"Ho scoperto che mio marito mi tradisce da 10 anni"

Unsplash
Unsplash 
Non una semplice avventura, ma un rapporto lungo e duraturo. Un amore. Quando emerge la coppia deve fare una scelta dalla quale spesso non si torna indietro
6 minuti di lettura

Longevo: che ha una vita molto lunga. Siamo abituati ad associare la parola longevo a vita, amore, relazioni stabili e felici, ma non agli adulteri o agli amanti. In realtà, esistono anche i tradimenti longevi e gli amanti di lungo corso. Esiste un atto chiamato trasgressione in grado di distruggere una relazione, di minare la sua stabilità, la sua felicità e anche identità. Si chiama tradimento.

Il tradimento è un fatto di corpo e di cuore. Di intenzioni e di progetti. Di fedeltà e di lealtà. Quando regna indisturbato il tradimento abbiamo subito dopo una vittima che si chiama fiducia.

Iscriviti alla newsletter Salute Amore

Che si tratti della classica scappatella o avventura di poco conto che scinde in maniera chirurgica il corpo dal cuore (come se la scissione manichea fosse attuabile) sino ad arrivare al tradimento longevo, infliggono entrambi gli stessi identici colpi, talvolta irreversibili, all'autostima e alla coppia.

C'eravamo tanto amati

Vi racconto la storia di Alfredo (nome di fantasia), mio paziente. Mi consulta qualche mese addietro in preda al panico più totale: la moglie aveva scoperto la sua relazione adultera e longeva e lo obbligava a una scelta repentina e soprattutto irreversibile.Lui è un commerciante e vive in girando il mondo. Non è un nomade sessuale. Non è un adultero. Non è un bugiardo. Non ha regole, non rincasa per pranzo, a volte dorme in una città e altre volte in un'altra, sostanzialmente è sempre in giro. Il suo lavoro lo porta a non essere prevedibile e controllabile.

Nonostante il disordine della sua vita lavorativa, Alfredo è sempre stato un uomo fedele e la moglie non ha mai sentito il bisogno di controllare la sua agenda perché abbracciata da una fiducia totalizzante nei confronti dell'uomo che l'ha resa moglie e madre.

L'incontro

Durante il cammino della sua vita, Alfredo incontra Emanuela. Proprio quando pensava di essere già troppo vecchio per sentire ancora il battito del suo cuore e le viscere invase da una passione totalizzante.

Emanuela è più piccola di lui di ben vent'anni, è una studentessa universitaria di filosofia fuori corso, fa la cameriera in un bar durante il fine settimana per mantenersi agli studi e non gravare sulla sua famiglia e si è perdutamente innamorata di Alfredo.

Conscia della loro differenza d'età e della condizione da 'sposato', nonché padre di due figli, dell'uomo, inizia a corteggiarlo in maniera insistente e voluttuosa finché Alfredo non si concede a lei senza riserve.

Quella duplicità irrinunciabile

La loro relazione va avanti a week-end alternati tra sensi di colpa e attimi di passione rubati al quotidiano di entrambi. Attraversano insieme il loro primo autunno, la loro prima estate, il loro primo Natale e i loro rispettivi compleanni.

Alfredo vive sul piano emotivo dentro una bolla e dentro una chat, pranza e cena con la sua bellissima Emanuela tutte le volte che può per poi sparire il fine settimana, durante il quale rincasa per abitare con il cuore in gabbia con la moglie ignara e con i figli. Emanuela si laurea, e lui è presente come farebbe un partner amorevole e innamorato, si specializza, inizia ad insegnare in una scuola privata di paese, e lui va a prenderla al suono della campanella tutte le volte che può, puntuale come un orologio svizzero.

Alfredo ed Emanuela condividono la loro vita e i loro percorsi paralleli come se vivessero sotto lo stesso tetto. Continuano questa sua doppia vita per ben sette anni, che lui racconta come i più belli e pieni della sua vita, nonostante la minaccia di separazione da parte della moglie.

Chi sei quando non sei con me?

Come tutte le storie parallele prima o poi chiedono il conto. La moglie, a causa di un'infezione vaginale improvvisa e anomala, fa un controllo ginecologico che le diagnostica una malattia sessualmente trasmissibile. Essendo certa dei suoi costumi sessuali e della sua assoluta fedeltà realizza subito che si tratta del marito.

Inizia il tormento. Pensa subito a possibili avventure: a una collega particolarmente avvenente, addirittura a una escort occasionale come momento ludico, dopo una settimana di impegnativo lavoro. Ma non avrebbe mai pensato di trovare una donna stabilmente presente nella vita del marito, per di più molto amata e anche molto carina.

Dal sospetto alla certezza

Così, nel modo più classico possibile, mentre Alfredo era sotto la doccia, sbircia nel cellulare e va subito alle chat di Whatsapp. Il dolore è stato straziante. Si accorge subito da quanto tempo duravano le chat e che la donna in questione è l'amante di suo marito e per di più di lungo corso.

Era chiaro che suo marito, che non era più suo da tempo, era perdutamente innamorato di questa donna, che ne aveva cura e rispetto, che nutriva un profondo sentimento di protezione nei suoi confronti e che avrebbe anche rinunciato a lei pur di vederla felice e madre. Non si trattava di chat erotiche o peccaminose, ma di messaggi affettuosi e amorevoli, che trasudavano gentilezze e un amore profondo. Da quelle non si poteva più tornare indietro.

Non si può tornare indietro

Dentro quelle chat c'era tutta la loro storia. C'erano frasi d'amore e di desiderio. Frasi di strazio e di appartenenza. C'erano racconti e spezzoni della vita quotidiana di Alfredo, dei loro figli e dei loro successi o insuccessi scolastici, finanche dei loro primi amori.

Lei, la moglie ignara, veniva rappresentata come una donna spenta e ingrigita, come colei che non immagina, che non sospetta, che non fa altro che pulire e rassettare, totalmente lontana dai suoi reali bisogni del cuore. La rassicurava dolcemente dicendole che non doveva provare gelosia perché tra loro non c'era più niente da tempo: niente baci, niente parole, niente sesso.

Alfredo l'aveva dipinta come una moglie algida, spesso altrove, distratta e distante sul piano emotivo; ma lei sapeva bene non essere così. Di impeto avrebbe voluto chiamare questa donna per dirle tutto.

Per dirle che lei non era la moglie del rapporto sessuale consumato in maniera frettolosa e annoiata la domenica mattina o del torpore dei sensi conclamato. Che lei non era la moglie in pantofole e tuta slabbrata. Che lei non era la moglie struccata, scialba e ingrigita. Avrebbe voluto dirle che lui, Alfredo, era uno sciagurato, un bugiardo patologico, un uomo doppio, e che aveva imbrogliato entrambe.

Dal senso di colpa alla depressione

Adesso Alfredo è confuso, è obbligato a dover scegliere, ma non riesce a farlo. Stiamo cercando di comprendere, al di là del bene e del male, quali siano state le motivazioni che lo hanno spinto tra le braccia seduttive e rassicuranti di Emanuela.

Stiamo passando al setaccio la qualità della sua vita matrimoniale e il gioco tanto pericoloso quanto seduttivo dei ruoli: Emanuela che lo aspetta con il tacco dodici e le calze auto reggenti e un pranzetto preparato per lui due volte a settimana e la moglie stanca e affaticata dalla vita di tutti i giorni che aspetta che rincasi per raccontargli di tutti i problemi di cui ha dovuto sobbarcarsi e dei figli.

 

Cosa ci dice il tradimento

Il tradimento è rivelatore e ci insegna tantissimo sui rapporti di coppia: spalanca una finestra sull'affettività e sul desiderio, sull'impegno e sulla progettualità.Squaderna ogni certezza, e indaga in maniera approfondita i desideri e i bisogni spesso evasi di una coppia annoiata e triste.

Come sessuologa sono obbligata e anche lusingata dal poter leggere l'esperienza straziante del tradimento da più punti di vista: da parte di chi lo subisce, di chi lo agisce e da parte del terzo elemento, l'amante, che talvolta è ignaro e altre volte è consapevole, di essere parte integrante di un triangolo amoroso.

Perché si tradisce?

Iniziamo col dire che c'è una grande differenza tra il comprendere e il giustificare. Lo scopo di questo scritto, che chiaramente è al di sopra delle parti, è quello di comprendere il significato profondo che un tradimento (longevo) porta con sé.

L'infedeltà ci obbliga a fare i conti con delle forze esplosive ed espansive: la passione, la seduzione, l'urgenza di incontrare la persona desiderata e amata, l'angoscia che si prova quando questo non accade, il senso di claustrofobia e mancanza quando si vive all'interno di una relazione non nutriente e se ne desidera un'altra, lo strazio quando si è obbligati a scegliere, sino al sospetto e alla gelosia, quel mostro terrificante dagli occhi gialli.

In questa cornucopia di forze irrazionali e contrastanti nasce la passione e si nutre di ambivalenza e di strazio, di vette e di abissi, di appartenenza e di distacco. Se l'amore è complicato l'infedeltà lo è ancora di più. Segue percorsi invisibili ma potenti, spesso sconosciuti anche ai legittimi proprietari; rimane però una finestra importantissima che ci consente di osservare l'animo umano da più punti di vista.

Nonostante ci sia il divorzio ormai da tanto tempo, la moderna e triste condizione da separati in casa, la convivenza che ha preso sempre più il posto del matrimonio e ci sono anche le coppie senza figli e senza mutui, molte coppie alla separazione preferiscono il tradimento.

Ci si può innamorare online? La risposta della sessuologa

I consigli della sessuologia

Molto spesso è più facile essere diversi con una persona diversa, mentre rimane faticoso poter mantenere la dimensione del gioco, della sorpresa e dello scintillio all'interno di un rapporto longevo.
 

Gioco e creatività

Dico spesso ai miei pazienti che se solo riuscissero ad immettere nella loro relazione ufficiale anche solo una piccola parte della giocosità e creatività, dell'audacia e intensità che invece concedono alle loro relazioni clandestine, la loro vita coniugale sarebbe decisamente più scintillante e anche appagante; e non avrebbero bisogno di me. Quindi, un consiglio che sento di dare, anche se in amore non esistono regole, è quello di ascoltarsi in maniera profonda: capire cosa si vuole e soprattutto cosa non si vuole più da un amore, e poi scegliere.

Il fascino dell'amante

Un altro è impegnarsi, perché quando un amante diventa partner ufficiale corre il rischio di smarrire di fascinazione, e di certo non è attuabile (e nemmeno pensabile) cambiare partner in continuazione.

Una cosa su cui bisognerebbe sempre riflettere quando si decide di vivere in coppia è la volontà - parlo di volontà perché mi riferisco all'impegno e alla progettualità - di conciliare la vita erotica con quella familiare e domestica.

La stabilità non è un problema da risolvere, una sciagura con cui dover fare i conti quando si tratta di longevità di un legame, ma si traduce in paradosso che purtroppo appartiene alle relazioni quando invita ad abdicare verso il tradimento come elisir di lunga vita erotica piuttosto che all'impegno.

*Valeria Randone è psicologa, specialista in sessuologia clinica a Catania e Milano. www.valeriarandone.it