Gli atleti olimpici di Padova sono nella top ten nazionale per province italiane

La Città del Santo, candidata a capitale dello sport nel 2023, è ai vertici in Italia per numero di campioni portati ai Giochi. Tutti i nomi, da Marin a Galtarossa e Martinello

Padova nella top ten delle province che hanno portato più atleti alle ultime 6 Olimpiadi. Alla vigilia di Tokyo 2020, che vedrà impegnati anche molti atleti del territorio, Padova si classifica nona. Precedendo Pisa e cedendo il passo a città come Trieste, Livorno, Gorizia, Savona, Lecco, Varese, Roma e Bolzano nella classifica delle aree geografiche con più atleti a cinque cerchi negli ultimi vent’anni.

Uno studio condotto da PtsClas, che ha analizzato tutte le manifestazioni olimpioniche dal 2000 in poi, valutando il rendimento delle province italiane attraverso gli sportivi arrivati alla massima competizione mondiale, le cosiddette “culle” da cui gli atleti provengono, ha consegnato a Trieste la medaglia d’oro. A Padova l’onore di stare nella top ten su 106 competitor.

GLI IMPIANTI

Non è affatto un caso che sia lì. In città lo sport si respira un po’ ovunque. E oltre agli argini, dove si allenano in maniera amatoriale moltissimi padovani, ci sono strutture dove è possibile svolgere qualsiasi disciplina a ottimi livelli. La classifica pubblicata sul Sole24Ore, spiega come Padova si sia guadagnata quel nono posto grazie alle convocazioni da Sidney 2000 in poi e quindi il successivo ranking è stato calcolato sulle partecipazioni maschili e femminili alle Olimpiadi.

«Non mi stupisce, perché sono sempre stato consapevole della forza e della qualità degli atleti padovani» commenta l’assessore allo sport, Diego Bonavina «e questi sono risultati che arrivano dalla qualità delle associazioni e degli allenatori del territorio. Questi atleti hanno avuto una grande fortuna a nascere o vivere a Padova. Abbiamo ottimi impianti e tecnici e i risultati si sono sempre visti. Non dimentichiamo gli atleti che andranno alle paralimpiadi, che meritano la stessa identica attenzione».

I MEDAGLIATI

Macro Galiazzo con la medaglia di Londra

A far guadagnare questo posto nel paradiso delle Olimpiadi nel tempo ci hanno pensato decine di atleti padovani, oltre a quelli già a Tokyo in attesa del 23 luglio. Non tutti sono riusciti a tornare a casa con una medaglia, ma hanno comunque contribuito a portare il nome della città del Santo nel mondo. Restano però i top, quelli che invece la medaglia al collo l’hanno messa.

Tornando molto indietro nel tempo troviamo Giuseppe Beghetto e Sergio Bianchetto, che hanno preso l’oro in tandem nella ciclismo su pista a Roma nel 1960. E poi Franco Testa di Cadoneghe, che sempre a Roma è salito sul gradino più alto del podio nell’inseguimento a squadre. Negli anni Ottanta lo sport padovano celebra invece Gianfranco Dalla Barba e Marco Marin, che a Los Angeles nel 1984 vincono l’oro nella sciabola a squadre, con un argento e un bronzo nell’individuale nelle successive edizioni di Seul e Barcellona. A Barcellona l’oro lo ha vinto Francesca Bortolozzi nel fioretto a squadre, replicato poi nel 1996 ad Atlanta.

Negli stessi anni Silvio Martinello nel ciclismo su pista vince l’oro ad Atlanta e il bronzo a Sidney. E poi c’è lui, il recordman delle 6 Olimpiadi: Rossano Galtarossa. Da Ponte San Nicolò è arrivato all’oro nel canottaggio a Sydney, l’argento a Pechino, dopo il bronzo a Barcellona e ad Atene. E poi Marco Galiazzo, suo compaesano e oro ad Atene (2004) nel tiro con l’arco, poi confermato a Londra nel 2012 e l’argento a Pechino nella gara a squadre.

CANDIDATURA 2023

Non è un caso che Padova si candidi a diventare città europea dello sport nel 2023. Secondo l’amministrazione e l’Università, che in accoppiata stanno tentando di aggiudicarsi la nomina, Padova ha uno spiccato spirito sportivo, evidenziato dall’impegno nel rendere la pratica dello sport fruibile e disponibile a tutti.

Un impegno tradotto nella strutturazione degli impianti e dei servizi sportivi, fino all’obiettivo di renderli tutti raggiungibili in 15 minuti da ogni punto della città e con il trasporto pubblico. Quello che ha permesso a tanti atleti di arrivare alle Olimpiadi.

«Da subito abbiamo voluto investire moltissimo in ambito sportivo, iniziando degli interventi importanti che vogliamo continuare a portare avanti. In questo percorso, si è inserito come in tutti gli ambiti sociali, il Covid, che ha di fatto bloccato l’attività sportiva. Ecco, questa candidatura del 2023 vuol essere proprio un punto di partenza per iniziare un nuovo percorso a fianco di tutte le società e gli atleti che praticano l’attività sportiva» ha spiegato Bonavina.

Le speranze per Padova sono altissime, anche se dovrà condividere con altre città l’eventuale titolo, per cui si sono candidate anche Busto Arsizio, Schio, Trapani, Rende, Spinea, Fondi e Catanzaro.

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