Depressione: come cogliere i segnali di allarme

Sabato 16 ottobre la giornata mondiale del più diffuso disturbo dell'umore
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Vergognarsi di essere nella sofferenza. Gli alti standard di prestazione richiesti dalla società moderna finiscono per indurci a tenere nascoste le nostre fragilità, i guai personali, i problemi importanti che ci affliggono e perfino i malesseri che ci pervadono e ci azzoppano. Sentiamo di dover essere sempre al top, pronti, affidabili ed efficienti al 100%. Ne va della stima da parte degli altri. Ma non solo. Pure la sfiducia nel prossimo ci consiglia di starcene zitti: tanto gli altri hanno i loro guai e dei nostri gliene importerebbe poco.

In effetti, da un sondaggio di Eurodap (Associazione europea per il disturbo da attacchi di panico) messo a punto in occasione della Giornata europea della depressione, che si celebra il 16 ottobre, è emerso che il 76% dei partecipanti crede di saper riconoscere sintomi depressivi, ma il 45% di questi, a contatto con persone con un disagio psicologico, ammette di non essersene accorto. L’81% ritiene che la depressione sia di difficile accettazione e che in alcuni casi è addirittura auspicabile evitare di manifestare una difficoltà.

“È evidente un’incapacità di riconoscere i segnali della depressione, che purtroppo spesso vengono identificati quando è troppo tardi, quando la persona è arrivata ormai ad uno stadio più gravoso in cui è impossibile continuare a nascondere i sintomi - spiega Eleonora Iacobelli, psicoterapeuta e presidente Eurodap - questo, inevitabilmente, porta a trascurare i campanelli d’allarme che invece bisognerebbe affrontare. Molto spesso la percezione che abbiamo dell’altro non corrisponde al suo reale stato psichico, molti sintomi vengono sottovalutati o mascherati: la depressione è invece il più comune tra i disturbi dell’umore e colpisce ogni anno il 5% della popolazione. Modificazioni nel sonno e nell’appetito, fatica nei movimenti, senso di vuoto, d’inutilità, di colpevolezza, umore triste, pensieri di morte-suicidio sono alcuni tra i sintomi più evidenti, ma non sempre riconosciuti o riconoscibili”.

“Riuscire a mantenere un buon equilibrio psico-fisico è fondamentale per la nostra salute. "E la pandemia, con le numerose limitazioni imposte, non ha aiutato sul piano psicologico - prosegue l’esperta - I dati dell’Oms destano particolare preoccupazione, poiché parlano di un aumento esponenziale di sintomatologie ansiose o depressive legate al Covid-19. Chiedere aiuto, per chi ne soffre, può essere molto difficile, si ha la sensazione che nessuno possa comprendere la propria condizione, mentre per chi non è coinvolto direttamente risulta difficile essere di supporto. In caso di sospetta depressione, invece, bisognerebbe sempre rivolgersi a un esperto e iniziare una cura prima che questa si cronicizzi”.

Piccoli passi per riconoscere il disturbo

Esistono campanelli d'allarme che dovrebbero stimolare una maggiore attenzione in coloro che sono vicino ad una persona ormai entrata in depressione. Sono di facile identificazione e potrebbero fare la differenza nella tempistica di intervento a supporto del soggetto in difficoltà. Il sonno e l'alimentazione sono segnali fondamentali. L'individuo che dorme poco e male, che fatica a rilassarsi seppure stanco o sfinito, che affronta nottate di continui risvegli. Tutti sintomi di uno stato psicologico non ottimale, di uno squilibrio importante nel sistema nervoso. Oppure il cibo gestito nella confusione più assoluta. La perdita dell'appetito o viceversa il nutrirsi in modo disordinato o eccessivo. Anche qui possiamo parlare di avvisi chiari della presenza di un malessere di fondo.


"Modificazioni del sonno e dell’alimentazione - conferma Iacobelli -  sono indicatori molto importanti per l’individuazione del disagio psichico. In genere, in caso di problematiche psicologiche, si assiste ad un aumento o perdita repentina del peso corporeo oppure aumento o diminuzione della necessità di dormire. La modificazione del peso corporeo, insieme all’insonnia o all’ipersonnia sono anche indicatori della depressione". 

E se ormai ci siamo dentro, se è assodato che siamo finiti nel tunnel buio della depressione, dobbiamo attendere che gli stimoli che hanno dato il via o incentivato questo precipitare nella malattia cambino forma, oppure affidarci subito ad una terapia farmacologica che possa fare da sostegno?

"Se parliamo di un disturbo depressivo conclamato e/o cronicizzato potrebbe essere molto rischioso ed imprudente non ricorrere alla terapia farmacologica e/o psicologica

Si diceva dunque che è importante differenziare un momento di stanchezza psicologica o di disagio generalizzato da una condizione di malattia conclamata. Ma come capire se ci si sta avviando verso la china peggiore? "La depressione - spiega ancora Iacobelli - in genere è di difficile identificazione, poichè la sintomatologia viene spesso nascosta da chi ne soffre e/o minimizzata da chi è vicino al soggetto. Agli esordi si manifesta generalmente con assenza o diminuzione del piacere nel fare le cose, ritiro sociale, stanchezza diffusa, apatia ed abulia (mancanza di voglia). Per prima cosa, quindi, è necessario non trascurare le prime manifestazioni sintomatiche ed ammettere a sè stessi e agli altri di vivere una difficoltà".