Attenzione all'influenza: allentando le misure anti Covid sarà più diffusa

Più vaccinati e meno attenti. In inverno potremmo dover affrontare una doppia epidemia
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Covid ha cambiato le nostre vite. E indirettamente ha avuto effetti anche su alcuni fenomeni consolidati e stabili, come la classica epidemia di influenza stagionale. Se l'anno scorso quest'epidemia non è proprio partita, a causa delle forti restrizioni sociali per contrastare il coronavirus, quest'anno con misure meno rigide i casi potrebbero esserci e non essere pochi. A evidenziarlo è un'indagine su Nature, che esamina l'andamento dell'influenza e di altre malattie infettive anche alla luce dei nostri comportamenti.


I casi in Italia

Gli esperti ora stanno già osservando numeri più alti. Fra i bambini, ad esempio, l'anno scorso non c'erano stati casi di influenza mentre gli episodi di rinovirus (causa di raffreddore) si erano ridotti di un terzo. Quest'anno la situazione è differente, come ha spiegato Alberto Villani, direttore del reparto di Pediatria all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, e ci sono già pazienti con adenovirus e altri virus respiratori, per un totale pari a quelli registrati finora durante tutta la pandemia. Oggi peraltro sono appena stati segnalati i primi veri casi di influenza in Italia, a Torino e Milano, insieme al calo delle temperature.


Pandemia e influenza


L'anno scorso a livello locale e globale di fatto l'influenza non c'è stata, è scomparsa. La sorveglianza Flunet dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilevato un sostanziale appiattimento della curva dei casi di influenza stagionale nell'autunno e inverno 2020-2021, in tutti i paesi. In Italia, ad esempio, ci sono stati 2,4 milioni di casi di simil influenza ma non è mai stato isolato il virus influenzale della stagione. Quest'anno lo scenario è diverso: ampia parte della popolazione (più dell'80% delle persone con più di 12 anni) è vaccinata contro Covid e varie regole ed obblighi presenti l'anno scorso sono caduti, dallo smart working alle scuole fino ad attività ed eventi sociali. “Ragionevolmente - commenta Pier Luigi Lopalco, ordinario di Igiene all'Università del Salento -  l'allentamento delle misure sarà associato a un numero di casi di influenza maggiore rispetto all'anno scorso”.


L'impatto della mancata influenza


Ci chiediamo se e come il fatto di aver saltato una stagione influenzale possa avere effetti sull'epidemia di quest'anno. “L'idea e il pensiero che il nostro sistema immunitario sia cambiato o indebolito in maniera significativa e che l'influenza o altre infezioni possano attaccarci collettivamente e complessivamente in maniera più frequente o grave è un'ipotesi a mio avviso piuttosto remota - rassicura l'esperto - a fronte di un solo 'anno di buco', ovvero alla mancata esposizione per una sola stagione”. Ma invece può avvenire un altro fenomeno a livello statistico.

"Siccome in media l'influenza non ci colpisce ogni anno, ma ogni 4 anni (e dipende anche dalla fascia d'età)”, spiega Lopalco, “nel prossimo autunno e inverno potrebbe manifestarsi un eccesso di casi che non si sono manifestati l'anno precedente, in una sorta di effetto di recupero". Ma secondo Lopalco non dobbiamo aspettarci un'esplosione di casi maggiore delle stagioni pre-pandemia. “L'aumento statistico – chiarisce – è comunque controbilanciato dal fatto che continuando a usare le mascherine ci saranno comunque meno malati rispetto agli anni precedenti il 2019-2020”.


Verso un vaccino unico


Insomma, probabilmente l'influenza ci sarà, anche se ancora non sappiamo quanto accentuata, e gli ospedali dovranno far fronte a due epidemie. “Anche per questo è bene che tutti si vaccinino, sia contro Covid-19 sia contro l'influenza, e si può farlo anche contemporaneamente senza problemi -  aggiunge Lopalco - Inoltre crescerà la necessità di fare tamponi e distinguere rapidamente Covid da altre infezioni”. Oltre al vaccino, mantenere alcune precauzioni, come l'uso della mascherina, il distanziamento e il lavaggio frequente delle mani continua a difenderci. "Quello che causa l'epidemia influenzale, la forte circolazione del virus - conclude - Lopalco - è una combinazione di fattori: le basse temperature e lo stare al chiuso insieme ai contatti sociali, al fatto che ci si riunisce. Anche da vaccinati mascherine e distanza riducono i rischi".