Girmay, vittoria e paura: si ferisce sul podio stappando il Prosecco

Biniam Girmay appena feritosi col tappo

L’eritreo, primo africano nero vincitore alla corsa rosa, portato in ospedale per accertamenti. E dallo sponsor Astoria sbottano: “Ci facciano salire sul palco ad aiutare i più inesperti”

JESI. Biniam Girmay entra nella storia del Giro d’Italia, è il primo corridore africano di colore a vincere una tappa nelle 105 edizioni della corsa rosa. A Jesi, decima frazione, il 22enne dell’Intermarchè fulmina in volata l’olandese Mathieu van der Poel, un gigante del ciclismo, con una potenza da campione. Poi però si rovina un po’ la festa a causa di un incidente sul palco delle premiazioni.

E di mezzo c’è il bottiglione del Prosecco, che l’azienda trevigiana Astoria, come fa ogni giorno da undici edizioni, gli aveva fatto trovare pronto e anche personalizzato a tempo di record.

Il omento dell'incidente

Girmay, legame forte con l’Italia e cittadinanza a San Marino, si è avvicinato, ancora ebbro di gioia, al bottiglione. Si è chinato dal gradino più alto del podio e ha cercato di svitare il tappo. Non abituato evidentemente a un’operazione del genere non ha diretto la bottiglia verso l’esterno, come bisognerebbe fare, e così il tappo l’ha colpito violentemente all’occhio sinistro. Al dolore ha però in un primo momento prevalso il sorriso. Ma dopo dieci minuti il guaio: “Non ci vedo più da un occhio”, ha detto l’eritreo al personale del suo team. I medici del Giro d’Italia e quelli della squadra a questo punto hanno subito deciso di trasportarlo all’ospedale di Jesi per accertamenti. Due ore dopo il termine della tappa di martedì 17 maggio il corridore è tornato in hotel, anche se l’allarme non è ancora rientrato. Bisognerà attendere infatti mercoledì 18 maggio mattina, infatti, per capire se il vincitore di tappa, entrato nella storia, potrà ripartire. Il medico attende di vedere come Girnay passerà la notte.

L'imperiosa volata di Girmay

Contrariato, e non poco, il consulente dell’Astoria, Enrico Zanardo. Dall’inizio del Giro in particolare, infatti, l’azienda trevigiana aveva segnalato il problema, come vi avevamo raccontato nel giorno della tappa di Scalea: i corridori, specie quelli stranieri, spesso non sanno aprire le bottiglie di spumante sul podio. Sono impacciati, a dir poco. Era toccato a Van der Poel, sul podio della prima tappa ungherese a Visegrad, avere una brutta avventura col tappo dello spumante. “Abbiamo chiesto all’organizzazione di poter salire sul palco a dare indicazioni agli atleti – ha detto Zanardo – ma non ce lo permettono. Così accadono cose del genere”. Che peraltro rischiano di nuocere all’immagine del colosso delle bollicine venete, 60 milioni di fatturato, 17 milioni di bottiglie prodotte, il 30 per cento esportate in tutto il mondo.

Astoria, sponsor del Giro da 11 anni

L’azienda, che sponsorizza con un massiccio investimento (mezzo milione di euro l’anno solo per il Giro), oltre alle corse di Rcs in Italia, altre competizioni tra cui la Vuelta Espana, stava pensando anche ad organizzare un tutorial per i corridori per evitare guai del genere alle premiazioni. Dopo l’incidente a Girmay c’è da credere che l’idea avrà un’accelerata e sarà accolta con favore anche da squadre e organizzatori.

Perdere un Giro per una bottiglia aperta male nel momento della festa dopo una faticaccia non sarebbe il massimo.

a.simeolimessaggeroveneto.it

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