Nonni riciclati da raccattapalle. L’abbraccio speciale di Bepo

Il protocollo federale impone maggiorenni a bordo campo, trovarli è complicato Il Belluno si appella ai parenti: una doppia emozione per Spencer nel derby

Gianluca Da Poian / BELLUNO

Se a Wesley Spencer avessero detto che un giorno avrebbe vinto il derby da fuoriquota titolare in una squadra di soli bellunesi, crederci non era poi così impossibile.


Ma se gli avessero detto che quello stesso giorno il primo abbraccio dopo il gol del pareggio sarebbe stato con suo nonno, allora avrebbe forse preso per matto l’interlocutore. Invece il calcio ai tempi del Covid sa regalare un po’di quelle emozioni fin troppo soffocate dall’assenza di pubblico.

Perché “Wes” e il nonno Giuseppe Buson, meglio conosciuto come “Bepo”, si vogliono un bene dell’anima e condividono la passione per il pallone da sempre. Storie di trasporti in macchina, trasferte in tutto il Veneto, commenti alle partite ed anche un po’di sana rivalità. D’altronde il nonno è juventino e il nipote interista e il derby d’Italia non lo guardano mai assieme: troppa tensione, ci mancherebbe altro. Al massimo l’indomani tocca ad uno prendere simpaticamente in giro l’altro.

Il derby che entrambi ricorderanno a lungo è però quello di domenica. Belluno – Union Feltre 2-1, lo sappiamo tutti. Avete visto tramite le dirette Facebook chi è andato ad abbracciare per primo Spencer? Il nonno, ovvio. Già… ma cosa ci faceva lì il buon “Bepo” ?

RACCATTAPALLE

«Da quest’anno, stando al protocollo, i raccattapalle devono essere maggiorenni», racconta Spencer, classe 2002 nato da papà camerunese e mamma italiana e residente a Mas di Sedico, dove con la squadra locale del Fiori Barp ha rincorso per la prima volta il pallone.

«A Belluno il ruolo lo svolgono gli addetti ai campi e i collaboratori. Mio nonno Giuseppe si è proposto in estate per collaborare con la Juniores Nazionale, guidando i pulmini e così via. Voleva seguire la squadra, però il campionato ora è fermo. Da qui è stato coinvolto nel nuovo compito ed è davvero una bellissima emozione vederlo lì ogni partita. Anche perché è grande tifoso del Belluno, infatti ad ogni rete esulta come un matto».

SOGNANDO

Un’altra bella favola nella stagione di altissimo livello condotta sin qui dal Belluno. Quarto posto, sconfitte che si contano sulle dita di una mano, bel gioco ed un entusiasmo ritrovato alla grande dopo due, tre stagioni non memorabili.

«In estate secondo tutti eravamo già diventati la terza squadra della provincia dietro Union e San Giorgio. Noi stiamo facendo rispondere il lavoro, la dedizione all’impegno quotidiano. Noi giovani stiamo valendo sempre di più perché accanto abbiamo i migliori “vecchi” del campionato. Io stesso ho dimenticato quell’errore di un paio di stagioni fa contro l’Este che costò la sconfitta grazie alle tante parole di supporto ricevuta da Sommacal».

Domenica i gialloblù saranno ospiti del Trento, capolista e vincente da quattro gare consecutive. Il Belluno però sta alla grande e vuole andare a fare la voce grossa al Briamasco.

«Non vediamo l’ora di scendere in campo. Affrontiamo una squadra forte e gli stimoli non mancano di certo. I nostri obiettivi? Li teniamo all’interno dello spogliatoio…». —

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