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Zanolla, all’Alpago senza rimpianti

«Situazioni spiacevoli con la Plavis, voglio ringraziare solo Fassin»

di Gianluca Da Poian
1 minuto di lettura
ALPAGO. Nuova squadra, stessa voglia di far bene. Francesco Zanolla ha deciso di ripartire dall’Alpago, diventando così un rinforzo di lusso per il sodalizio gialloverde. “Zano” proverà a togliersi qualche bella soddisfazione, tentando magari di centrare i playoff.

«Di base c’era la mia volontà di rimanere in categoria. Contatti ne ho avuti, sia con formazioni bellunese ma pure fuori provincia, però quando l’Alpago mi ha convinto pienamente. Ho sempre sentito parlare bene di questa società, ragion per cui ho deciso di approdare qui».

Domenica venticinque minuti da subentrante, ma quasi certamente domenica nella super sfida contro il Montello partirà titolare.

«Un po’ il ritmo partita si perde non allenandoti con costanza per un po’di tempo, però domenica non ho sofferto particolarmente. Speriamo di toglierci delle belle soddisfazioni».

Plavis, addio polemico. Impossibile però non tornare sulla decisione di lasciare la Plavis. A Zanolla in particolare non sono andati giù alcuni episodi.

«Ci sono state situazioni spiacevoli. Quando ad ottobre ho deciso di dire basta, penso si sia trattato di una scelta coraggiosa. In fondo non sentivo di riuscire più a dare il 100 per cento come avrei voluto e in quel contesto ormai mi mancavano gli stimoli. Ho quindi ritenuto corretto nei confronti di tutti fare un passo indietro, anche per non condizionare in negativo lo spogliatoio. Immaginate dunque la mia delusione quando, nel momento in cui sono andato a chiedere lo svincolo, mi sono sentito accusare di non aver rispettato gli accordi del rimanere fino a fine anno e soprattutto che non meritavo nessun ringraziamento per quanto fatto nei mesi precedenti. Sugli accordi si potrebbe parlare all’infinito, e in ogni caso ultimamente cercavo sempre un contatto diretto, ma per un motivo o per l’altro mi era quasi sempre rifiutato. Sono dispiaciuto, anche se voglio comunque ringraziare Fausto Fassin per essere stato tra i pochi ad aver capito le mie motivazioni. Peccato sia finita così, però colgo l’occasione per fare un grosso in bocca al lupo ai miei vecchi compagni».

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