Lazio-Top 11, un pienone ad Auronzo

Mille spettatori per la seconda amichevole dei romani. I bellunesi tengono un tempo, poi Pioli inserisce tutti i big

AURONZO. Due partite in una: davanti a un migliaio di spettatori le gambe imballate permettono alla selezione dilettantistica Top 11 Radio 103 di fare un figurone nella prima parte della seconda uscita stagionale della Lazio nel ritiro di Auronzo ma rispetto a domenica il bello è tutto nella coda quando Pioli decide di scongelare i suoi big lanciandoli sulla scena. E lì la musica cambia.

I biancocelesti devono faticare le proverbiali sette camicie per sbloccare la contesa. Ci pensa Morrison a togliere dall’imbarazzo la banda di Pioli con un sinistro chirurgico scagliato dal limite dell’area al tramonto dei primi 45’ caratterizzati da una buona dose di nervosismo dei biancocelesti. condizionati dai carichi di lavoro. Pioli conferma nove undicesimi della formazione che ha superato l’Auronzo con le novità rappresentate da Radu e Gentiletti nelle retrovie al posto di Braafheid e Hoedt. Nel primo tempo le emozioni si contano sulle dita di una mano al punto che il pubblico dello Zandegiacomo inizia a mugugnare. Morrison si conferma la nota lieta di questo ritiro e dopo aver ricamato in lungo ed in largo trova lo spazio giusto per battere un super De Nadai, fino al minuto 43’ protagonista della contesa. Pioli riesce ad arrabbiarsi con l’arbitro per il gioco ritenuto duro da parte degli avversari prima del rientro negli spogliatoi. Dai quali esce una Lazio migliore, almeno sotto il punto di vista della voglia e della corsa.

Poche le novità iniziali sul fronte biancoceleste col portiere Guerrieri al posto dell’inoperoso Marchetti e con tre quarti della difesa nuova di zecca: Braafheid gioca al posto di Radu mentre la coppia centrale è composta da Hoedt e Prce. Cambi a rotazione anche nella Top 11 Radio 103 dove l’estremo difensore Brandalise si conferma sui livelli dell’uscente De Nadai rendendosi subito protagonista con una uscita disperata su Keita, sicuramente l’elemento di maggiore intraprendenza della prima linea. Proprio il senegalese prossimo a diventare cittadino spagnolo regala a Djordjevic l’assist del 2-0. Da questo momento i verdi cadorini si disuniscono e la Lazio ne approfitta perché gli spazi a disposizione aumentano a dismisura. Morrison si ritaglia l’ennesimo momento di gloria infilando il “sette” direttamente su calcio piazzato prima del tanto atteso ritorno in campo dei nazionali: è il 18’ della ripresa quando Pioli decide di gettare nella mischia i vari Berisha, Basta, Parolo, Onazi, Lulic, Candreva, Klose e Felipe Anderson tra l’ovazione generale dello Zandegiacomo che si stropiccia gli occhi davanti al tap-in del brasiliano su perfetto assist del biondissimo Basta. Ora per la selezione in verde dei dilettanti cadorini è notte fonda, anche se la condizione fisica dei big biancocelesti è a dir poco approssimativa. La classe però non è acqua ed allora arrivano a stretto giro la seconda perla personale di Felipe Anderson e soprattutto il sigillo di Miro Klose, autore di uno scavetto. Il tedesco indossa anche la fascia da capitano e chissà che non sia questa la scelta del dopo-Mauri. Stavolta Pioli non cambia il suo credo tattico confermando per tutti i 90’ il tanto caro 4-3-3 mentre Hoedt e Lulic fissano il punteggio sull’8-0 ma non è finita perché i cadorini realizzano il gol della bandiera con Vedana. Il novantesimo è già scoccato infine quando Basta segna il definitivo 9-1.

Sabato contro il Vicenza sarà tutta un’altra storia ma con i “fantastici sette” in campo il divertimento é assicurato.

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