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Perché gli anziani sono più soggetti a Covid?

Perché gli anziani sono più soggetti a Covid?
Un nuovo studio getta oggi luce su una possibile spiegazione del perché gli anziani sono più vulnerabili di fronte alla malattia
2 minuti di lettura

Sin dal principio della pandemia è stato evidente che la Covid19 colpisce in maniera più dura i soggetti anziani. Il maggior numero di morti si è infatti registrato nella popolazione oltre i 70 anni. Un nuovo lavoro getta oggi luce su una possibile spiegazione del perché gli anziani sono più vulnerabili di fronte alla malattia.

Gli anziani più colpiti da Covid, le ipotesi

Attualmente non esiste una spiegazione univoca delle ragioni per cui i soggetti anziani sono maggiormente colpiti da Covid19 grave: infatti, esistono una serie di elementi che contribuiscono a questa tendenza.

Esistono delle motivazioni biologiche che rendono i soggetti anziani più suscettibili alla Covid19: il Sars-CoV2 per poter entrare nelle nostre cellule sfrutta il recettore ACE2, una particolare "porta di ingresso" che è molto più espressa nei soggetti anziani rispetto ai giovani. Inoltre, i soggetti anziani producono maggiori quantità di una proteina (CHI3L1) che pare agevolare l'ingresso di Sars-CoV2 nelle cellule.

Il ruolo delle comorbidità

Oltre alle caratteristiche biologiche specifiche esistono anche elementi generali che caratterizzano gli anziani: ad esempio, sono caratterizzati da comorbidità, in quanto non è raro che un soggetto ultra-settantenne presenti almeno due o tre patologie. Con patologie si intendono anche sindromi o condizioni che oggi sono totalmente tenute sotto controllo attraverso i farmaci, come una lieve ipertensione, diabete di tipo 2, obesità, problemi cardiovascolari, infiammazione sistemica, etc.

Nonostante i sintomi di queste patologie siano tenuti a bada dai farmaci, esse contribuiscono in maniera determinante sulle aspettative di vita. Al crescere delle comorbidità la probabilità di decesso aumenta. Sappiamo che la Covid19 è più severa in soggetti obesi, ipertesi e diabetici, che appunto caratterizzano più spesso i soggetti anziani.

L'invecchiamento del sistema immunitario

Infine, uno degli elementi più importanti da considerare quando si analizza il perché gli anziani sono più soggetti alla Covid19 è che il sistema immunitario, come qualsiasi altro organo o apparato del nostro corpo, invecchia con l'aumentare dell'età perdendo di efficacia e potenza. 

Nei soggetti anziani tutti gli organi funzionano in maniera meno efficiente (basti pensare alla vista e all'udito oppure all'elasticità delle giunture o alla capacità di recupero dopo un trauma) e il sistema immunitario non è esente da un simile meccanismo.

Non è raro che in un soggetto anziano una "semplice" influenza o un'infezione batterica possano risultare letali, mentre le stesse identiche patologie in soggetto giovane ed immunocompetente sarebbero facilmente gestibili ed eliminabili.

Anticorpi e linfociti T

Ma se, da un lato, la risposta anticorpale negli anziani è paragonabile a quella dei soggetti giovani la vera differenza è nella risposta cellulo-mediata cioè quella portata avanti dai linfociti T. Abbiamo imparato che i linfociti T combattono a fianco degli anticorpi per eliminare infezioni e virus. Durante la pandemia di Covid19 spesso ci siamo concentrati solo sulla risposta anticorpale: volevamo costantemente conoscere il nostro livello di anticorpi tramite l'effettuazione di test sierologici ma ci siamo scordati l'altro braccio armato del nostro sistema immunitario, i linfociti T.
 
In un lavoro pubblicato qualche settimana fa i ricercatori si sono concentrati sulla risposta cellulo-mediata portata avanti dai linfociti T nei soggetti anziani e si sono resi conto che il repertorio di linfociti T è sensibilmente ridotto rispetto ai soggetti giovani.

In pratica gli anziani producono qualitativamente meno linfociti T contro Sars-CoV2 risultando quindi meno protetti dalla contrazione di una malattia grave e fortemente sintomatica.

Ovviamente questo è solo un elemento che si aggiunge a quelli precedentemente elencati ma che prova a fornire un'ulteriore spiegazione del perché i soggetti anziani sperimentano in media una forma più severa della Covid19.

TAKE HOME MESSAGE:

  1. i soggetti anziani sono più predisposti a sviluppare forme severe di Covid19
  2. il sistema immunitario con il passare degli anni è meno efficiente e potente
  3. i soggetti anziani producono un repertorio di linfociti T meno vasto dei soggetti giovani
  4. i linfociti T hanno un ruolo chiave nell'impedire malattia sintomatica e grave

REF:

https://insight.jci.org/articles/view/148749

https://www.pnas.org/doi/10.1073/pnas.2201541119

https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0247060

https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S1201-9712(20)30572-5

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7247470/

Aureliano Stingi, dottore in biologia molecolare lavora nell'ambito dell'oncologia di precisione. Collabora con l'Organizzazione Mondiale della Sanità nella battaglia contro le fake news a tema Covid19

Twitter: AurelianoStingi  Instagram: Aureliano _Stingi