Belluno, esonerato De Agostini, al suo posto torna Diego Zanin

Il presidente Lazzari: "Abbiamo visto dei black out nei ragazzi, tutto il consiglio d'accordo su questa decisione"

BELLUNO

Effetto derby. Stefano De Agostini non è più l’allenatore del Belluno. Confermamdo le voci che giravano domenica sera, la società di Piazzale della Resistenza ha comunicato l’esonero del tecnico friulano.


Al suo posto torna sulla panchina Diego Zanin, che nella scorsa stagione era già subentrato a Roberto Vecchiato a due giornate dal termine del campionato, portando il Belluno alla salvezza dopo i playout giocati al Polisportivo contro il St. Georgen. Forse nessuno si aspettava questa mossa a questo punto della stagione, vista anche la posizione non drammatica in classifica, ma la sconfitta contro l’Union Feltre, arrivata dopo quella di Este, è stata fatale a De Agostini che lascia i colori gialloblù con otto vittorie, tre pareggi e dieci sconfitte.

«Abbiamo preso questa decisione a causa dei risultati altalenanti della squadra durante la stagione – commenta il presidente Alberto Lazzari – in questi mesi c’erano state delle debacle importanti come la partita contro il Legnago o quella a San Martino di Lupari. La squadra era stata assente dal campo e questo ci ha preoccupato. Si sono visti blackout importanti dei ragazzi».

Quanto ha pesato la sconfitta nel derby?

«Non si può nascondere che ha avuto la sua importanza – continua Lazzari – perdere in casa per tre a uno senza spirito di reazione ha pesato ed è stato un altro mattoncino che ci ha fatto pensare e prendere questa decisione».

Mister De Agostini ha sottolineato il fatto di non aver ricevuto nessun tipo di avvisaglia di quanto sarebbe potuto succedere. Non si aspettava in nessun modo un esonero in questo momento.

«Su questo ha ragione, non ha avuto campanelli di allarme da parte della società. Sono stati dei segnali però i blackout della squadra. In ogni caso De Agostini non è l’unico ad avere colpe».

La scelta è stata presa all’unanimità?

«Domenica c’è stato un confronto telefonico tra i consiglieri che si occupano della prima squadra e questa decisione era condivisa da tutti. Non volevamo però cambiare tanto per farlo e abbiamo aspettato la risposta di Zanin».

Con Zanin a giugno 2019 non avevate trovato un accordo per il rinnovo. Cosa è cambiato ora?

«Il tecnico ha voglia di rimettersi in gioco – conclude Lazzari – la scorsa estate aveva uno spiraglio per andare in categorie importanti, che alla fine non si è concretizzato, ma all’epoca non poteva lasciarci troppo in standby e ci aveva detto di no. L’ho sentito molto contento. Con lui speriamo di poter fare quel qualcosa in più e dare un’ulteriore sterzata alla stagione che comunque ha avuto anche dei momenti belli nel girone di andata».

Diego Zanin, classe 1967, ha un passato da attaccante con un centinaio di gol tra il 1983 e il 2005 tra serie B e serie. Durante la sua carriera da calciatore ha conquistato cinque promozioni con Triestina, Padova, Venezia, Lumezzane e Ternana. Da allenatore ha vinto la serie D con il Treviso nel 2011-2012.

«Ritorno qui a Belluno con entusiasmo, è stato facile per me accettare subito la proposta – commenta il tecnico – a giugno non si era concretizzata la mia permanenza esclusivamente perché ero in contatto con una realtà di Serie B e non potevo tenere in ballo la società gialloblù per troppo tempo. Ho la fortuna di tornare a lavorare con un gruppo di ragazzi molto seri e preparati, con i quali ho condiviso un mese molto intenso lo scorso anno. Non abbiamo molto tempo di lavorare perché mercoledì saremo già in campo a Tamai ma cercherò di portare fin da subito il mio contributo e le mie idee». —


 

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