Vinatzer illude ma chiude ai piedi del podio «C’è amarezza, ma posso migliorare»

Il 21enne non ha trovato ritmo nella seconda manche: «Comunque è un risultato importante» I complimenti di Moelgg: «Ha talento, il futuro è dalla sua parte. La mia gara? Troppi errori all’inizio»



cortina


Secondo al termine della prima manche, ai piedi del podio al termine della seconda. C’è amarezza in casa Italia per il quarto posto di Alex Vinatzer. Il 21enne ha fatto una bellissima prima manche ma nella successiva ha perso velocità. C’è delusione, ma anche la consapevolezza di aver fatto una grandissima esperienza.

«Un quarto posto ad un Mondiale è un po’ sfortunato», ammette Alex Vinatzer al termine della sua prova, «ho un po’ di amaro in bocca perché nella prima avevo chiuso secondo, ma alla fine il mio distacco dal terzo posto è abbastanza elevato. Mi aspettavo di soffrire nella seconda manche, perché sul sale devo allenarmi tanto per adattarmi a queste condizioni. Devo ancora migliorare, ma il margine per crescere c’è».

«Sapevo di dovermi difendere in qualche modo», aggiunge, «purtroppo non ci sono riuscito. Però è un piazzamento che mi dà fiducia dopo un gennaio molto difficile. Nella seconda manche ho provato a tenere lo stesso ritmo ma ho perso terreno, anche perché non ho trovato il ritmo. Faccio i complimenti ai norvegesi perché in queste condizioni vanno fortissimo».

Non è comunque tutto da buttare. «A 21 anni è comunque un bellissimo risultato», sottolinea l’azzurro, «e la situazione vissuta oggi mi ha fatto fare tanta esperienza per il futuro. Ora spero in un buon finale di stagione, ma sarebbe stato davvero un sogno salire sul podio qui a Cortina. Peccato non essermi espresso al meglio nella manche decisiva».

«Le critiche?», conclude. «Sono state tante, ma credo che quello di oggi sia un buon riscatto e penso che il lavoro paghi sempre. In questa gara nel mio piccolo l’ho dimostrato. Vado via da Cortina comunque soddisfatto».

Il futuro dello slalom regalerà grandi soddisfazioni a Vinatzer secondo i suoi compagni. Manfred Moelgg, veterano della squadra, che ha chiuso quattordicesimo non ha dubbi in merito. «Ho sempre detto che Vinatzer ha talento», dichiara, «scia in scioltezza, peccato che non abbia raggiunto la medaglia ma il futuro è dalla sua parte. Per quanto riguarda la mia prestazione ho compromesso la gara nella prima manche, in cui ho commesso troppi errori sin dall’inizio, poi ho rischiato ancora più in giù e in fondo non c’era margine per recuperare. Ho provato a fare il possibile. È andata così».

Ci avevano sperato in tanti nell’impresa di Stefano Gross, che nella prima parte della prima manche era in testa. Poi è uscito. Al parterre i presenti gli hanno regalato un caloroso applauso. «Stavo andando molto bene», spiega Gross, «ho avuto gran belle sensazioni nel primo pezzo. Purtroppo in un Mondiale bisogna andare a tutta, è stata una stagione particolarmente sfortunata e anche quando le cose vanno bene succede sempre qualcosa. Da qui alla fine della stagione manca qualche gara, se riuscirò a sciare con questa brillantezza posso ancora togliermi qualche soddisfazione».

Uscito anche Giuliano Razzoli, che ha voluto però chiudere la sua manche tra gli applausi dei presenti. «Sono ripartito dopo l’uscita», racconta, «perché volevo onorare i Mondiali e la maglia che portiamo. Con l’inversione dei quindici bisognava arrivare davanti, bisognava provarci. Non ho trovato il feeling con la neve, ho subito il segno anziché sfruttarlo, non sono stato bravo. L’Italia comunque c’è, Vinatzer lo ha dimostrato. Era in lizza per il podio, abbiamo tifato per lui. Non ce l’ha fatta, ma è quarto a 21 anni ad un Mondiale in casa. Credo che sia un piazzamento di tutto rispetto». —

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