Degenerazione maculare senile: sei regole per vacanze sicure

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Occhiali protettivi, cibi antiossidanti, Sali minerali e tanta acqua: l’oculista spiega come godersi le vacanze anche se la vista non è al 100%
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Godersi l’estate anche se gli occhi non possono apprezzare tutta la bellezza dei luoghi in cui ci si reca. Imparando a sfruttare bene la capacità visiva residua e soprattutto seguendo alcune precauzioni che possono aiutare chi soffre di degenerazione maculare senile a vivere l’estate con più tranquillità. Retina in Salute ha chiesto al dottor Luca Di Antonio, dirigente medico di I livello, U.O.C. di Oftalmologia, Asl-1 Abruzzo (Avezzano-Sulmona-L’Aquila) di indicare sei regole per vacanze sicure.

A cosa deve prestare attenzione se va in vacanza al mare o se, invece, va in montagna?

“Non ci sono particolari differenze tra mare e montagna, il comune denominatore è l’effetto dannoso della lunga e continuativa esposizione ai raggi solari, per cui è consigliabile l’utilizzo di occhiali protettivi nei confronti dei raggi ultravioletti insieme ad una terapia con integratori a base di luteina ed astaxantina che minimizzano lo stress ossidativo retinico retinico”.

Quali caratteristiche deve avere un occhiale da sole che protegga davvero dai raggi Uv?

“Attualmente, le strutture oculari, si possono proteggere mediante l’utilizzo di lenti filtranti. Queste ultime hanno la capacità di bloccare sia i raggi ultravioletti (tipo A e B) sia le radiazioni blu, che risultano essere altamente nocive per i nostri occhi. I requisiti per un’ottima protezione oculare sono costituiti da lenti capaci di eliminare tutti i raggi ultravioletti ed anche quelli blu-viola compresi tra i 400 e i 430 nanometri di lunghezza d’onda. Una maggiore protezione viene offerta dall’utilizzo di lenti polarizzate. Queste ultime migliorano la performance visiva, amplificando la sensibilità al contrasto e la visione dei colori, riducendo sia l’abbagliamento che la visione distorta delle immagini e assicurando all’occhio un minore senso di affaticamento. L’uso prolungato può costituire un limite quando si utilizzano schermi Lcd e Led (ad esempio, Pc, tablet e smartphone),  che determinerebbero una scarsa qualità della visione. Anche per i portatori di lenti a contatto è consigliabile l’utilizzo di lenti dotate di filtro UV incorporato di classe I o II”.

Oltre a proteggersi dal sole, ci sono altre precauzioni da prendere, per esempio su cosa mangiare e bere?

“Nel periodo estivo una sana dieta mediterranea con frutta e verdura di stagione (in particolare quelle contenenti carotenoidi), insieme ad una adeguata idratazione ed integrazione aggiuntiva con i principali sali minerali, può costituire un semplice e sano rimedio per l’omeostasi oculare”.

Il distacco della retina si verifica più frequentemente in estate: per quale motivo? cosa consigliare per prevenirlo?

“Il distacco della retina è una delle cause di cecità soprattutto nei soggetti che presentano miopia elevata. Un ruolo fondamentale nella sua patogenesi è svolto dal corpo vitreo. Le alterazioni del suo trofismo conducono precocemente ad alterazioni quali il distacco del vitreo che viene considerato come il “primum movens” nella genesi del distacco di retina. Una adeguata idratazione, insieme all’integrazione mediante sali minerali, collagene e glicosaminoglicani, permette di mantenere una corretta omeostasi del gel vitreale”.  

Oltre che da computer, smartphone, Ipad e lampade alogene, la luce blu viene emessa anche dal sole: può raggiungere la retina e danneggiarla o non c’è questo rischio?

“La luce blu, oltre che dai dispositivi elettro-digitali comunemente utilizzati, è presente anche nelle radiazioni solari. Ne esistono di due tipi: la luce blu turchese che sembrerebbe non essere nociva. La luce blu ultravioletta, invece, è nociva per la retina, poiché danneggia le cellule dell’epitelio pigmentato retinico provocando l’infiammazione attraverso il rilascio di radicali liberi. Quest’ultimo processo determinerebbe un ulteriore stress ossidativo che sta alla base del meccanismo patogenetico della degenerazione maculare”.

D’estate chi soffre della sindrome dell’occhio secco vede peggiorare i sintomi. Come si può trovare sollievo?

“I pazienti affetti dal cosiddetto occhio secco durante il periodo estivo potrebbero accusare un ulteriore discomfort oculare in virtù del fatto che le alte temperature stagionali provocherebbero una più rapida evaporazione e quindi una ulteriore alterazione del film lacrimale. In questi casi, una terapia con sostituti lacrimali di ultima generazione, limiterebbe la spiacevole ed amplificata sintomatologia”.