Hanna Schnarf: «Avrei voluto salutare Cortina l’ultima volta»

L’azzurra ha annunciato il ritiro sui social. «Peccato, la mia ultima gara sarebbe stata alle finali di Coppa del Mondo»

Gianluca De Rosa / CORTINA

Hanna ha detto basta. Per la Schnarf è arrivato il momento di congedarsi dal circo bianco. Lo ha fatto attraverso i propri canali ufficiali, rivelando un motivo di grande rammarico.


«In accordo con la Fisi e le Fiamme Gialle avrei annunciato il mio ritiro a Cortina in occasione delle finali di coppa del mondo, ma la loro cancellazione ha modificato tutti i piani».

Poco male, Hanna non ha perso il sorriso neanche stavolta. Atleta solare, magari poco vincente ma questo è un altro discorso. Il suo grande successo è sempre stato l’affetto della gente che ne ha apprezzato i modi oltre che l’impegno. Per Hanna è giunto il momento di riavvolgere il nastro, partendo dalla decisione più sofferta, quella di ritirarsi.

«L’ho deciso a febbraio, di fronte ad un dato di fatto. L’impossibilità di poter continuare a spingere forte sugli sci. L’ultimo infortunio ha scavato un solco nella mia tenuta fisica (frattura scomposta di tibia e perone). Ho provato a rientrare, l’ho fatto con grande impegno e le cose sembravano andare anche bene ma quando ho iniziato a spingermi oltre la normale soglia della fatica ho ricominciato ad avvertire dolore. Sempre così, ad ogni allenamento, fino a quando un giorno di metà febbraio ho detto “basta, non ce la faccio più” . Ho sentito dentro di me la necessità di fermarmi, questa volta per sempre. Alle porte dei trentasei anni è la decisione giusta».

Il rammarico è quello di non aver potuto salutare il circo bianco, di cui sei stata protagonista per quindici lunghi anni, a Cortina in occasione delle finali di coppa del mondo. Soprattutto ricordando l’argento del 2018 in SuperG.

«Già, e questo mi dispiace tantissimo perché a Cortina sono particolarmente legata. L’Olympia è la mia pista preferita e poi è la località sede di coppa del mondo più vicina a casa mia. Era già tutto fatto. Ero d’accordo con Fisi e Fiamme Gialle per annunciare il ritiro a margine delle finali di coppa del mondo. Sarebbe stata una festa, mi sarei sicuramente commossa. La cancellazione delle gare ha cambiato i programmi ma, vista la situazione che stiamo vivendo, inevitabilmente il tutto passa in secondo piano».

L’appuntamento a Cortina è rinviato di un anno, fari puntati sui mondiali 2021.

«Ci sarò, non intendo perdermi quello che sarà uno spettacolo per nessuna ragione al mondo. Non sarò in pista, la decisione ormai è presa ed ufficiale ma sarò in prima fila per tifare le mie compagne. Ribadisco il mio legame speciale con Cortina. È il posto più bello del mondo dove sciare, con un panorama che non esiste altrove».

Ripercorrendo velocemente la tua lunga carriera, c’è qualche rimpianto che passa nella testa?

«Facile da rispondere. Mi sarebbe piaciuto, almeno una volta, vincere una gara di coppa del mondo. Ci sono andata vicina tante volte, ma non ci sono mai riuscita. Un po’ mi dispiace ma non me ne faccio una colpa. Non ho rimpianti ma solo tante gioie. Gli infortuni hanno minato il mio percorso ma non voglio che venga considerato come un alibi. Mi preme sottolineare invece la mia costanza. È stata questa l’arma che mi ha permesso di restare sulla cresta dell’onda per tanto tempo. Ho vissuto dieci anni intensi in nazionale. Ho dato tutta me stessa, mi basta questo per sentirmi felice ed a posto con la mia coscienza».

Di certo c’è il fatto che sei molto amata dalla gente, anche a Cortina ed in Cadore. Da cosa deriva questo successo?

«Non lo so ma mi fa molto piacere. Sono una ragazza solare, molto positiva. Mi piace parlare con la gente, stare in compagnia. Al contrario sono molto riservata sulle cose private, quelle le tengo per me. Anche quando le cose in gara andavano male ho sempre mostrato il sorriso. Credo che la gente abbia apprezzato di me tutto questo. Sono sempre stata me stessa e continuerò ad esserlo».

Visto che ci siamo, descriviti fuori dal contesto agonistico.

«Non sono molto diversa da quanto appena detto, gara o non gara ho sempre perseguito la serenità. Sono una persona ottimista. Adesso però sento l’obbligo di vivere la mia casa, dopo aver fatto la “vagabonda” per tantissimo tempo. Ho voglia di casa, sento la necessità di staccare per un po’ la spina e godermi i miei affetti».

Hai già in mente cosa farai “da grande”?

«Non lo so, in questo momento mi passano tante cose per la testa. Proseguirò la mia avventura con le Fiamme Gialle, questa oggi è l’unica certezza. Il resto lo decideremo tra un po’, ora è presto».

Che nazionale femminile di sci alpino lasci?

«Un gruppo strepitoso che in questi anni ha lavorato sodo per raggiungere i tanti successi del recente passato. Meritatissimi. Dietro c’è un grande gioco di squadra che coinvolge tutti, dai tecnici alla federazione. La cosa più importante però è il legame forte che vive in ognuna di noi. Siamo prima amiche e poi compagne di squadra. Abbiamo sempre remato nella stessa direzione, anche quando le cose non stavano andando nel verso giusto. I risultati di Fede (Brignone) ora e di Sofia (Goggia) prima sono la punta di un iceberg che coinvolge tutte le ragazze indistintamente. Quest’anno poi sono andate a punti quasi tutte, segno evidente di un grande lavoro collettivo». —

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