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Il Consiglio della Lega: pieno mandato a Salvini per trattare. Giorgetti: Matteo candidato naturale al Viminale. Incontro Meloni-Cingolani alla Camera

Draghi: il Pnrr è di tutta l’Italia, la politica collabori. Fioroni, uno dei fondatori del Pd: non abbiamo chiuso Ds e Margherita per fare i gregari di Conte

Aggiornato alle 9 minuti di lettura

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(ansa)

Corre Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia ha fretta di formare il nuovo governo e tra i punti più importanti c’è certamente quello del Tesoro. Il motivo è chiaro: l’Italia vede la recessione: la corsa del gas gela la crescita e il Tesoro vede tre trimestri negativi.
È cosa nota che al Mef lei vorrebbe Fabio Panetta ma l’esponente della Bce ha più volte declinato l’invito con un «no grazie». Spuntano Baldassarri e Grilli. Il tutto mentre il numero uno della Lega, Matteo Salvini, viene di fatto accerchiato: Bossi comincia a strutturare la corrente Comitato Nord e i veneti spingono per l’autonomia, definita «urgente come il caro bollette».  Sul fronte centrosinistra, in particolare in casa Pd, regna il caos: i dem puntano sulle regionali e avvisano Cinque Stelle e Terzo Polo: se ci si divide, via gli assessori dalle giunte. Intanto, oggi, uno dei punti caldi sarà l’audizione del ministro della Difesa Guerini al Copasir e si prospetta un quinto invio di armi all’Ucraina. Sul punto, il capo dei 5s Giuseppe Conte si prepara alle barricate. 

- il podcast 1 – 8 giorni dopo le elezioni - Il "partito degli industriali" contro il partito dei Forza Debito
- il podcast 2 – La prudenza di Giorgia Meloni, Alessia Piperno sola in Iran

- Sprofondo Nord

- L’intervista 1 – Riccardo Illy: “Il Paese invecchia, servono strategie ma la politica pensa solo al presente”

- L’intervista 2 – Rino Formica: “Meloni e Conte peronisti, questa sinistra sconfitta non è né carne né pesce”

19.08 – Cingolani: se ok price cap per calo bollette almeno 2 o 3 mesi: «Se verranno approvate le misure alle quali stiamo lavorando»

Se l'Europa approverà le misure di contenimento del prezzo del gas alle quali l'Italia sta lavorando, «genericamente chiamate price cap», per vedere scendere le bollette di luce e gas «credo che nella migliore delle ipotesi ci vorranno due o tre mesi». Lo ha detto a Porta a Porta il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. «Nell'ipotesi che vengano approvate queste misure alle quali stiamo lavorando - ha spiegato il ministro -, queste devono diventare una norma europea. Dodichè gli stati europei la recepiscono e la applicano». Cingolani ha incontrato oggi pomerioggio ala Camera la leader vincente delle elezioni, Giorgia Meloni, probabile prossima prima ministra.

17.45 – Giorgetti, Salvini candidato naturale a Viminale

Avete consegnato una lista di ministri a Meloni? "No, no, c'è una lista di ministeri interessanti per la Lega, ma non abbiamo parlato di nomi". Lo ha detto Giancarlo Giorgetti a Fanpage.it e Fattoquotidiano.it, al termine del consiglio federale della Lega. Il nome per il Viminale è Salvini? "Mi sembra una candidato naturale", ha risposto Giorgetti.

17.41 – Fioroni: non abbiamo chiuso Margherita e Ds per fare  gregari di Conte

«Non abbiamo chiuso la Margherita noi, e loro i Ds, per arrivare a questo. Mi sembra di aver sprecato 20 anni della mia vita. Alla Direzione giovedì mi collegherò ma sono deluso». Beppe Fioroni è uno di quelli che il Pd lo ha 'fatto'. Da responsabile Organizzazione della Margherita era nel gruppo dirigente che la sciolse nel 2007. Come membro del 'Comitato dei 45' è stato tra i costituenti del Pd. «Quel 14 ottobre 2008, come dimenticarlo... Fa impressione che di quei 45, specie quelli che venivano dalla Margherita, non c'è rimasto più nessuno. Solo io, in una posizione critica». Fioroni, perché è così deluso? «Ma perché non abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto per ritrovarci alleati di Fratoianni e Bonelli, esattamente espressione di quelle aree che ci portarono a fare il Pd per dire 'mai più governi contro' dopo essere usciti a pezzi dall'esperienza dell'Unione. E poi questa parabola del 'campo largo': se vuol dire congiungersi, fondersi e candidarsi ad essere gregari dei 5 Stelle, vuol dire che il Pd non c'è più. Verrebbe trapiantato in Italia l'esperimento di Mélenchon in Francia. Tutto il contrario, insomma, di quello che fu lo scenario che portò alla nascita del 'partito unico dei riformisti'... Io su questo ho investito tanta parte della mia vita e provo a fare l'ultimo sforzo, ma sto già vedendo che i miei amici stanno andando a rapidi verso il Terzo Polo. E' una dolorosa presa d'atto».

17.04 – Draghi: il Pnrr è il piano di tutta l’Italia, la politica collabori

«Il Pnrr non è il piano di un governo, ma di tutta l'Italia, e ha bisogno dell'impegno di tutti per garantirne la riuscita nei tempi e con gli obiettivi previsti. La politica italiana sa ottenere grandi risultati quando collabora - tra forze politiche di colori diversi, tra Governo centrale ed enti territoriali». Lo ha detto il premier Mario Draghi alla direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. «Dobbiamo assicurare a cittadini e imprese una rete robusta di protezione economica e sociale, insieme a prospettive serie di sviluppo», ha detto il premier. «C'è bisogno di assistenza, ma soprattutto di lavoro, di crescita. E c'è bisogno di una gestione oculata delle risorse, che respinga i tentativi della criminalità organizzata di appropriarsi dei soldi pubblici come troppo spesso è accaduto in passato».

16.57 – Lega, pieno mandato a Salvini; idee chiare su governo

Il consiglio federale della Lega ha confermato a Matteo Salvini pieno mandato per proseguire i lavori con gli alleati per dare all'Italia un governo politico e all'altezza delle aspettative. Lo si legge nella nota finale che ha approvato all'unanimità le priorità del partito: stop al caro bollette, estensione e rafforzamento della flat tax, sicurezza nelle città, via libera ai cantieri, taglio della burocrazia, valorizzazione di settori come l'agricoltura, la pesca e il turismo. Salvini ha ricordato che la Lega ha donne e uomini di valore e ha confermato di avere "idee chiare" sul da farsi e sulla squadra da portare al governo.

Luca Zaia ha suggerito a Matteo Salvini di chiedere la conferma dei tre ministri leghisti uscenti durante la riunione del consiglio federale della Lega. Erika Stefani, Massimo Garavaglia e Giancarlo Giorgetti hanno fatto bene in posti chiave come Disabilita', Turismo e Sviluppo economico per un anno e mezzo, e' giusto riconfermarli, ha sostenuto il presidente della Regione Veneto, secondo quanto si apprende da fonti qualificate. Collegato con la riunione del federale a Roma, Zaia poi ha indicato come condizione imprescindibile ottenere per la Lega il ministero per gli Affari regionali, in modo da concludere e approvare il percorso per l'autonomia differenziata. Al posto di Gelmini, ha sottolineato, deve andare un leghista, veneto o lombardo. Tra gli altri dicasteri che il governatore ha consigliato a Salvini di inserire nella trattativa con Giorgia Meloni vi sono la Sanita', le Infrastrutture e l'Agricoltura.

14.20 – Salvini arrivato alla Camera, alle 15 federale Lega
Il segretario della Lega, Matteo Salvini, è da poco giunto al palazzo dei gruppi della Camera. Per le 15 è stato convocato il consiglio federale del partito che, come anticipato nei giorni scorsi da fonti di via Bellerio, servirà «per fare il punto della situazione con l'obiettivo di costruire in tempi rapidi la squadra di governo più efficace possibile».

14.00 – Lega: Grimoldi: “Io nuovo segretario? Volo più basso”
«Non sono a questo livello, volo molto più basso»: Così ha risposto Paolo Grimoldi, segretario della Lega Lombarda tra il 2015 e il 2021, a margine della sua visita in Consiglio regionale della Lombardia, a chi gli chiedeva se potrebbe essere lui il nuovo segretario del partito. «Su questo - ha spiegato - bisogna parlare con l'attuale federale che è fatto da Molinari, Romeo, e i governatori. Io sono sul territorio e non arrivo tanto in alto». Grimoldi ha incontrato Umberto Bossi ieri mattina: «Mi ha chiamato presto per dirmi di raggiungerlo a casa sua. Mi ha chiesto, spiegandomi un po' di cose, se avevo voglia di dare una mano a lui per strutturare questo Comitato Nord. E davanti a una richiesta di Umberto Bossi ho detto di sì». Bossi, ha spiegato, «è preoccupato» per il suo partito, perché «soffre molto che ci sia una disaffezione soprattutto al Nord nei confronti della Lega». Se è arrabbiato con Matteo Salvini? «Non mi ha parlato di lui, mi ha detto delle istanze del Nord e della questione settentrionale, e che lui vuole tornare a parlarne».

13.34 – Meloni, sosterremo in Ue ogni azione contro speculazioni e pro famiglie e imprese
«Sosterremo in Europa ogni azione volta a contrastare i fenomeni speculativi e gli ingiustificati aumenti del costo dell'energia e appoggeremo ogni iniziativa condivisa di concreto aiuto a famiglie e imprese». Lo scrive, in un post su Facebook, la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. «La crisi energetica - sottolinea- è una questione europea e come tale deve essere affrontata. Fratelli d'Italia e i Conservatori europei da sempre sostengono che il vero compito dell'Unione europea dovrebbe essere quello di gestire le grandi sfide continentali difficilmente affrontabili dai singoli Stati membri. Azioni di singoli Stati tese a sfruttare i propri punti di forza rischiano di interferire nella competitività delle aziende e creare distorsioni nel mercato unico europeo».

13.30 – Meloni: “Gli Stati che sfruttanbo propri punti di forza creano distorsioni nel mercato Ue”
«La crisi energetica è una questione europea e come tale deve essere affrontata. Fratelli d'Italia e i Conservatori europei da sempre sostengono che il vero compito dell'Unione europea dovrebbe essere quello di gestire le grandi sfide continentali difficilmente affrontabili dai singoli Stati membri. Azioni di singoli Stati tese a sfruttare i propri punti di forza rischiano di interferire nella competitività delle aziende e creare distorsioni nel mercato unico europeo». Lo afferma, con una nota, la presidente di Fdi Giorgia Meloni.
13.04 – Meloni sull’Ucraina: “Situazione complessa, serve prudenza”
«È sicuramente una situazione molto complessa, per questo serve molta prudenza». Così arrivando alla Camera la leader di Fdi, Giorgia Meloni, a chi le chiede dell'indiscrezione del Times secondo la quale il presidente russo Vladimir Putin starebbe preparando un test nucleare al confine con l'Ucraina.

13.00 – Lupi, tecnici? Attueranno programma c.destra
«Per la prima volta dopo dieci hanno gli italiani hanno dato una maggioranza politica» al Paese.
«Questo dà autorevolezza al governo di centrodestra a guida Giorgia Meloni. La politica si assume quindi la responsabilità attuando il programma che gli italiani hanno votato. I tecnici sono a disposizione per attuare il programma». Lo ha detto Maurizio Lupi, capo politico di Noi moderati, incontrando i cronisti.
12.45 – Lega: registrato il dominio internet “Comitatonord.it”
E' stato registrato il dominio internet www.comitatonord.it, è quanto risulta all'AdnKronos. Il sito web è stato acquisito sabato scorso, il giorno in cui Umberto Bossi ha fatto sapere di aver dato vita al progetto del 'Comitato Nord', all'interno del partito guidato da Salvini, Lega per Salvini premier. Non è chiaro se la registrazione sia legata alla nuova iniziativa che vede alla testa il Senatur, oppure se sia opera di terzi.

12,30 – Sala: “Io segretario del Pd? Lavoro incompatibile con il mio”
«Vale di meno il fatto che io non sia del Pd, perché di fatto sono vicino, ma vale molto di più il fatto che» il sindaco e il segretario di partito «sono due lavori incompatibili: il segretario del Pd è in giro per l'Italia tutto il giorno». Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala , a margine delle celebrazioni per il 162esimo anniversario del corpo della polizia locale, all'Arena Civica di Milano, smentisce le ipotesi di un suo possibile incarico alla guida dei dem, dopo Enrico Letta. Proprio sull'idea di Letta, di cambiare nome e simbolo al partito, Sala dice: «Credo sia l'ultimo punto di un percorso che deve nascere ben prima e sui contenuti, e non guardando come sento dire a molti ai 5 Stelle o al Terzo Polo. Lasciatemi dire, in prima istanza, non bisogna guardare né agli uni, né agli altri, ma alle proprie idee». E poi, osserva, «è stata una sconfitta cocente», quella del Pd alle elezioni politiche? «Sì, ma partendo da un 19%. Per cui, anche qui, c'è una depressione totale che io capisco fino ad un certo punto. Forse perché a me piace lottare anche quando le situazioni non sono facili». L'auspicio, quindi, è che «il Pd guardi ad una linea che sia la linea del partito, se riesce ad identificarla. Poi arriveranno le alleanze, il nome e il simbolo. Ma in questa sequenza».

12.00 – Lupi: "Con Meloni ci siamo sentiti più volte. Lavoriamo a proposte concrete"
«Ci siamo sentiti più volte, stiamo lavorando per dare risposte concrete alle priorità degli italiani» a partire dalla messa a punto «insieme con il governo uscente della Finanziaria». Lo ha detto il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, replicando ai cronisti che gli chiedevano se avrebbe visto Giorgia Meloni. Per quanto riguarda la formazione della squadra di governo ha osservato: «più che occuparci del toto ministri dobbiamo occuparci del decreto aiuti ter e dare certezze alle famiglie e alle imprese». «Responsabilità, concretezza e competenza sono i motivi per cui ci hanno votato gli italiani e chiesto di governare».

11:04 Bassetti: “Io ministro? Pronto a dare consigli per Paese che amo”
«Io ministro? Pronto a dare consigli per il mio paese che amo». Così Matteo Bassetti, direttore Clinica Malattie Infettive ospedale San Martino di Genova, a Radio 24. «Io sono contento - aggiunge Bassetti - di fare quello che faccio, poi se si vorrà chiedermi un consiglio sarò ben lieto di darlo perché amo questo paese, lavoro per un'università pubblica, per un ospedale pubblico, credo che il nostro Sistema sanitario nazionale abbia bisogno di tanti consigli e quindi sono pronto a darli».

09.50 – La Russa, numero “tecnici” non sarà preponderante
Il prossimo governo di centrodestra «potrà giovarsi, perché no, di un numero certamente non grande di persone che non sono state candidate». Lo ha detto Ignazio La Russa, esponente di Fratelli d'Italia, a Radio anch'io su Rai Radio1. «Sicuramente non sarà preponderante il numero dei tecnici, lo do per scontato», ha aggiunto. «Un governo si qualifica “tecnico” non in base al numero dei tecnici presenti, che ci sono sempre stati, ma quando è guidato da un tecnico. Quello che si sta preparando è invece basato su un programma comune presentato agli elettori da forze politiche e sarà guidato da una leader di partito, se il Presidente della Repubblica darà l'incarico a Giorgia Meloni», ha poi sottolineato.

09.00 – Calenda: no a campi larghi, Pd scelga progressisti o populisti: «Il voto dell' M5S al sud rappresenta condanna del meridione»
«Decidete una buona volta chi siete e da che parte state», «l'opposizione è una grande opportunità per recuperare consensi», «non esistono campi larghi da costruire. Non perdete tempo ad evocarli. Esiste una sola scelta da compiere: progressisti o populisti». Lo scrive, in una lettera indirizzata ai dem, pubblicata da Repubblica, il leader di Azione, Carlo Calenda. «Cari amici del Pd, la scelta che dovete compiere non è quella tra Conte e Calenda, ma tra populismo e riformismo», ribadisce Calenda.

- 08.26 – Landini : imprese facciano loro parte
La Cgil scenderà in piazza sabato 8 ottobre prossimo perché «chiediamo di essere coinvolti prima che vengano prese le decisioni" e "vogliamo avanzare le nostre proposte». Lo sostiene, in un'intervista a Il Fatto Quotidiano, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Il sindacato intende portare al nuovo governo proposte ben precise: «La prima riguarda il reddito, il salario, le pensioni. Occorre agire con la decontribuzione elevando quella già avviata transitoriamente dal governo Draghi e con la rivalutazione delle pensioni - sottolinea -. Nell'emergenza energetica occorre elevare il bonus sopra la soglia attuale di 12 mila euro Isee. Occorre battersi in Europa per rivedere il meccanismo dei prezzi». Ma non solo: «Occorre intervenire sulle bollette attraverso due strade: tassare gli extraprofitti, ipotizzando anche un Fondo con garanzie pubbliche che possa dare un contributo e garantire una super-rateizzazione delle bollette e magari arrivare a un vero e proprio contributo di solidarietà». Secondo Landini: «In questi anni le risorse alle imprese sono state date, ora i soldi pubblici vanno condizionati alla difesa dell'occupazione e a nuove politiche industriali - sottolinea - . Il rischio è che si vada in recessione, quindi anche le imprese devono svolgere una funzione di responsabilità sociale. I loro profitti, che non riguardano solo il settore dell'energia, vanno messi a disposizione della crescita del Paese. Tutti devono fare la loro parte». Il segretario generale della Cgil non è contrario al reddito di cittadinanza: «L'idea che in un Paese con questo livello di povertà e di disagio sociale si cancelli il reddito è una follia, tanto più che la rendita finanziaria è tassata meno del lavoro e delle pensioni. Possiamo migliorarlo e fare un ragionamento più serio sulle politiche per il lavoro».

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