Ghedina: «Peccato i Mondiali senza tifo ma non inciderà sui risultati in pista»

Il fuoriclasse ampezzano ha il ruolo di ambassador. «Siamo pronti Sembra ieri quando eravamo a Cancun per l’assegnazione» 

il campione

L’attesa sta per finire anche per chi come Kristian Ghedina ha dedicato anima e corpo nel percorso di avvicinamento ai mondiali di sci di Cortina 2021.


L’amato campione di casa, oggi nella veste di ambassador, ha fatto le carte all’evento iridato sul quale il 7 febbraio si alzerà il sipario.

«Sembra ieri che eravamo a Cancun a festeggiare l’assegnazione dei Mondiali di sci del 2021. Era il 2016, sono passati cinque anni: è proprio vero quando si dice che il tempo vola. Siamo passati presto dalle parole ai fatti. In questi anni è stato fatto un grande lavoro, molto spesso dietro le quinte, che rappresenta un punto di rinascita per Cortina. A livello turistico potrà contare presto su un rinnovato impulso proprio grazie all’evento iridato. Ci saranno piste nuove ed altrettanti impianti di ultima generazione da mettere a disposizione degli ospiti. L’operato della Fondazione Cortina 2021, del Comune e di tutti gli attori coinvolti nell’evento è stato straordinario, soprattutto perché sono stati portati avanti i lavori fino alla loro conclusione nonostante le difficoltà oggettive da rimandare alla pandemia ed alle relative limitazioni. Dispiace sentire ancora qualche critica relativa alla viabilità, ma si tratta di un aspetto extra sportivo che non andrà ad inficiare lo spettacolo dei mondiali».

Al sentimento di euforia che accompagna l’ultimo tratto della marcia di avvicinamento si affianca, parallelo, il dispiacere per la mancata presenza del pubblico: è così?

«Purtroppo sì, fermo restando che il momento è particolare per tutti. La presenza del pubblico avrebbe rappresentato la classica ciliegina sulla torta se parliamo dell’evento sportivo. Dispiace soprattutto per Cortina che sarebbe stata raggiunta da tantissime persone pronte a godersi lo spettacolo che solo la perla delle Dolomiti è in grado di offrire con il suo indotto di primissimo livello. Da ex atleta, infatti, mi sento di dire che l’assenza del pubblico a bordo pista non condizionerà le gare. Ogni atleta, quando è in pista, è concentrato solo sul raggiungimento del risultato. Certo, c’è qualcuno che si carica con il supporto del pubblico, Alberto Tomba era uno di questi. Arrivare al traguardo e non sentire il boato del pubblico rappresenta sì un dispiacere, ma si tratta di un particolare secondario ai fini prettamente agonistici».

Per te, da ampezzano doc, che mondiale sarà?

«Dico la verità, aspetto l’evento con grande curiosità. Finora non ho visto neanche una gara di coppa del mondo dal vivo. Non essendosi disputate le finali di coppa del mondo inizialmente in programma lo scorso anno e poi cancellate dal Covid 19 è venuto a mancare quel test event che ci avrebbe dato una base su cui effettuare qualche ragionamento. Per questo c’è tanta curiosità, non solo per le gare, ma anche per tutto quello che si concentrerà attorno ai mondiali. Sono curioso di scoprire le reazioni di Cortina: saranno quattordici giorni intensi per tutti, diversi da ciò che avviene ogni anno con la coppa del mondo femminile».

Parliamo dell’evento sportivo: cosa ti aspetti dalla pista?

«Eventi come un mondiale solitamente sfuggono al pronostico facendo registrare qualche sorpresa. Potrebbe succedere anche a Cortina, soprattutto alla luce dell’incertezza che regna nel circo bianco come nel resto del mondo sportivo di questi tempi. I big saranno tutti in prima linea ma mi aspetto qualche outsider. La speranza è che sia italiana».

Voliamo con la mente al 22 febbraio, primo giorno post Mondiali di sci. Cosa succederà a Cortina?

«Si inizierà subito a pensare alle Olimpiadi. Il tempo è volato per i Mondiali e sarà così anche per le Olimpiadi. Cortina ha già tutto pronto sul fronte dello sci alpino femminile, i lavori si concentreranno su bob e curling. Personalmente mi auguro, il giorno dopo la conclusione dei mondiali, di poter entrare in un bar a bere un caffè e commentarli sorridendo insieme ai presenti. Sarebbe un piccolo ritorno a quella normalità che tanto ci piacerebbe riassaporare». —



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