Ecco la guida per ritornare a esami, visite e interventi

Parte la campagna “La mia salute non può aspettare”: strumenti e consigli per riprendere i percorsi di cura e di prevenzione senza rischiare
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Isolamento e smarrimento. Sono alcuni tra i sentimenti causati dalla perdita di contatto con il sistema sanitario vissuti dai pazienti nel corso degli ultimi mesi; sensazioni che purtroppo persistono anche oggi perché, nonostante tutto, è ancora difficile orientarsi in questi momenti di incertezze e la paura ancora viva di contrarre il COVID-19. La fotografia della situazione viene da due studi appena presentati: uno quantitativo, elaborato dalla Fondazione GIMBE (Gruppo Italiano per La Medicina basata sulle Evidenze) che stima una diminuzione dei ricoveri pari a 1,3 milioni nel 2020, e uno qualitativo condotto da ELMA Research che descrive i sentimenti dei pazienti italiani.

Entrambe le ricerche sono state condotte nell’ambito della campagna di sensibilizzazione “La Mia Salute Non Può Aspettare”, promossa da Johnson & Johnson Medical Italia con l’obiettivo di fare rete con gli attori del sistema per riaccompagnare i cittadini a riprendere in mano il proprio percorso di cura, con fiducia e in sicurezza. Una vera necessità, come dimostrano i numeri raccolti da Fondazione Gimbe: oltre ai mancati ricoveri sono 144,5 milioni le prestazioni di specialistica ambulatoriale in meno registrate nel 2020 rispetto al 2019. La quota più rilevante riguarda gli esami di laboratorio (62,6% del totale delle prestazioni in meno), seguita dalla diagnostica (13,9%), dalle visite (12,9%) e infine l’area della riabilitazione (5,8%) e quella terapeutica (4,9%).

“Per noi in questo momento è vitale rilanciare i processi di cura delle patologie non Covid-19 in tutte le fasi: dagli screening, alla diagnostica, alle visite di controllo, agli interventi chirurgici e ai follow up”, spiega Silvia De Dominicis, Presidente e Amministratore Delegato di Johnson & Johnson Medical Italia. “Come azienda impegnata a elevare gli standard di cura e generare un impatto positivo sui pazienti lungo tutto il loro percorso, abbiamo fortemente voluto promuovere una campagna di sensibilizzazione al ritorno alle cure per dare un supporto concreto ai cittadini”. L’impegno dell’azienda ha consentito di creare le condizioni per  un vero lavoro di squadra tra un nutrito gruppo di associazione di pazienti, società scientifiche e organizzazioni professionali in rappresentanza di tutte le patologie più colpite dalla pandemia: dai tumori alle malattie metaboliche, passando per le patologie autoimmuni e quelle cardiache.

Strumenti per i pazienti

“I dati analizzati mostrano come in tutte le Regioni si sia registrata una notevole riduzione degli interventi chirurgici soprattutto di quelli programmati, anche in aree, come quella oncologica, dove la tempestività dell’intervento è fondamentale per la prognosi del pazienti”, commenta Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE. “Tutta l’attività di chirurgia d’elezione è stata notevolmente sacrificata. L’impatto sulla salute rischia di essere rilevante, anche se difficile da stimare, e potrebbe riguardare molti pazienti”. È necessario quindi correre ai ripari e dare ai pazienti degli strumenti pratici che li aiutino a riavvicinarsi con fiducia ai centri di cura. Ecco perché la campagna mette a disposizione dei pazienti e dei loro caregiver consigli per tornare a pianificare visite di controllo, di screening, interventi chirurgici e terapie in tutta sicurezza. Sul sito internet dedicato si trovano “domande e risposte” sulla sicurezza degli ospedali, delle check list per sfruttare la telemedicina al meglio e per riuscire ad orientarsi nella ripresa dei percorsi di cura con i suggerimenti delle società scientifiche e delle associazioni pazienti, grazie anche a maggiori informazioni circa le nuove modalità di interazione offerte dalla Digital Health. E poi ancora video-interviste degli esperti per comprendere in modo chiaro e pratico, patologia per patologia, l’importanza di non rimandare né interrompere le cure, e le opportunità disponibili per tornare a prendersi cura di sè.

Il ruolo della telemedicina

La campagna propone inoltre un Decalogo: dieci punti redatti e condivisi da Società Scientifiche e Associazioni Pazienti che rappresentano delle raccomandazioni alle Istituzioni chiamate a definire le priorità del sistema sanitario per la ripartenza. Il decalogo contiene indicazioni di breve e lungo periodo fondate sul principio di un nuovo sistema sanitario costruito attorno alle esigenze dei pazienti, grazie anche alle tecnologie digitali. Tutti gli attori coinvolti infatti hanno ritenuto fondamentale l’utilizzo della Digital Health come strumento per realizzare  un nuovo modello di sanità, come sottolinea anche il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che indica l’attivazione dei servizi di telemedicina fra i punti strategici da finanziare per poter ridisegnare l’assistenza puntando sul territorio. “La pandemia ha portato alla luce l’urgenza di ridefinire il concetto di cura attorno alle esigenze dei pazienti e la necessità di ottimizzare le risorse del sistema sanitario per migliorare gli standard di cura e curare un maggior numero di cittadini. Insieme abbiamo riflettuto sulla sanità digitale, come opportunità per immaginare nuovi luoghi di cura anche virtuali e come punto di partenza per fare leva sui dati e sull’intelligenza artificiale al fine di assicurare appropriatezza terapeutica ed equità di trattamento”, conclude Silvia De Dominicis.