Tragedia Marmolada: dopo la pioggia trovati anche altri resti di dispersi

Una squadra interforze e altamente specializzata ha infatti condotto un sopralluogo "vista e udito" per cercare eventuali tracce non ancora individuate dai frequenti sorvoli di droni ed elicotteri

BELLUNO. Nel corso della ricognizione 'vista udito' sul luogo del disastro in Marmolada sono stati ritrovati, seppur non in numero elevato, anche resti di escursionisti.

Inoltre, sempre a quanto si apprende, dovrebbero arrivare già domani mattina, 8 luglio, i primi risultati dal Ris di Parma, che dovrebbe ricondurre tutti i reperti sia organici che tecnici alle vittime.

"Abbiamo fatto un riepilogo della tragica situazione. Rispetto ai numeri di ieri la novità è che due persone sono state riconosciute, due cittadini della Repubblica Ceca e quindi con il controllo dei numeri le vittime sono 9, di queste, sei riconosciute.

I quattro di ieri più i due riconosciuti questa mattina dai famigliari, che si sono recati dove ci sono le salme ed è stato eseguito il riconoscimento".

I soccorritori hanno recuperato altri resti delle vittime sotto la frana della Marmolada. A quanto risulta, apparterrebbero ad una decima vittima. Il bilancio è quindi di 10 vittime ed ancora un disperso.

Lo ha detto il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, durante il punto stampa a Canazei con il governatore del Veneto, Luca Zaia

Tragedia Marmolada, Zaia: "Il bilancio è definito: undici persone decedute o disperse"

"Degli otto feriti sette sono ancora in ospedale e un paio sono gravi". Restano dunque, secondo questo calcoli, tre dispersi. Gli identificati sono Paolo Dani, Filippo Bari, Tommaso Carollo e Liliana Bertoldi. I primi tre sono veneti, la donna è trentina. 

E’ il bilancio che il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha fatto prima di entrare nel quartier generale dei soccorsi allestito dopo la valanga di domenica 3 luglio sulla Marmolada.

ANALISI DEL DNA E RICERCHE

La fase successiva sarà invece comparare questi Dna con quelli prelevati ai parenti per dare un nome ai corpi ancora non identificati. 

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Una squadra interforze e altamente specializzata ha infatti condotto un sopralluogo "vista e udito" per cercare eventuali tracce non ancora individuate dai frequenti sorvoli di droni ed elicotteri.

Dopo un briefing verso le 5, gli operatori si sono spostati sulla montagna, dove stanno ancora operando.

Si tratta di un intervento particolarmente rischioso, dato che una parte della calotta interessata dal disastro, grava ancora sul pendio sottostante.

 Questa notte è piovuto, quindi il terreno è stato "pulito" da polvere e pietrisco, la temperatura si è abbassata, il cielo è terso e non c'è vento, condizioni meteo ideali per la ricognizione sul posto con un minimo di sicurezza in più per gli operatori. 

OPERAZIONE SPECIALE

E' in corso dall'alba l'operazione 'via terra' di un gruppo di soccorritori alla ricerca delle persone disperse dopo il crollo di una placca glaciale dalla Marmolada. L'attivita' e' molto delicata perche' potrebbero verificarsi nuovi crolli.

Un elicottero accompagna in quota gli operatori ed e' pronto a recuperarli in caso di pericolo. Ieri il bilancio delle vittime e' salito a nove col ritrovamento di due uomini, non ancora identificati.

Per la prima volta, 14 specialisti interforze e 2 unità cinofile mettono piede sul fronte della slavina di ghiaccio della Marmolada che ha ucciso 9 alpinisti.

"Operazione complessa e con il rischio di altri improvvisi distacchi, ma per ora il ghiacciaio sembra tenere - afferma Maurizio Dellantonio, presidente del Soccorso alpino nazionale -. Un elicottero sta accompagnando gli operatori". I radar e i sensori posti nel ghiacciaio permettono di rilevare ogni millimetrico spostamento della massa ghiacciata: in caso di allarme, pronte le vie di fuga. Per mettersi al riparo, le squadre di ricerca hanno solo 60 secondi.

L'operazione 'via terra' che ha portato sulla Marmolada i soccorritori e' iniziata stamane alle 5 ed e' terminata alle 9 e 15. Intorno alle 6, l'elicottero ha portato in quota gli operatori per ispezionare la parte piu' bassa del distaccamento.

Le operazioni, comunica in una nota la Provincia Autonoma di Trento, si sono svolte "in sicurezza grazie a sistemi di controllo e valutazione della temperatura". Alle ricerche hanno partecipato 14 operatori con due cani della Guardia di Finanza.

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