Una scultura in ferro di due metri ricorderà Rivarolo città di tappa 2022

Un momento della lavorazione

Realizzata nel fine settimana dai Fabbri dell’anima in piazza Litisetto. È un galletto che pedala in bicicletta

RIVAROLO CANAVESE. È stato un fine settimana all’insegna dell’arte e dell’abilità artigianale, che, nei giorni di sabato 14 e domenica 15, con l’estemporanea di forgiatura, uno degli appuntamenti più attesi del Maggio rosa a Rivarolo città di tappa, ha visto riunirsi in piazza Litisetto un gruppo di fabbri professionisti, nonché autentici artisti del ferro, i quali, hanno realizzato tutti insieme una scultura in ferro battuto a ricordo del Giro d’Italia. Si è trattato dei Fabbri nell’anima e sono giunti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero per condividere tra loro e con la gente l’atto suggestivo e intenso della creazione artistica. Sono stati: Davide Caprili, da Savignano sul Rubicone, in provincia di Modena; Stefano Fagioli, da Cesena; Daniele Mazzini, da Pavullo sul Frignano, in provincia di Modena; Francesco Schepis, da Falcone, in provincia di Messina; Manuel Maniezzo, da Nole Canavese; Yukio Kanari, da Hanno, in Giappone; Daniele Baudino e la moglie Silvia Tribuzio, di Rivarolo Canavese.

Rivarolo, una scultura per il Giro d'Italia con Fabbri nell'anima

Non associazione, né movimento, ma gruppo, i Fabbri nell’anima si sono raccontati così: «Siamo uniti dalla passione per l’arte del ferro battuto e dal desiderio promuoverla, creando contatti e nuove amicizie per condividere, conoscere e imparare sempre. Siamo amici che adorano sporcarsi le mani, faticare e creare qualcosa di nuovo insieme, senza confini e barriere. Amiamo anche organizzare gli eventi in piazza e creare sculture per valorizzare un mestiere antico e affascinante che è quello del fabbro. Il nostro».

Due forge, diverse incudini e piani di lavoro, i Fabbri nell’anima hanno iniziato presto, nelle due giornate di sabato e domenica, a forgiare e battere il ferro, riempiendo il silenzio del mattino con i loro suoni cadenzati e scandendo il trascorrere del tempo e il lento affollarsi della piazza da parte dei visitatori, adulti e bambini, incantati di fronte alla gestualità artigiana dei fabbri, dal sapore così antico eppure sorprendentemente moderno. «Ci siamo ritrovati in otto, su invito della Pro loco, - spiega Daniele Baudino, fabbro con bottega in frazione Argentera e anima dell’iniziativa - ma a raggiungere Rivarolo per lavorare con noi a questo progetto dedicato al Giro, sarebbero state disposte a venire molte persone in più. Ci piace tanto, infatti, ritrovarci in queste estemporanee d’arte locali, volte alla realizzazione di una statua che, successivamente, viene donata al comune ospitante. Otto è stato un numero ideale per alternarci alle forge di cui disponevamo».

I fabbri hanno lavorato a coppie, realizzando una scultura su disegno di Silvia Tribuzio, la moglie di Daniele Baudino che, accanto al lavoro in due aziende del territorio, ha coltivato una grande passione per l’arte e la creatività, seguendo corsi di grafica a Torino. Per i Fabbri nell’anima, Silvia Tribuzio ha tradotto in un’opera realizzabile in ferro l’immagine logo di Rivarolo città di Tappa, raffigurante un simpatico galletto, simbolo della città, nell’atto di pedalare in bicicletta. Dal disegno è stata quindi realizzata una bellissima maquette, in scala 1:2, utilizzata come modello.

Ne è derivata un’opera di due metri d’altezza, donata, nel tardo pomeriggio di domenica, alla città di Rivarolo da parte della Pro loco e del gruppo di fabbri e che sarà presto collocata in un luogo idoneo per essere ammirata e per richiamare un momento come quello del Giro, vissuto così intensamente da tutta la comunità.

La vena creativa di Silvia Tribuzio si è espressa anche nella mostra fotografica Profumo di carbone, allestita sotto i portici di piazza Litisetto e visitabile anche sabato 21 e domenica 22. Vi sono esposti gli scatti più suggestivi realizzati, negli anni, durante le varie estemporanee di arte fabbrile e documentanti tutte le fasi di lavorazione, per meglio far conoscere i segreti di questa importante tradizione del ferro che merita di essere salvaguardata e trasmessa alle nuove generazioni.

Accanto alle fotografie sono state esposte anche piccole sculture in ferro battuto realizzate dagli otto Fabbri nell’anima che, lo scorso fine settimana, hanno lavorato sulla piazza, dando prova non solo del proprio talento, ma anche del piacere di stare e lavorare insieme rivolti a un obiettivo comune e di condividere le loro fatiche e le loro emozioni con gli altri. 

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