Coronavirus in Italia, il bollettino del 4 marzo: i nuovi casi salgono a 22.865, i morti sono 339. L’indice di positività al 6,73 per cento

Lievitano ancora da 20.884 a 22.865  i contagi in Italia, con un tasso di positività al 6,73 per cento, in crescita dello 0,9%. Ancora poche centinaia di casi e domani verrà sfondato il muro dei tre milioni di contagi da inizio epidemia. Sono invece 339 i morti, 64 i ricoverati in più nelle terapie intensive e 394 quelli nei reparti di medicina. 

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In Lombardia da domani in arancione scuro i contagi salgono da 4.590 a 5.174 con duemila tampini in meno. Sfonda quota duemila il Piemonte, dove i contagi da 1.537 salgono a 2.167, con una netta impennata del tasso di positività dal 17,4 al 29,4%. In Veneto da 1.272 i contagi salgono a 1.487 con un tasso di positività in crescita dell’1,6% salgono da 17 a 20 i decessi.
In leggera flessione da 280 a 253 i casi bella rossa Bolzano ma con meno tamponi di ieri.

Crescono leggermente da 2.456 a 2.545 i casi in Emilia Romagna, ma con meno tamponi, visto che il tasso di positività sale dal 10,8 al 12,2%.

Salgono da 1.163 a 1.239, età media 44 anni, i nuovi casi di Coronavirus oggi in Toscana dove si registrano 23 decessi: 16 uomini e 7 donne con un'età media di 81,5 anni.

Nel Lazio da 1.520 i contagi salgono a 1.702, mentre i decessi scendono da 35 a 22.

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Casi ancora in salita in Campania dove i 2.635 di ieri diventano i 2.780 di oggi con in tasso di positività in lieve crescita dello 0,7%.
Salgono da 1.261 a 1.438 i contagi in Puglia, dove anche il tasso di positività si impenna dall’11 al 14,3%.

In Basilicata - che dallo scorso primo marzo è zona rossa - ieri sono stati analizzati 1.134 tamponi molecolari e di questi 124, esattamente lo stesso numero di ieri, sono risultati positivi al coronavirus e di questi 119 appartengono a residenti in regione.

Per la seconda settimana consecutiva si registra un incremento dei nuovi casi di Covid 19, «che negli ultimi 7 giorni supera il 33%, segnando l'inizio della terza ondata». È quanto emerge dal nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe relativo alla settimana dal 24 febbraio al 2 marzo, durante la quale, rispetto alla settimana precedente, sottolinea il presidente Nino Cartabellotta, «sono aumentati in 16 Regioni e nella Provincia Autonoma di Trento i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti e in tutto il Paese sale l'incremento percentuale dei nuovi casi ad eccezione di Bolzano, Umbria e Molise, che erano già sottoposte a severe misure restrittive».

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Nel dettaglio emerge un netto incremento dei nuovi casi (123.272 rispetto a 92.571, pari al +33,2%) e un modesto calo dei decessi (1.940 rispetto a 2.177, pari a -10,9%). In forte rialzo i casi attualmente positivi (430.996 rispetto a 387.948, pari a +11%), le persone in isolamento domiciliare (409.099 rispetto a 367.507, +11%), i ricoveri con sintomi (19.570 rispetto a 18.295, +7%) e le terapie intensive (2.327 rispetto a 2.146, pari a +8,4%).

In particolare, nella settimana 24 febbraio-2 marzo, in 94 Province su 107 (87,6%) si registra un incremento percentuale dei nuovi casi rispetto alla settimana precedente, con valori che superano il 20% in ben 65 Province. «Con la situazione epidemiologica in rapida evoluzione - commenta Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione - la diffusione attuale è sicuramente maggiore ed è pertanto fondamentale essere realmente tempestivi nell'istituzione delle zone rosse a livello comunale e provinciale».

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«A fronte della vertiginosa accelerazione - conclude la Fondazione - si continua a temporeggiare con l'istituzione di zone rosse locali». La prima ondata del Covid-19 «ci è arrivata addosso, la seconda l'abbiamo favorita, alla terza le stiamo un po' spianando la strada», avverte Nino Cartabellotta.

In attesa del Monitoraggio settimanale di domani è l’Europa a mettere l'Emilia Romagna in rosso scuro, insieme alle province di Trento e Bolzano, nella mappa aggiornata dal centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) sull'incidenza dei contagi da Covid-19 nell'Ue. Nel resto d'Europa, la situazione continua a migliorare nella penisola iberica, in Germania e Danimarca, ma resta critica in Repubblica ceca e Slovacchia, in Slovenia al confine con l'Italia, in Francia alla frontiera con il Belgio.

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In vista dell’atteso tavolo di domani tra governo, commissario per l’emergenza, protezione civile e regioni si è svolta questa mattina al Ministero della Salute una riunione con il ministro, Roberto Speranza, il Commissario straordinario all'emergenza Covid-19, Generale Francesco Figliuolo, il Capo dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, e i vertici di Istituto superiore di sanità, Consiglio superiore di sanità, Aifa e Agenas. All'incontro, sono stati esaminati i numeri aggiornati della campagna vaccinale con la crescita degli ultimi giorni, che ieri ha visto 160.053 somministrazioni, e il superamento del milione di vaccinazioni per le persone over 80. Affrontata al tavolo anche la circolare diramata ieri dal Ministero della Salute che prevede una dose unica per i soggetti che hanno avuto un'infezione da SARS-CoV-2.

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Ma il Lazio mette già sul tavolo la sua ricetta per velocizzare la campagna di vaccinazione, che ieri ha toccato comunque la cifra record di 160 mila immunizzati in un solo giorno. «È necessario che la campagna vaccinale proceda velocemente per classi di età – afferma l'Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato- ed auspico che vengano progressivamente superate le grandi difficoltà interpretative lasciate dalle circolari del Ministero della Salute che tendono ad una eccessiva frammentazione e grandi spazi di interpretazione, che rischiano di rallentare la campagna vaccinale. Occorre una pianificazione semplice, comprensibile a tutti ed univoca sul territorio nazionale, anche per evitare l'italico vizio di trovare un canale prioritario. Nel Lazio stiamo correndo, dosi permettendo, ma va evitata la frammentazione. Dopo il personale sanitario, le RSA, gli over 80 e dopo la scuola, le Forze dell'Ordine, i soggetti vulnerabili e fragili per patologie, serve procedere, senza indugi, per classi di età. Noi domani partiremo con le prenotazioni per gli over 70 e lunedì per gli under 65 anni. In questa maniera ognuno può collocarsi in un quadro temporale di riferimento, considerando che a regime si possono fare nella nostra Regione 2 milioni di somministrazioni al mese».

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