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Nicoletta Colle: «A dieci anni dal ritiro il volley mi emoziona ancora»

Nicoletta ha speso la maggior parte della carriera nelle fila della Dolomia, dopo gli esordi con la Pgs a sette anni e mezzo

Nicola Pasuch / Belluno

Non aveva neppure sedici anni quando, a metà degli anni Novanta, ha esordito in B1. Da allora ha giocato in quasi tutte le principali squadre di pallavolo della provincia di Belluno, ma il suo nome è legato soprattutto ad una: la Dolomia. Nicoletta Colle, classe 1981, ha appeso al chiodo le ginocchiere nel 2011, «ma dopo dieci anni», precisa, «parlare di quegli anni mi emoziona ancora davvero tanto».


Hai cominciato a giocare a pallavolo giovanissima…

«Ho iniziato quando avevo soltanto sette anni e mezzo, con la Pgs don Bosco all’Agosti di Belluno. Lì ho fatto tutte le giovanili fino ad arrivare a giocare con l’under 18 e in Prima divisione. Nell’ultimo anno lì ho fatto anche qualche allenamento con la squadra di B1 della Dolomia, nell’anno in cui quella formazione ha sfiorato la promozione in A2».

Quindi, l’anno successivo, sei approdata definitivamente in prima squadra, alla Dolomia.

«Sì, era la stagione 1995-1996 ed ho esordito in B1 quando avevo ancora quindici anni. Da lì è iniziata l’avventura nella squadra in cui ho giocato la maggior parte delle stagioni. A parte metà anno al Trichiana, un anno al Feltre, due anni a Sedico e altrettanti a Limana, infatti, ho trascorso gran parte della mia carriera pallavolistica, se così possiamo chiamarla, alla Dolomia».

Quali ricordi hai di quelle stagioni?

«Ricordo tante cose belle. Solitamente le cose che ricordi meglio sono le vittorie. Ma ciò che mi resta maggiormente di quel periodo è che in quella squadra sono stata bene, eravamo un bel gruppo che per anni è stato composto quasi sempre dalle stesse ragazze. Un’annata incredibile è stata quella in serie C con Gustavo Signori, perché abbiamo vinto tutto: siamo andate in B2, abbiamo vinto la Coppa Veneto e quella del Triveneto. Ma ricordo molto bene anche il primo anno: Zoris Furmenti mi ha insegnato tanto. E poi era la prima volta che disputavo un campionato in una realtà così importante e in una categoria per me così alta».

Da Belluno a Sedico…

«Con il gruppo più forte della Dolomia siamo andate a Sedico, abbiamo vinto la serie D siamo salite in serie C. Limana? Anche quelle sono state due belle annata, specialmente per la società. È stata una seconda famiglia».

Quali sono le compagne di squadra alle quali sei più legata?

«Anzitutto Valentina Feltrin: siamo partite insieme dalla Pgs e da allora abbiamo quasi sempre giocato insieme. Poi senza dubbio Tamara Lazzaretti. E poi Karinne Sbardella, una di quelle che ho trovato alla Dolomia. E ci metterei anche Samanta De Francesch: con lei ho giocato insieme un solo anno, ma la porto sempre nel cuore. E come non citare Carla Busetti? Per noi una giocatrice come lei che veniva su a Belluno per allenarsi con noi era un vero e proprio esempio. Quando ci allenavamo insieme a lei dovevamo essere come delle spugne, per cercare di assorbire tutto quello che ci insegnava. Senza tralasciare ragazze come Martina Palla e Anna Dal Pan. Con la maggior parte di queste tuttora ci troviamo una volta l’anno per l’unico torneo estivo al quale ci riesce di partecipare, il De Kunovich. Sono le ragazze con cui ho giocato di più. Ma ce ne sarebbero tante altre con cui ho condiviso bei momenti, Oltre ai molti anni passati alla Dolomia, infatti, porto nel cuore anche le belle esperienze a Limana e a Sedico».

Le giocatrici tecnicamente più forti?

«La numero uno è certamente Carla Busetti: non ci sono dubbi. A Belluno ha portato la sua esperienza da giocatrice di serie A. E poi ci metterei Karinne Sbardella».

Pochi anni fa tu e Busetti avete organizzato una rimpatriata per far rivivere gli anni della Dolomia…

«È vero, era il 2016 e tutto è nato da un’idea mia e di Carla che inizialmente avevamo pensato di trovarci solo per una pizza. Poi abbiamo cominciato a pensare a chi invitare e, alla fine, abbiamo deciso di estendere l’invito a tutti coloro che avevano condiviso con noi quella bella pagina di pallavolo che, almeno per quanto riguarda la Dolomia femminile, è sostanzialmente finita con noi, perché poco dopo che ci siamo trasferite a Sedico la squadra femminile è scomparsa».

La tua ultima stagione giocata risale al 2011, a Limana. Prima avevi lasciato la pallavolo una sola volta, per un breve periodo…

«Quando ero a Sedico in serie C e siamo retrocesse all’ultima giornata ho deciso di fermarmi per un anno. È stato per un insieme di fattori: mi ero appena sposata ed avevo avuto un sacco di cose che si sovrapponevano. Ma dopo un anno non ho resistito e sono tornata a giocare…».

Cosa ha significato per te la pallavolo?

«Ogni anno mi ha insegnato qualcosa a livello sia pallavolistico e sia umano. Come dico sempre, consiglio a tutti di fare uno sport, magari di squadra, perché è una scuola per affrontare la vita: ti tempra. In generale credo che rispetto a quando abbiamo iniziato a giocare noi, oggi ci siamo molte più alternative e attrazioni. Adesso ho l’impressione che sia più facile mollare uno sport, ma potrebbe essere dovuto anche al fatto che le proposte sono sempre più numerose. Certo, un tempo, di settori giovanili ce n’erano molti di più…». —

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