Union, strano raduno: giocatori a distanza, tifosi in mascherina ma tanta voglia di fare

Un po’ di imbarazzo si è subito sciolto al rotolare del pallone. Il presidente Giusti: «È stata dura per mesi, però siamo qui» 

SEREN

Giocatori a distanza, nei limiti del possibile. Tifosi sugli spalti, muniti di mascherina ed enorme desiderio di rivedere rotolare un pallone dal vivo. Il calcio in tv è una cosa, dalla tribuna le emozioni sono diverse, pur non trattandosi ancora di partite ufficiali e con qualcosa di reale in palio.

L’Union Feltre si è ritrovata ieri, tra sorrisi, saluti, strette di mano e la giusta dose di attenzione, utile a non violare le regole basilari anti contagio. Raduno, consegna del materiale, foto di rito e primi sudate, nel caldo di Rasai. Meno male che il sole se ne è andato quasi subito dietro le nuvole, così da rendere meno faticosa la parte atletica studiata dal preparatore Graziano Santomaso. Gruppo di ventisette ragazzi, con la novità del secondo portiere arrivato proprio nelle ore antecedenti al via. Rosa al completo, anche se forse più avanti potrebbe pure liberarsi un posto per il decimo giocatore senior. La squadra piace già e qualcuno tra gli addetti ai lavori la inserisce di diritto tra le pretendenti playoff. Difficile obiettare, anche perché quello era l’obiettivo delle ultime stagioni. Qualcosa in più lo si potrà capire nel corso delle amichevoli, quando esse potranno essere disputate con tutti i canoni di sicurezza del caso. Ce ne sono almeno sette in programma, da ufficializzare però più avanti.

Gli onori di casa li fa Nicola Giusti, presidentissimo verdegranata. Di raduni ne ha già vissuti a decine, questo però era indubbiamente diverso dal solito. E forse ancora più emozionante, ripensando a quanto avvenuto da febbraio in poi. «Le prime settimane del lockdown sono state difficili per la società. Avevamo diversi timori. Ci sono state persone che hanno però voluto fortemente consentirci di essere qui ad inaugurare la nuova stagione. Adesso ripartiamo, tutti assieme». Sponsor, budget da rispettare, conti da far tornare. Il Covid – 19 non ha risparmiato aziende ed attività commerciali, figurarsi lo sport. Ma il calcio sa essere elemento aggregante e tra un paio di mesi il pensiero principale torneranno ad essere risultati e classifiche.

«Io, Dario Cremonese ed altri ci siamo dati da fare affinché voi ragazzi poteste scegliere l’Union», ha puntualizzato Giusti nel cerchio di centrocampo parlando ai giocatori, «sta a voi adesso ripagare la nostra fiducia. Sarà una ripartenza strana, lo vediamo anche in serie A. Intanto alleniamoci e riscopriamo il piacere del lavorare tutti assieme. Gli obiettivi? Ne parleremo più avanti, mancano ancora due mesi all’esordio». Conclusa l’introduzione, Sandro Andreolla prende la squadra e la porta dall’altra parte del campo, zona panchine. Lontano da orecchie indiscrete, l’allenatore raduna il gruppo e fa due parole. Poi il pallone torna a correre, si vedono i sorrisi, le prime sane rosicate per un errore, momenti spensierati come ormai da mesi non se ne contavano. Il calcio è ripartito, l’Union Feltre è ripartita. E vuole far bene, come sempre. Il Coronavirus non poteva certo cancellare anche questa certezza. —


 

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