Bassani: «Voglio provare Australia Giappone e Qatar»

Axel Bassani con la tuta della Speed Up

È ufficiale la firma del serenese in Moto2 con la Speed Up «Sarà una grandissima avventura ma devo stare tranquillo»

«È con entusiasmo che Speed Up Racing annuncia la partecipazione al campionato Mondiale Moto2 con i piloti Simone Corsi ed Axel Bassani per la stagione 2017 in sella alla SPEED UP SF7. Axel Bassani, nato a Feltre (BL) nel 1999, è neo campione iridato dell'european Supersport 600cc 2016».

Poche righe, ma che in realtà valgono tantissimo. Adesso che c'è pure l'ufficialità, Axel Bassani può a tutti gli effetti considerarsi un pilota di Moto2. Ormai la notizia era nota da qualche settimana, ma fino alla conferma Axel aveva preferito non rilasciare alcuna dichiarazione.

Lo abbiamo raggiunto a Jerez, dove tra oggi e domani sosterrà i primi test con la nuova moto. E l'entusiasmo che emergeva dalle sue parole era davvero percepibile.

«Sono davvero contentissimo di aver raggiunto questo traguardo, non posso negarlo. Però la concentrazione è già massima per i due giorni di test in programma tra oggi e domani».

Ma il primo contatto con la Speed Up quando è arrivato?

«Ti dirò che fino a poco tempo fa ero d'accordo con il team San Carlo Italia, che avrei corso ancora un anno nel Super Sport. Però all'ultimo mi ha chiamato Luca Boscoscuro, dal 2010 proprietario della Spped Up. Aveva piacere che corressi assieme a lui, così abbiamo iniziato a parlarne e alla fine ci siamo accordati».

Sarà tutto un altro mondo...

«Sì, è tutto diverso. Basta guardare il paddock in questi giorni: è tutto ordinato, c'è tanta più gente. Ti accorgi di essere arrivato a correre in un altro ambiente».

Sai già le principali novità legate alla moto?

«Guarda, le principali inizierò a capirle oggi. Di sicuro i motori hanno meno cavalli perché si tratta di un superstock, però la moto pesa meno. Per cui non ci sono differenze sostanziali di velocità, perché magari 30 kg in meno compensano i 20 cavalli mancanti. Poi cambierà pure il tipo di impegno. Avrò dieci gare in più, girando in tutto il mondo».

Qual è il circuito che più di tutti hai voglia di sperimentare?

«A detta di molti in Australia ti diverti, perché ha forse la pista più bella. Ma mi incuriosisce il Giappone, la gara notturna in Qatar. Però sai, alla fine la pista più bella è quella in cui vai più veloce...».

Ripensando al tuo percorso, cosa riesci a pensare quando ti rendi conto di essere arrivato al motomondiale?

«Che vivrò un'esperienza bellissima, perché arrivare a questi livelli è il sogno di tutti coloro si affacciano al mondo delle moto. Una bella soddisfazione, la quale però esige l'impegnarsi molto e il lavorare il meglio possibile. Non bisogna lasciarsi ingannare dalle luci di riflettori, dalla popolarità, dall'attenzione dei media. Devo solo restare tranquillo e dare il meglio in pista. La mia vita cambia? No, continuerò a vivere con la mia famiglia, per poi raggiungere l'aeroporto quando bisogna partire. Intanto mi allenerò come sempre. Ripeto, non mi devo montare la testa».

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