Lazio, amaro saluto ad Auronzo

Vince il Vicenza, che sfrutta al meglio con Vita una delle pochissime occasioni da gol dell’incontro

AURONZO. Lazio e Vicenza confermano le attese della vigilia, regalando al numeroso pubblico presente una partita vera. Uno “Zandegiacomo” gremito, con oltre seicento biglietti venduti in prevendita, ha fatto da scenario al test-match cadorino dei biancocelesti, sotto lo sguardo attento del presidente Claudio Lotito, giunto ad Auronzo in tempo per assistere alla gara. Alla fine la spunta il Vicenza alla faccia di ogni pronostico, con i biancorossi che si dimostrano tosti e compatti, meglio di una Lazio capace di esprimere poche e confuse idee. Gara decisa da un episodio che premia i veneti ma, va detto, è pur sempre calcio d’estate.

Schieramenti allo specchio per Pioli e Marino, che confermano l’amato 4-3-3. Nella Lazio c’è l’esordio del giovane Seck (da rivedere), mentre in cabina di regia di nuovo Morrison. Il Vicenza, al primo impegno cadorino dopo una settimana di lavori nel ritiro di San Vito, deve rinunciare a Cocco e Sbrissa, infortunati nel riscaldamento: al loro posto Giacomelli e Urso. La prima frazione scorre via senza sussulti. I carichi di lavoro dei giorni scorsi si fanno sentire nelle gambe dei ventidue in campo, così come il gran caldo, che non dà scampo neanche sulle rive del lago. Il Vicenza gioca meglio e sfiora il gol al 7’ con Giacomelli, perfettamente imbeccato da Vita, ma il tiro del numero nove termina di poco a lato. Nel primo quarto d’ora solo schermaglie poi il primo colpo di scena: l’astro nascente biancoceleste Morrison viene toccato duro e al 20’ è costretto a uscire. Pioli lo sostituisce con Onazi, consapevole di aver perso l’unica fonte di gioco a disposizione, l’elemento di qualità da sfruttare in atteso del ritorno di Biglia. Proprio dai piedi di Onazi al 31’ arriva uno squillo dalla distanza che impegna Vigorito, che quattro minuti dopo con un rinvio innocuo trova il tempo per infortunarsi, costringendo anche Marino al cambio anticipato: dentro Marcone. Il primo tempo è tutto qua, con Lotito che al duplice fischio parla animatamente al telefono: news di mercato in arrivo?

Poche novità al rientro in campo, così come sono inesistenti le occasioni da rete. Fino a quando Pioli decide, così come aveva fatto giovedì, di rivoluzionare la formazione iniziale, inserendo tutti in un colpo i big: al quarto d’ora della ripresa dentro i titolarissimi a partire da Felipe Anderson, Candreva, Klose, Parolo e Lulic. Il tedesco indossa la fascia di capitano e allora si capisce che questa dovrebbe essere la scelta finale in chiave campionato.

Tutti pronti al Lazio show, eppure a passare in vantaggio tra lo stupore generale è il Vicenza: è il minuto 22 quando in una delle sporadiche incursioni offensive i biancorossi trovano il gol con la sponda decisiva del neoentrato Rajcevic per l’esterno Vita, bravo a cercare e trovare l’angolino, anche se nella circostanza l’allungamento di Berisha verso il pallone non è apparso tempestivo.

Poco o niente alla voce reazione sul fronte biancoceleste, col primo squillo dalle parti di Marcone giunto al 30’ con un colpo di testa di Klose sugli sviluppi di un angolo terminato alto sulla traversa. Gambe sempre più pesanti e idee sempre più annebbiate in casa Lazio e allora ci si aspetta il guizzo di Candreva e Felipe Anderson che non arriva, con il Vicenza, praticamente in campo con la stessa squadra che ha sfiorato la serie A nella passata stagione, bravo a difendersi a denti stretti senza rischiare praticamente nulla fino al triplice fischio finale del bravo Zanonato.

Nella Lazio si è fatta sentire l’assenza di una mente pensante nella zona nevralgica del campo, ma il rientro di Biglia risolverà tutti i problemi di Pioli, anche se dal mercato qualcosa a breve arriverà. Basta questo per guardare con rinnovato ottimismo a Shanghai mettendo velocemente alle spalle la deludente gara di oggi.

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