Lazio: «Auronzo, speriamo di esserci nel 2016»

Un migliaio di persone al Palaroller per la presentazione della Lazio. Il team manager Manzini fa una mezza promessa

AURONZO. Un entusiasmo contagioso ha fatto da cornice alla presentazione ufficiale della Lazio 2015/2016. Palaroller di Auronzo pieno in ogni ordine di posto come non era mai accaduto nel recente passato, segno dell’euforia che accompagna Klose e compagni verso il nuovo campionato che si aprirà con un doppio appuntamento da brividi tra Supercoppa e preliminare di Champions.

Oltre mille persone hanno applaudito a lungo i propri beniamini nella serata che Auronzo ha dedicato ai colori biancocelesti. I numeri dicono che solo nel 2013 le presenze si avvicinarono a quelle di quest’anno, ma in quel caso era un sabato sera e la Lazio era reduce dalla vittoria in Coppa Italia contro la Roma.

L’occasione è stata utile per consolidare il gemellaggio tra i biancocelesti e la comunità di Auronzo, rappresentata dal sindaco Daniela Larese Filon che ha rimarcato come sia «motivo d’orgoglio avere una società importante come la Lazio ad Auronzo. È una gioia vedere il paese pieno e vivo, nell’aria c’è tanta allegria».

A rappresentare il consorzio turistico Tre Cime-Dolomiti c’era il vicepresidente Valentino Larese mentre alla riuscita della serata hanno contribuito i bambini della società calcistica Dolomiti che hanno accompagnato i calciatori della Lazio nella loro passerella al momento della presentazione mentre le coreografie hanno visto protagoniste le ballerine del gruppo danza di Auronzo. Decibel prossimi all’esplosione al momento dell’annuncio di Felipe Anderson, seguito a ruota dai vari Candreva e Lulic, quest’ultimo “ricordato” sempre con grande affetto per il gol della finale di Coppa Italia contro i giallorossi. Proprio il coro “chi non salta è romanista” è stato il più gettonato mentre le emozioni maggiori si sono vissute in apertura con il volo di Olimpia accompagnato dall’inno biancoceleste ma soprattutto nel finale quando sul palco è salito il tecnico Stefano Pioli in versione showman.

Il tecnico ha cantato lo storico inno laziale “so già du ore” a stretto giro accompagnato dall’intera comitiva capitolina. Assente il presidente Claudio Lotito, la rappresentanza societaria sia nel corso della presentazione che per l’intero soggiorno ad Auronzo è stata affidata al figlio Enrico.

Parola anche allo storico team manager Manzini, ormai “di casa” ad Auronzo dove tutti lo salutano come si fa con i vecchi amici: «Cosa posso raccontare dopo tanti anni? Che questo non è un incontro formale, ma un incontro fra amici. Si parla del più e del meno. Voglio dire che mi dispiace che quest’anno il soggiorno sulle Dolomiti è limitato a 10 giorni, ma c’è la Supercoppa. Spero proprio che il prossimo anno ci rivedremo tutti qui».

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