Lavoro, il piano del governo Draghi per uscire dalla crisi del Covid: ecco tutte le novità in arrivo

Dal contratto di rioccupazione agli scivoli per la pensione anticipata, dalla solidarietà al reddito di emergenza, le norme che potrebbero entrare nel decreto sostegni-bis 

ROMA. Il governo Draghi sta per definire il decreto legge che dovrà accompagnare l’Italia fuori da un anno e mezzo di crisi legata alla pandemia da Covid-19. Il primo luglio scade il blocco dei licenziamenti. Nel decreto “sostegni-bis” ci sarà un cospicuo pacchetto-lavoro, che dovrebbe comprendere, fra l’altro, un “contratto di rioccupazione”, una sorta di contratto di apprendistato che, se legato a corsi di riqualificazione, garantirà al datore di lavoro uno sconto totale sui contributi previdenziali. 

Ma ecco tutte le altre norme allo studio del governo.

RIOCCUPAZIONE

Uno degli strumenti immaginati dal ministro Andrea Orlando per tutelare l’occupazione nel periodo post Covid è il «contratto di rioccupazione», una misura che si rivolge ai lavoratori disoccupati senza prevedere limiti di età. Si tratta di un contratto a tempo indeterminato da applicare a tutti i settori che sarà legato alla formazione e ad un periodo di prova di sei mesi, con sgravi contributivi al 100%. I contributi abbuonati andranno invece pagati allo Stato nel caso in cui il lavoratore non venga assunto dopo i sei mesi di prova. Un esempio concreto potrebbe essere quello di un’azienda che ha bisogno di saldatori, ma ha difficoltà a trovare personale qualificato. Grazie a questa norma potrà formare una persona per sei mesi e al termine di questo periodo assumerla. L’incentivo si cumula agli altri già a disposizione delle imprese come gli aiuti ai giovani e le donne per rendere così sempre più vantaggiosa l’assunzione dei lavoratori che più di tutti hanno pagato la crisi, nella logica di premiare il contratto a tempo indeterminato e favorire la ripartenza dopo la fine del blocco dei licenziamenti.

ESPANSIONE

Nel prossimo decreto Sostegni bis la soglia per accedere ai contratti di espansione dovrebbe essere ridotta alle aziende con almeno cento dipendenti. L’idea è favorire gli scivoli e la riduzione dell’orario di lavoro per i dipendenti a cinque anni dalla pensione. Abbassando il requisito di accesso (fissato oggi a 250 lavoratori) si vuole ampliare la platea delle imprese interessate e sostenere la staffetta generazione. Il contratto di espansione, infatti, prevede un percorso di esodo incentivato, su base volontaria, consentendo l’uscita fino a cinque anni dalla pensione di vecchiaia o anzianità e contestualmente l’assunzione di giovani per supportare il ricambio generazionale. Consente anche il ricorso alla cassa integrazione straordinaria e una riduzione media oraria del 30% per il resto dei lavoratori che possono rientrare in un piano di formazione per accrescere le loro competenze. Negli ultimi anni si ricorda il contratto di espansione utilizzato dall’Eni, quando ancora la misura era destinata alle grandi imprese con più di 500 dipendenti, vincolo che poi venne ridotto dalla legge di bilancio del governo Conte.

SOLIDARIETA’

L’obiettivo è far ripartire il Paese dopo la pandemia e per evitare un’ondata di licenziamenti si punta a mettere in campo la solidarietà. Le aziende con un calo del 50% di fatturato potranno stipulare un contratto di solidarietà con una integrazione salariale che sale al 70% (dal 60% attuale a copertura dell’orario non lavorato). Gli imprenditori che intendono aderire dovranno impegnarsi nella stipula dell’accordo collettivo al mantenimento dei livelli occupazionali. Il ministro del Lavoro Andrea Orlando è convinto «della necessità di gestire insieme alle parti sociali anche la brutta stagione. Dopo lo sblocco dei licenziamenti avremo sicuramente giornate nuvolose», ha detto ieri. Inoltre, al centro del nuovo modello di sviluppo del futuro ci devono essere le donne. «La promozione della presenza delle donne nella governance delle organizzazioni pubbliche e private – ha sottolineato – è uno straordinario volano per radicare nella società mutamenti positivi di mentalità e al tempo stesso per accrescere la consapevolezza di ruolo e una sana ambizione delle lavoratrici».

COMMERCIO E TURISMO

Per i settori del commercio e del turismo, tra i più colpiti dagli effetti della pandemia, l’esecutivo sta definendo un esonero contributivo al 100% per i dipendenti in uscita dalla cig Covid che vengono riconfermati dopo il blocco dei licenziamenti. Il divieto di licenziare per le piccole attività scade il 31 ottobre (il 30 giugno per le altre imprese) e il personale rischia di perdere il lavoro perché l’unico strumento che li tutela è proprio la cassa Covid. Una sofferenza che si riscontra soprattutto nei comparti del commercio e del turismo, in ginocchio a causa delle limitazioni sanitarie messe in campo dal governo per frenare i contagi. Perciò, in attesa della riforma degli ammortizzatori prevista a luglio, che secondo l’intenzione del ministro Andrea Orlando andrà a coprire anche questi lavoratori, il paracadute studiato dal governo per evitare gli esuberi a catena è lo sgravio del 100% dei contributi. Un esempio può essere quello di un Bed and breakfast con tre dipendenti o di un negozio del centro di una città che adesso utilizza la cassa integrazione, ma da novembre potrà beneficiare dell’incentivo per riconfermare i propri dipendenti.

SICUREZZA

Il Recovery plan contiene l’impegno ad assumere duemila nuovi ispettori per rafforzare la sicurezza sul lavoro e potenziare l’azione dell’Ispettorato nazionale. Nei giorni scorsi, durante un incontro con i sindacati e il responsabile della Salute Roberto Speranza, il ministro Andrea Orlando ha promesso una ricognizione del personale nelle Asl per migliorare i controlli in fabbriche e uffici. Orlando ha anche annunciato nei prossimi provvedimenti uno sforzo particolare per la vigilanza nel settore dell’edilizia, in cui si registra un significativo aumento della domanda grazie al Superbonus per le ristrutturazioni, e dove si teme un allentamento del rispetto delle regole e un aumento del rischio per i lavoratori. Il ministro ha ribadito più volte l’opportunità di adottare un piano specifico per la sicurezza sul lavoro che si dovrà concentrare su una maggiore responsabilità di tutti i soggetti coinvolti. Dopo un trend in diminuzione durato cinque anni, tra il 2015 e il 2019, le morti bianche sono di nuovo in crescita. Nel primo trimestre del 2021 l’Inail ha registrato 185 casi mortali, con un incremento dell’11,4% in confronto ai primi tre mesi dello scorso anno.

SOSTEGNO AL REDDITO

Nel pacchetto lavoro che verrà inserito nel Decreto Sostegni bis ci sarà la proroga del Rem, il reddito di emergenza destinato alle famiglie in difficoltà economica dovuta all’emergenza Covid. Il sussidio va dai 400 agli 840 euro in base alla composizione del nucleo. È probabile l’erogazione di altre due mensilità per arrivare fino a luglio, ma l’esecutivo sta quantificando la spesa per coprire tutta l’estate aggiungendo altri due mesi. Tra le altre misure della bozza c’è l’allungamento di sei mesi della cassa integrazione straordinaria per cessazione, nell’ambito delle grandi crisi industriali. Poi si sta studiando il blocco del decalage della Naspi che riguarderà tutti, non solo i futuri beneficiari dell’indennità di disoccupazione ma pure chi già ne usufruisce. Quindi il commissariamento di Anpal, l’Agenzia delle politiche attive guidata finora dal presidente Domenico Parisi, nominato dall’allora ministro del governo gialloverde, Luigi Di Maio. Un’altra proroga, al 20 agosto, è quella della scadenza dei versamenti contributivi degli autonomi. È invece in dubbio una «nuova una tantum» da 2400 euro per i lavoratori stagionali di turismo e spettacolo.