Tutti pazzi per Mike Miniati «Presto farò la mia scelta»

Il centrocampista del Belluno piace all’Union Feltre ma non è l’unica possibilità Il ds Tormen: «Non partecipo alle aste tanto è vero che qualcuno se ne andrà» 



La margherita di Miniati. C’è una marcatura a uomo da parte di diversi direttori sportivi della serie D sul centrocampista del Belluno. L’Union Feltre lo prenderebbe molto volentieri, ma è in fila. Del resto, è un giocatore che, a parte il portiere, può fare qualsiasi ruolo. Un jolly, che può diventare decisivo, in un mazzo di carte di qualità. Miniati ha chiesto a tutti qualche giorno di tempo, dopo di che prenderà la migliore decisione.


Non sarebbe nemmeno una soluzione pazzesca una sua permanenza nello spogliatoio di piazzale della Resistenza, al di là della stagione sofferta e chiusa con la salvezza ai playout con il Sankt Georgen. Nessuno gli porterà via l’attaccapanni: «Ho parlato un paio di volte con il presidente gialloblù Alberto Lazzari», premette l’intermedio feltrino, «mi ha illustrato i progetti, aggiungendo che avrebbe piacere se rimanessi. L’ho ascoltato con interessa, perché a Belluno si sta bene, ma mi sono riservato qualche giorno di riflessione. Nelle prossime ore, farò la mia scelta e darò una risposta definitiva a tutti».

Miniati non muore dalla voglia di parlare del suo futuro e non solo perché questo è un periodo dedicato alle vacanze. Non ha ancora le idee chiare su cosa fare: «Mi hanno chiamato in diversi e ho chiesto tempo a tutti. Mi riservo di prendere una decisione nel corso delle prossime ore. Chiaro che dipenderà da tutta una serie di fattori, che non sto qui a ricordare».

Il Belluno ha disponibilità economiche limitate, ma non sembra questo il problema. I cugini dell’Union Feltre sono molto più facoltosi, detto questo stanno parlando con i giocatori dell’ultima stagione e, in diversi casi, le richieste non coincidono con le offerte. Il direttore verdegranata Antonio Tormen ha i capelli bianchi per qualcosa e non si preoccupa di sicuro. Il mondo è pieno di calciatori. Mike Miniati? «Non lo so», risponde a denti stretti, «per il momento, preferisco non commentare un’indiscrezione del genere. In giornata, al massimo domani, potremo essere più chiari, anche su questa eventualità. È un ragazzo indubbiamente interessante, però adesso come adesso non ho niente da dire, in proposito».

La campagna di rafforzamento è già a buon punto, con gli arrivi di Sebastiano Aperi dal Sandonà, Luca Verratti dal Sangimignano e Daniele Proia dal Monterosi e non è ancora finita: «Pensiamo di aver messo a disposizione del mister Sandro Andreolla degli ottimi giocatori. Senza nulla togliere ad Aperi e Verratti, che formeranno la nostra nuova coppia d’attacco era da diverso tempo che stavo inseguendo il centrocampista Proia e, non appena ho avuto l’occasione di prenderlo, non me lo sono fatto scappare. In questo momento, siamo in una fase di riflessione, anche perché dobbiamo valutare con attenzione il mercato della serie C».

Mentre si valutano eventuali offerte speciali, proseguono i colloqui con i giocatori dell’ultima stagione, non senza inconvenienti. Nel corso della settimana, ci saranno almeno tre colloqui, due dei quali promettono una stretta di mano, mentre sul terzo non si può mai sapere: «Mi incontrerò con il nostro capitano Michael Salvadori, Federico Trevisan e Alberto Corasaniti. Non ho dubbi sul fatto che con i primi due troveremo un accordo soddisfacente, mentre per il portiere non dipende solo da noi o da lui. Bisognerà sentire cosa ne pensa il Cittadella, che è proprietario del cartellino. Il ragazzo ha fatto benissimo e non gli mancano sicuramente opportunità alternative».

Qualcun altro non rimarrà di sicuro, perché la distanza è incolmabile. Ad esempio, Federico Tobanelli, ma non solo lui: «Ci sarà senz’altro qualche addio, tuttavia siamo pronti a rimediare. Non discuto sul fatto che la squadra abbia giocato un grande campionato, ma un conto è chiedere un adeguamento e un altro sparare una cifra, che francamente non possiamo permetterci. Non ho alcuna intenzione di partecipare ad aste, forte del fatto che effettivamente i giocatori di qualità non mancano in giro e può darsi che ne arrivino anche di più forti. Abbiamo fatto anche delle scommesse, che si sono rivelate vincenti, ma non serve che faccia i nomi di chi non voleva quasi nessuno e qui ha fatto bene».

A Belluno, è un altro mondo e Tormen conosce molto bene anche quello: «A Feltre, non siamo nelle stesse condizioni, c’è poco da fare. Nel capoluogo, c’è un gruppo di giocatori, che non andrà via mai e che, fra l’altro, ha un lavoro, al di là del calcio. Ad ogni modo, sono sicuro che noi faremo di nuovo una buona squadra». —



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