Sars-CoV-2 sul territorio, chiamata Ngs-Sa (Network for Genomics Surveillance in South Africa), su cui convergono diverse altre strutture (University of KwaZulu-Natal, University of Cape Town, Stellenbosch University, University of the Free State, University of Pretoria, University of the Witwatersrand, National Health Laboratory Service).

A maggio è iniziata la sorveglianza di una popolazione di virus correlati a Sars-CoV-2, riscontrata per la prima volta nelle province di Mpumalanga e Gauteng e ribattezzata 'C.1.2 lineage'. Per lineage (in italiano lignaggio) si intende un gruppo di virus all'interno di una specie che differisce per minime porzioni di codice genetico.

Le differenze con la variante della prima ondata

Come riportato dal team di scienziati in un rapporto preliminare su medRxiv del 26 agosto, si è evoluto da C.1, uno dei protagonisti della prima ondata di Covid-19 in Sudafrica e rilevato l'ultima volta lo scorso gennaio. A luglio, in tutta la nazione rappresentava una percentuale relativamente bassa (2%) dei genomi sequenziati, con diverse mutazioni nella sua proteina Spike, più numerose rispetto ad altre Voc (Varianti che destano preoccupazione): alcune già identificate in Alpha, Beta, Gamma e Delta, ma anche nelle Voi (Varianti di intresse) Kappa, Eta e Lambda.

Altre nuove mutazioni sono associate a un maggior legame con Ace2 (il recettore della proteina Spike presente sulle cellule umane) e a una ridotta attività di neutralizzazione da parte degli anticorpi, che renderebbero questo lignaggio potenziamente più trasmissibile.

La valutazione dell'Oms

Il possibile vantaggio replicativo e l'impatto su popolazione e vaccini vengono costantemente monitorati da Ngs-Sa, che a luglio ha allertato il dipartimento di Sanità nazionale e l'Organizzazione Mondiale della Sanità, per la quale al momento non sussistono i criteri per definirla Voc o Voi.

In quali Paesi è stata individuata

C.1.2 è stata individuata in altri sette Paesi tra Africa (Repubblica Democratica del Congo e Mauritius), Europa (Inghilterra, Svizzera e Portogallo), Asia (Cina), Oceania (Nuova Zelanda). In attesa di ulteriori conferme, per il Nicd è improbabile che i cambiamenti all'interno del codice genetico possano influenzare i test diagnostici basati sulla Pcr. È invece verosimile che contribuiscano a rafforzare la capacità del microrganismo di "ingannare" l'immunità: "Siamo cauti sulle implicazioni, mentre raccogliamo più dati per capire il virus di questo lignaggio. Sulla base della nostra comprensione delle mutazioni, sospettiamo che potrebbe essere in grado di eludere parzialmente la risposta immunitaria. Ma nonostante ciò, i vaccini continueranno a offrire alti livelli di protezione contro il ricovero e la morte", affermano gli esperti in un documento del 30 agosto, ribadendo l'importanza della campagna di profilassi e del rispetto di tutte le misure sanitarie e sociali in atto.