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Casale Angelini, la Care House italiana per pazienti oncologici

Il progetto è nato ad Ancona grazie alla collaborazione tra Fondazione Angelini e Ospedali Riuniti. Ospiterà gratuitamente i pazienti che devono sottoporsi a visite o terapie
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AD ANCONA nasce la prima Care House italiana. Si tratta di “Casale Angelini”, un progetto nato dalla collaborazione tra Fondazione Angelini e gli Ospedali Riuniti di Ancona, per offrire ai pazienti oncologici, e ai loro caregiver, l’opportunità di alloggiare gratuitamente in una struttura concepita come una casa, nei periodi in cui è necessario frequentare l’ospedale per sottoporsi a visite, trattamenti e altre procedure mediche.

 

Il modello della Care House è pensato per consentire di non interrompere la continuità assistenziale e rappresenta un modello innovativo nel panorama del nostro Paese, sull’esempio degli Hotel Hospital presenti nei paesi del Nord Europa. Casale Angelini fornirà un servizio di accoglienza gratuito in grado di ospitare i pazienti che per necessità di eseguire procedure diagnostiche o terapeutiche abbiano bisogno di soggiornare per giorni o settimane in prossimità dell’ospedale.

 

Il casale, originariamente una casa colonica, è stato completamente ristrutturato da Fondazione Angelini secondo criteri di sostenibilità e risparmio energetico. La struttura ha una dimensione di circa 800 metri quadri (con altri 5.000 di giardino), ed è stata pensata per avere tutte le caratteristiche proprie di una casa, come salotti, cucine, sale da pranzo, sala tv e giardino. È destinato ad ospitare pazienti dimessi accompagnati da un familiare, fino a un totale di 18 persone, e si stima che in un anno possa accogliere oltre 200 persone, contribuendo ad alleggerire le strutture pubbliche e di volontariato che oggi si fanno carico di garantire la continuità assistenziale.

 

A regolare il progetto è un protocollo d’intesa firmato da Fondazione Angelini, AOU Ospedali Riuniti di Ancona, Regione Marche, Comune di Ancona e Università Politecnica delle Marche, che definisce i criteri tramite cui la clinica oncologica individuerà le persone da ospitare e i tempi di permanenza, e prevede inoltre la creazione di un comitato per il monitoraggio e la valutazione dell’andamento. A gestire il Casale, infine, saranno i volontari di Artis, associazione per la ricerca sulla terapia infermieristica e di supporto.

 

“La presa in carico attiva e globale del malato, dall’inizio alla fine del suo percorso terapeutico inteso nel senso più ampio, deve abbracciare tutti i percorsi assistenziali”, spiega Rossana Berardi, Ordinario di Oncologia dell’Università Politecnica delle Marche e Direttore della Clinica Oncologica degli Ospedali Riuniti di Ancona. “Casale Angelini si inserisce in questo contesto, consentendo ai pazienti della nostra Clinica Oncologica e del CORM, il Centro Oncologico e di Ricerca delle Marche, in particolare a quelli residenti lontano, un efficace accesso alla struttura sanitaria soggiornando in una ‘Care room’ vicina ed accogliente, gratuita per i pazienti e fonte di efficientamento e risparmio per il Sistema Sanitario”.