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Ora a Belluno i cervi arrivano sulla porta di casa: «Non è una cosa strana se imparano a fidarsi di noi»

Il luogotenente dei Carabinieri forestali spiega un fenomeno ormai frequente «Se non avverte alcun tipo di pericolo può non avere problemi ad avvicinarsi»

BELLUNO. Anche gli animali selvatici possono essere i migliori amici dell’uomo. Sempre più spesso se ne vedono vicino alle case. Dal Vincheto di Celarda, riserva naturale protetta nella quale i Carabinieri Forestali si occupano di recupero e tutela di particolari specie selvatiche, soprattutto rapaci, arriva uno spunto di riflessione che ruota attorno al rapporto tra uomo ed animale. A firmarlo è il luogotenente carica speciale Stefano Zannol.

Luogotenente, come si spiega la presenza di animali selvatici, come i cervi, nei centri abitati? 


«La presenza di animali selvatici nei centri abitati, spesso immortalata da foto e video, è da rimandare al fatto che determinate specie si fidano sempre di più dell’essere umano. L’animale selvatico arriva a stretto contatto con l’uomo quando non avverte in lui un pericolo. In caso contrario, statene certi che questo non accadrebbe. C’è poi un aspetto secondario, ma altrettanto importante, che riguarda principalmente la stagione invernale quando per un animale selvatico le condizioni meteorologiche limitano la ricerca di cibo in natura. Per questo motivo sono indotti a scendere a valle alla ricerca di prati scoperti ma resta il fatto che, se si avvicinano alle case, è perché avvertono la fiducia dell’uomo che le abita».



Eppure dar da mangiare agli animali selvatici non è un bene, ce lo conferma? 

«Se questo avviene sporadicamente, in circostanze specifiche da rimandare ad esempio alla presenza di neve abbondante al suolo che ne limita l’approvvigionamento, può anche andar bene. Quello che non va bene è la quotidianità. L’animale selvatico deve essere sempre considerato tale, per il suo bene. Perdere le sue peculiarità potrebbe risultargli fatale. Va però detta anche un’altra cosa: per un essere umano, lo stretto rapporto con un animale selvatico potrebbe riservare brutte sorprese. L’animale potrebbe infatti acquisire sentimenti di gelosia inducendolo a reazioni potenzialmente pericolose. Per questo l’invito che rivolgiamo a tutti è quello di mantenere sempre un certo distacco da questo tipo di animali. Non sono cani o gatti e non bisogna pensare che, perché mansueti, possano diventarlo».

In questi giorni si parla del lupo. Che tipo di animale è?

«Il lupo è un animale estremamente razionale. È abitudinario in tutto quello che fa perché ha un obiettivo per lui vitale: quello di centellinare le forze, soprattutto nella fase di approvvigionamento. In pochi forse ci hanno mai fatto caso, ma se si guardano le orme lasciate a terra da un lupo paragonandole a quelle di un cane si noterà presto una sostanziale differenza. Le orme di un cane spaziano da una parte all’altra, quelle del lupo invece sono ordinate, sempre una dietro l’altra. Questo perché il lupo non spreca energie nel suo cammino. Sa bene che dovrà cercarsi del cibo in natura se vorrà sopravvivere. Il cane può divertirsi sapendo che a casa troverà le sue crocchette ad aspettarlo nella ciotola. Se un lupo viene sottoposto ad una situazione di particolare stress potrebbe subirne pesanti conseguenze proprio sulla base di quanto appena detto. Un lupo si gestisce in tutto e per tutto, trovandosi sottoposto senza preavviso ad una situazione di stress come ad esempio il dover correre per diverse centinaia di metri potrebbe risultargli anche fatale se non riuscirà presto ad integrare le energie sprecate inutilmente con quello che gli offrirà la natura in quello specifico ambiente». —

 

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