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Verso il nuovo governo, il Viminale corregge l’errore: Bossi entra in Parlamento. Cambiano gli eletti anche in altre regioni. Incontro Meloni-Salvini: “Unità e responsabilità”

Il leader della Lega: «Ci vuole qualcuno che difenda i confini». Calenda: «L’esecutivo? Dura poco»

a cura di PASQUALE QUARANTA
Aggiornato alle 13 minuti di lettura

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Umberto Bossi, 81 anni, ex segretario della Lega, è stato riammesso in Parlamento

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Giorgia Meloni, leader designata di Palazzo Chigi, prova a mettere in piedi un governo che tenga conto degli equilibri interni al centrodestra, che venga accolto se non con favore almeno senza troppi pregiudizi dall’Europa e che soprattutto sia attrezzato per far fronte a un inverno difficile tra caro energia e inflazione. I 21 miliardi in arrivo dal Pnrr, frutto degli impegni rispettati dal governo Draghi, non bastano: soprattutto se oltre a tutto questo il nuovo esecutivo vorrà cercare di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, in primis fisco e pensioni. Ci vorranno almeno 40 miliardi. 
Tra gli alleati, per arrivare al governo «inattaccabile» tanto voluto da Giorgia Meloni, c’è da risolvere il nodo Salvini, tenuto in piedi ieri dal consiglio federale della Lega nonostante la debacle elettorale e gli attacchi della vecchia guardia, da Bossi a Maroni: per il capitano un ministero di peso, chiede il Carroccio mentre spunta l’ipotesi di un vicepremierato. Più «comodo», almeno così sembra, il rapporto con Forza Italia: ieri il vertice tra Meloni e Tajani, si è parlato anche della possibile presidenza di una delle Camere all’opposizione. 
Intanto nel Parlamento entrano, dopo i riconteggi, sia Umberto Bossi che il tesoriere del partito Centemero. Esce in Molise la leader dei giovani Dem Caterina Cerroni, a cui è stato tolto il seggio. Cambiano gli eletti anche in altre regioni.

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20.30 – Nuova ripartizione seggi Toscana, non eletta Lucia Annibali
Il nuovo calcolo della ripartizione dei seggi operato dal Viminale cambia le cose in Toscana per il Terzo polo: il secondo seggio alla Camera nel plurinominale che avrebbe portato all'elezione di Lucia Annibali, candidata nel collegio Toscana 03 per Azione-Italia viva, è stato invece attribuito al centrosinistra, per il quale viene eletto il candidato Pd Marco Simiani. «Purtroppo è andata così», afferma Annibali, deputata uscente.

20.20 – Plurinominale: in Sicilia un seggio tolto alla Lega
Anche in Sicilia cambia sul sito del Viminale la composizione degli eletti alla Camera. Nel collegio Sicilia 1 P02 non sarebbe stata eletta Annalisa Tardino della Lega. Secondo questa novità in Sicilia nei collegi plurinominali alla Camera sono stati eletti sei deputati col M5s, 5 con Fdi, 3 col Pd, 1 con la Lega, 2 con Iv-azione e 2 con Forza Italia.


19.57 – Nuova ripartizione in Abruzzo, un seggio da Pd ad Azione
Cambia la pattuglia degli eletti nella circoscrizione Abruzzo: il Viminale, attraverso il sito Eligendo, ha attribuito l'ultimo seggio al proporzionale della Camera al candidato di Azione Giulio Sottanelli. Lunedì sera lo stesso sito aveva assegnato il seggio a Stefania Di Padova, assessore del Comune di Teramo e candidata del Pd, al secondo posto al proporzionale della Camera. Il cambio è effetto di una nuova ripartizione di seggi scattata nel complesso meccanismo dei resti previsto nell'attuale legge elettorale Rosatellum.

19.30 – Plurinominale Toscana, un altro seggio Camera al Pd: passa Simiani
Marco Simiani è stato eletto alla Camera per il Pd nel collegio plurinominale di Arezzo-Siena-Grosseto-Livorno. Lo annuncia lo stesso Simiani sulla sua pagina Facebook, dopo la pubblicazione dell'esito sul sito Eligendo del Viminale. Il candidato secondo il primo calcolo dei quozienti era stato dato per escluso. «In poche ore – ha scritto Simiani – la mia amarezza si è trasformata in sorpresa. Poi in gioia».

19.15 – Errore del Viminale su Bossi, cambi anche in altre regioni
Quella dell’elezione di Umberto Bossi non è l'unica sorpresa. Dopo gli ultimi conteggi del ministero dell'Interno, anche Giulio Centemero, tesoriere della Lega, risulta ora eletto in Lombardia. Esce in Molise, invece, la leader dei giovani Dem Caterina Cerroni, a cui è stato tolto il seggio. Non solo. Nel Lazio 1 spunta un altro seggio per il Pd oltre a quello per il capolista Nicola Zingaretti. In Calabria, invece, il Partito democratico perde un seggio a vantaggio del Movimento 5 stelle: entra Riccardo Tucci, esce Enza Bruno Bossio. Situazione analoga in Umbria: vengono infatti indicati ora Emma Pavanelli (M5S) Emanuele Prisco (Fdi), Anna Ascani (Pd) e Catia Polidori (FI). Una prima indicazione riportava invece due deputati per FdI, Prisco e Chiara La Porta, e altrettanti per il Pd, Ascani e Pierluigi Spinelli, che invece scendono ora a un solo candidato eletto.

18.47 – Bolognini (Lega): Viminale inadeguato, ora cambierà
«Congratulazioni a Umberto Bossi e Giulio Centemero per l'elezione in Parlamento e grazie a Matteo Salvini e a Fabrizio Cecchetti che li hanno candidati, nonostante il severo taglio dei parlamentari». Così, in una nota, il commissario provinciale della lega di Milano, Stefano Bolognini. «L'elezione di Umberto Bossi, in particolare, è un atto di giustizia e l'equivoco causato dal Viminale conferma nuovamente l'inadeguatezza del Ministro, che finalmente cambierà. Le persone che nei giorni scorsi hanno attaccato il Segretario regionale della Lega –  conclude Bolognini –, oggi dovrebbero invece pubblicamente ringraziarlo, e mi aspetto che lo facciano».

18:44 – Molise: tolto un seggio al Pd, va a Fratelli d’Italia
Colpo di scena nell'attribuzione dei seggi anche in Molise. Il Ministero dell'Interno, con i dati aggiornati sul sito Eligendo, ha modificato gli eletti in regione alla Camera. Non c'è più il nome di Caterina Cerroni del Pd e al suo posto risulta eletta al proporzionale Elisabetta Lancellotta di Fratelli d'Italia. Sono, dunque, ora quattro su quattro gli eletti del centrodestra in regione. Dunque Claudio Lotito e Costanzo Della Porta risultano eletti al Senato, Lancellotta e Lorenzo Cesa alla Camera.

18.37 – Più Europa: il balletto del Viminale conferma le perplessità sui voti
«Le notizie di queste ultime ore, con il balletto di eletti annunciati e poi corretti dal Viminale, conferma le nostre riserve e le nostre perplessità su quanto sta avvenendo attorno al conteggio dei voti». Lo afferma Giordano Masini, coordinatore della segreteria di +Europa. «Sembra che tutto ruoti attorno ai dati del Viminale diffusi sul sito Eligendo, ma si tratta – è doveroso ricordarlo – di dati provvisori e ufficiosi. Sicuramente non spetta al Viminale indicare e proclamare gli eletti, che non possono che risultare al termine del conteggio ufficiale che avviene nelle Corti d'Appello. E a maggior ragione, dopo le correzioni di queste ore, i dati del Viminale non devono essere usati dalle commissioni elettorali presso le Corti d'Appello come strumento semplificatorio per rilevare incongruenze, dal momento che contengono già essi stessi evidenti incongruenze», conclude Masini.

18.29 – Va a Elisabetta Lancelotta (FdI) il seggio attribuito alla giovane dem Cerroni
Salta il seggio attribuito in Molise a Caterina Cerroni del Pd, una dei capilista dem under 35. Il collegio plurinominale della Camera è stato assegnato a Elisabetta Lancellotta di Fdi.

18:22 – Nuovo no di Moratti a ministero: lavora e lavorerà per Regione Lombardia
«Ipotesi di Letizia Moratti al ministero della Salute nel nuovo esecutivo di centrodestra? “No. Lavora e intende lavorare per regione Lombardia”. Così fonti vicine alla vicepresidente di regione Lombardia stoppano per la seconda volta l'ipotesi del dicastero della Salute, circolata ancora in queste ore dopo l'incontro mattutino Salvini-Meloni. Letizia Moratti si era già espressa con nettezza il 15 settembre scorso a Otto e mezzo su La7. «Non mi hanno offerto nessun ministero, ma anche se me lo offrissero direi di no perché sono concentrata sulla mia regione». Alla domanda se si sente più di centro o centrodestra, Moratti aveva risposto che si tratta di «categorie superate in una società in trasformazione come la nostra». Come vaticinato in mattinata da Beppe Sala, suo direttore generale a Palazzo Marino ai tempi della sua sindacatura, Moratti mantiene dunque la sua candidatura alla presidenza della Regione per la primavera 2023, nonostante l'altolà di Matteo Salvini e le parole ripetute anche stamane dal governatore uscente Attilio Fontana, che ha definito la sua ricandidatura «assolutamente confermata».

18.19 – Viminale: ripartizione dei seggi su indicazioni della Cassazione
Il Dipartimento fa inoltre presente che «la pubblicazione da parte del Ministero dell'interno di tali notizie riveste carattere ufficioso, in quanto la ripartizione definitiva e la successiva proclamazione ufficiale degli eletti dovrà essere effettuata – ai sensi delle disposizioni vigenti – dal predetto Ufficio Elettorale Centrale nazionale della Cassazione e dai competenti Uffici presso le Corti di Appello».

18.13 – Viminale: alla Camera passa anche Borrelli (Verdi)
Il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli, candidato alla Camera nel plurinominale con Alleanza Verdi-Sinistra e indicato ieri tra i non eletti, è inserito oggi sul sito del Viminale tra coloro che hanno conquistato il seggio. La novità in seguito alla ripartizione su base nazionale dei cosiddetti «resti» che ha fatto scattare il seggio per l'Alleanza nella circoscrizione Campania 1-P02, dove Borrelli era capolista.

18.10 – Bossi eletto, Calderoli spiega l’errore del Viminale
«Vi spiego – dice Calderoli – da dove nasce l'errore. Tutto è corretto fino all'attribuzione dei seggi delle coalizioni a livello nazionale, ovvero sulla base della cifra elettorale nazionale di coalizione dei partiti che abbiano superato l'1%. L'errore nasce dal passaggio successivo dove la cifra elettorale di coalizione nella circoscrizione deve comprendere anche i partiti che hanno superato l'1% anche quando questi non hanno raggiunto il 3% perché questo dice la legge, cosa che loro non hanno fatto sottraendo già a livello circoscrizionale la lista di +Europa, creando una serie di seggi deficitari che coinvolgono 13 circoscrizioni su 28». «La ripartizione finale dei seggi ai singoli partiti che abbiano superato il 3% – sottolinea – è stata fatta in maniera corretta, ma purtroppo l'errore è a monte. Io di leggi elettorali magari non ne capisco tanto, ma fino a questo punto ci arrivo… E comunque questa mia osservazione viene confermata tra l'altro dal verbale di domenica 4 marzo 2018 delle operazioni dell'ufficio elettorale nazionale della Cassazione, basta andare a vederlo», conclude.

18.08 – Il Cdm approva la Nota di aggiornamento al Def, Franco: avanti ripresa e tenuta dei conti
«Il Governo conclude il suo operato in una fase assai complessa a livello geopolitico ed economico ma con evidenti segnali di ritrovato dinamismo per l'economia italiana. L'auspicio è che, in un contesto di graduale riduzione del deficit e del debito pubblico la ripresa economica avviata dopo la crisi pandemica prosegua e si consolidi, sostenuta dagli investimenti privati e pubblici, da tassi di occupazione più alti e da una dinamica della produttività più elevata». Lo scrive il ministro dell'Economia Daniele Franco nella premessa alla Nota di aggiornamento al Def (Nadef).


17.52 – Bossi eletto, Salvini: quante parole al vento…
«Il Viminale riconta le schede e corregge degli errori: Umberto Bossi è eletto in Lombardia. Quante parole al vento…». Così il leader della Lega Matteo Salvini.

17.37 – Sito del Viminale: Bossi e Centemero eletti in Lombardia, esce la dem Cerroni
Ieri non c'era nell'elenco del Viminale, ma oggi risulta eletto Umberto Bossi nel collegio plurinominale di Lombardia 2 (Varese). È quanto risulta dal sito Eligendo del Viminale. Il Viminale, tramite il sito Eligendo, corregge la lista degli eletti: entrano alla Camera in Lombardia i leghisti Umberto Bossi e Giulio Centemero. Esce in Molise la leader dei giovani Dem Caterina Cerroni, a cui è stato tolto il seggio.

17.29 – Calderoli: errore del Viminale, Bossi è stato eletto
«Il ministero dell'Interno nell'attribuzione provvisoria dei seggi dei collegi plurinominali ha preso un granchio clamoroso. Non lo dico per contestarli, ma solo perché in autotutela, fino a quando il dato non diviene definitivo, possano ancora correggerlo. In base alla corretta applicazione della legge, se questo errore venisse corretto, allora Umberto Bossi tornerebbe in Parlamento. E comunque questa mia osservazione viene confermata tra l'altro dal verbale di domenica 4 marzo 2018 delle operazioni dell'ufficio elettorale nazionale della Cassazione, basta andare a vederlo». Così Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato.

17.15 – Gentiloni: gli impegni sul Pnrr non saranno cambiati o rinviati: 2Siamo aperti a discutere solo punti limitati e specifici”
«Il NextGenerationEu rimane lo strumento comune più potente che abbiamo a nostra disposizione. Ed è per questo che ho chiarito che mentre siamo aperti a discutere di punti limitati e specifici, non dovrebbe esserci una riapertura totale dei piani o un rinvio di impegni chiave». Lo ha detto il commissario europeo per l'Economia, Paolo Gentiloni, parlando al forum di Francoforte sulle relazioni Ue-Usa, organizzato dall'Atlantic Council.

16.59 – Ruffino (Azione): dialogo essenziale per opposizione costruttiva
«La nostra sarà una opposizione costruttiva soprattutto sulle riforme, discutiamone perché il Paese ne ha bisogno e il dialogo, soprattutto in questa fase, è essenziale». Dichiara in una nota Daniela Ruffino, deputata di Azione. Sul risultato elettorale, «siamo andati molto bene, siamo soddisfatti della risposta che è arrivata dagli amministratori locali ma soprattutto dai giovani che hanno rappresentato una parte importante del nostro elettorato. Ora andiamo avanti sul nostro programma per crescere ancora di più sui territori e radicare il buon progetto del Terzo Polo», conclude.

16.50 – Al via riunione del Cdm, sul tavolo anche la Nadef
È iniziata la riunione del Consiglio dei ministri: è previsto che il Cdm, tra le altre cose, affronti la nota di aggiornamento al Def.

16.42 – Crosetto (FdI): liquido la mia società per evitare illazioni
«Da privato e libero cittadino in questi anni ho costruito una bella società di consulenza, con mia moglie e mio figlio. Sono fatto così male che, adesso che una mia amica, che fino a 2 giorni fa non contava, conterà, ho deciso di liquidarla perché nessuno possa fare illazioni». Lo scrive su Twitter Guido Crosetto.

16.31 – Morgan: basta con spauracchio fascista, Meloni ha interpretato i bisogni della gente
«Ho chiamato la Meloni per farle i complimenti e le ho consigliato di mettere Sgarbi come ministro della Cultura, sarebbe una delle poche volte che si sceglie una persona che ha una competenza specifica in questo ambito»: è quanto racconta Marco Castoldi in arte Morgan all’Adnkronos, sui risultati delle elezioni politiche 2022 che hanno visto una vittoria netta di Fdi, il partito guidato da Giorgia Meloni. «La Meloni – dice il cantautore – ha una grandissima esperienza politica, è stata sempre vicina alla gente. È una donna che ha il senso della società ed è interessata ai bisogni delle persone. Non ha bisogno di andare a comprarsi gli slogan come fanno i politici che vivono fuori dal mondo». E a chi dice che con la vittoria di Giorgia Meloni c'è il rischio di una «deriva estremista», Morgan risponde: «Ma quale deriva estremista? L'alternanza politica è un segno di democrazia. La Meloni è l'unica che è stata in grado di fare opposizione in questi anni».

16.20 – Meloni-Salvini: collaborazione e unità di intenti
«Grande collaborazione e unità di intenti»: è quanto si legge in una nota congiunta della Lega e Fdi al termine dell'incontro tra Meloni e Salvini. «Entrambi i leader – si legge – hanno espresso soddisfazione per la fiducia data dagli italiani alla coalizione e hanno ribadito il grande senso di responsabilità che questo risultato comporta. Meloni e Salvini hanno fatto il punto della situazione e delle priorità e urgenze all'ordine del giorno del governo e del parlamento, anche alla luce della complessa situazione che l'Italia sta vivendo».

16.04 – Terminato l’incontro Meloni-Salvini
È terminato l'incontro alla Camera tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Il leader della Lega ha lasciato gli uffici di FdI di Montecitorio senza rilasciare dichiarazioni

15.02 – Salvini alla Camera per incontro con Meloni
Matteo Salvini è alla Camera per incontrare Giorgia Meloni. Il leader della Lega non ha risposto ai giornalisti ma si e' diretto verso gli uffici dove da stamane si trova la leader FdI.

14.24 – Meloni: vicina alle donne coraggiose che in Iran combattono per la libertà
«Dopo la morte di Mahsa Amini, prosegue l'eroica rivolta delle donne iraniane contro il regime degli ayatollah: si contano decine di morti e centinaia di arrestati tra attiviste, avvocati e giornalisti. Un'altra giovane, Hadis Najafi, simbolo delle proteste, è stata uccisa a colpi di pistola durante gli scontri con le forze dell'ordine. Tutta la mia vicinanza alle coraggiose donne che si battono in Iran e nel mondo per difendere i loro diritti e la loro libertà». Lo scrive in un post su Facebook la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

13.50 – Crippa (Lega): oggi incontro Meloni-Salvini
Dopo quello con Antonio Tajani, oggi per Giorgia Meloni è previsto un incontro con Matteo Salvini. Ad affermarlo è Andrea Crippa, parlamentare e vice segretario federale del Carroccio. «Salvini, Meloni e Forza Italia si vedranno per definire i metodi con cui si sceglieranno ministri e ministeri», ha spiegato,aggiungendo: «Salvini deve stare al governo perché è il segretario della Lega. Salvini è il punto di partenza della Lega al governo».

13.35 – L’allarme dell’intelligence: guerra dell’informazione sul voto
La «guerra dell'informazione» avrebbe colpito anche le elezioni italiane. È l'allarme lanciato dai Servizi, che, a quanto apprende l'Adnkronos, avrebbero riscontrato anomalie nella diffusione di articoli tesi a orientare il voto, attraverso la divulgazione coordinata di informazioni finalizzate a screditare la coalizione di centrodestra. Fra gli altri, il monitoraggio degli 007 fa riferimento in particolare a due articoli in inglese contenenti messaggi di orientamento politico pubblicati nella settimana precedente il voto. L'anomalia sarebbe rappresentata dalla diffusione simultanea di articoli con contenuti analoghi su decine di siti di testate giornalistiche di prima e seconda linea con domini internazionali, che, a parere dei Servizi, sembrerebbe essere in linea con azioni pianificate e coordinate condotte, nell'ambito della «guerra dell'informazione», da società specializzate nella promozione di contenuti online attraverso network di asset distribuiti in varie aree geografiche e utilizzate da Stati o privati. Una metodologia di diffusione che potrebbe rappresentare una nuova strategia adottata da possibili attori di campagne di influenza.

13 – Salvini: ci vuole qualcuno che torni a difendere i confini
«Ci vuole qualcuno che torni a difendere e proteggere confini, leggi, forze dell'ordine e sicurezza in Italia. Qualche idea ce l'abbiamo». Così Matteo Salvini, su Twitter, con riferimento agli ultimi sbarchi di migranti in Calabria.

12.12 – Meloni al lavoro a Montecitorio
La leader di Fratelli d’Italia è a lavoro negli uffici del gruppo di Fdi alla Camera. Giorgia Meloni è giunta alla Camera in tarda mattinata.

11.42 – Governo, Meloni: stop alle mistificazioni, il centrodestra è pronto
«Trovo abbastanza surreale che certa stampa inventi di sana pianta miei virgolettati, pubblicando ricostruzioni del tutto arbitrarie. Si mettano l’anima in pace: il centrodestra unito ha vinto le elezioni ed è pronto a governare. Basta mistificazioni». Così Giorgia Meloni su Facebook.


10.56 – Orlando, prima del congresso Pd sciogliere nodi
Il Pd dovrà andare «a congresso dopo un'impostazione seria. Dopo aver definito le regole per elaborare una piattaforma e darsi un'identità solida. Idealmente va iniziato subito, ma senza una scadenza perentoria: ci dobbiamo prendere tutto il tempo per sciogliere i nodi che si sono aggrovigliati». Lo ha detto Andrea Orlando, ministro del Lavoro nel governo Draghi e capolista eletto in Liguria alla Camera, in una intervista al Secolo XIX.

10.34 – Financial Times: Meloni merita preoccupazione, ma non panico
«Un governo guidato da Meloni può sembrare discutibile a molti. Ma ha dimostrato di essere eleggibile. Ora deve dimostrare di poter governare». Così un editoriale sul Financial Times dedicato all'Italia, e intitolato 'La vittoria elettorale di Meloni merita preoccupazione ma non panico'. «La dimensione della sfida economica che il nuovo governo deve affrontare è un motivo per preoccuparsi», aggiunge il quotidiano segnalando l'alto debito italiano, da gestire con inflazione alle stelle e rialzo dei tassi di interesse. L'Ft ricorda però che le tranche future del Pnrr «sono subordinate al proseguimento delle riforme strutturali», come pure ci sarebbero condizioni per il nuovo programma di acquisto di obbligazioni della Banca centrale europea. «La scelta del ministro delle finanze sarà fondamentale. La speranza deve essere che scelga un tecnocrate competente che possa lavorare con Bruxelles. Ci sono ragioni per non farsi prendere dal panico», nota quindi.

10.22 – Bianchi: alto astensionismo segno di grande malessere
«Quando l'astensionismo arriva a livelli così alti è un segnale di un forte malessere proprio costituzionale, cioè relativo alla parte fondante del Paese». Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi a Genova a margine di un incontro con gli studenti sul 75/mo anniversario dalla nascita della Costituzione. «Dobbiamo parlare con i giovani raccontandoci non solo cosa vuol dire il vivere insieme – ha sottolineato –, ma il vivere insieme in una democrazia, che è un oggetto molto delicato».

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10.02 – Patuanelli: i risultati dei 5stelle non soltanto per il reddito di cittadinanza
«La campagna elettorale è stata volutamente forzata verso il reddito di cittadinanza sperando di far male al movimento in questo modo. In realtà siamo l'unica forza politica che ha parlato di quello che vuole fare per il Paese». Lo ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli a margine del Congresso nazionale della Uila in corso a Roma, commentando il risultato elettorale

09.36 – Lepore: rinviare il congresso Pd e creare costituente
«Meglio rinviare il congresso e ascoltare i delusi. Lo dice il sindaco di Bologna, Matteo Lepore in un'intervista al dorso locale di Repubblica, dove parla della crisi del suo partito, il Pd. «Propongo di creare una costituente del nuovo Pd con sindaci e leader del terzo settore, non sia dato mandato a un gruppo ristretto di capicorrente o a un caminetto di fare subito primarie e congresso».

09.02 – Calenda: il governo durerà poco, tempesta perfetta in arrivo
Il governo dura poco? «Sì, ne sono convinto. C'è una tempesta perfetta fatta di tassi interesse in crescita, inflazione, recessione e costi dell'energia strutturalmente alti». Lo ha detto Carlo Calenda a Raio Anch'io. «Questo governo ha due debolezze, una grandissima conflittualità interna e programmi molto confusi, hanno promesso 180 miliardi di robe -ha affermato il leader di Azione-. Gestire il governo è un fatto complicato, ci vuole una classe dirigente molto esperta e questa è totalmente inesperta e molto conflittuale. C'è una conflittualità tra Salvini e Meloni gigantesca, un pericolo significativo per l'Italia».

08.36 – Orfini: una media di due candidati al giorno, geniale…
«Con una media di un paio di autocandidature al giorno, se siamo bravi nel giro di un paio di mesi possiamo arrivare a una sessantina di candidati a un congresso che non è nemmeno stato convocato. Mi pare geniale. Abbiamo capito tutto. E' tardi fare il congresso il prossimo anno, e bisogna coinvolgere i nostri iscritti in questa discussione». Lo scrive l'esponente del Pd, Matteo Orfini, su Twitter.

08.28 – Cardinale Zuppi: ora dialogo nella difesa dei diritti
All'indomani delle elezioni non bisogna dimenticare «le domande espresse dagli elettori e anche il disagio di chi si astiene». Lo raccomanda in una intervista a Avvenire il presidente della Cei, cardinal Matteo Zuppi. L'atteggiamento verso chi è uscito vincitore dalle urne «sarà un dialogo che avrà sempre al centro la bellissima Dottrina sociale della Chiesa, che ha tanto da dire oggi nelle sfide cui dobbiamo far fronte. E ciò significa la difesa della persona, la difesa dei diritti individuali e dei diritti della comunità»

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