Un arrivo di tappa in Nevegal. Il Giro “baby” sbarca a Belluno

Mercoledì in diretta streaming saranno ufficializzati la data (giugno) e il percorso Fra i protagonisti ci sarà anche Andrea Pietrobon, il cadorino del Cycling Friuli

Ilario Tancon

BELLUNO


Ritorna il ciclismo in Nevegal, ritorna il Giro d’Italia. Questa volta non il Giro dei professionisti bensì quello Under 23, riservato alle promesse delle due ruote.

L’ufficialità ancora non c’è, ma è solo questione di qualche giorno: mercoledì, infatti, in diretta streaming a partire dalle 11, ci sarà la presentazione della 44ª edizione del “Giro Baby”, evento che andrà in scena a giugno.

La tappa con conclusione sul Colle dovrebbe essere una delle ultimissime e dovrebbe essere caratterizzata da un’altimetria importante.

Spettacolo assicurato. Anche perché il Giro Under 23, rinato nel 2017 e supportato da Enel, è evento dal valore tecnico notevolissimo: lo scorso anno, ad esempio, si impose il britannico Thomas Pidcock, iridato under 23 di ciclocross e di mountain bike, oggi professionista con il Team Ineos e qualche giorno fa vincitore della semiclassica belga Freccia del Brabante.

Quest’anno, sono 32 le formazioni invitate all’evento organizzato La Nuova Ciclistica Placci 2013 presieduta da Marco Selleri. Ci saranno team provenienti da 14 Paesi: Belgio, Bielorussia, Colombia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Norvegia, Olanda, Principato di Monaco, Russia, Spagna, Svizzera e Stati Uniti.

Più di uno i team “vivaio” di formazioni World Tour: ad esempi il Team Qhubeka, la Lotto Soudal o l’Équipe Cycliste Groupama-Fdj Continentale.

Tra le formazioni italiane al via anche il Cycling Team Friuli capitanato dal cadorino di Tai Andrea Pietrobon.

Per la provincia di Belluno, quello del prossimo giugno sarà un ritorno: il Giro, infatti, visse sulle strade bellunesi la conclusione dell’evento 2019, con la penultima e l’ultima tappa: la Rosà – Falcade (vittoria del friulano Nicola Venchiarutti, ora professionista con la Androni) e la Agordo – Marmolada (successo del colombiano Einer Rubio e vittoria finale per un altro colombiano, Andres Camilo Ardila).

In passato ci sono stati diversi arrivi di tappa: da quelli di Agordo (vittoria di Marco Pantani in uno sprint a due sul siciliano Vincenzo Galati) e Pieve di Cadore nel 1991, a quello di Alleghe – Piani di Pezzè che nel 1992 vide una strepitosa vittoria di Marco Pantani. Anche per il Nevegal il Giro d’Italia Under 23 sarà un ritorno. Sul Colle la corsa rosa è transitata nel 1992, nella Alleghe – Gaiarine, penultima tappa, e nel 1985, nella Trento – Belluno che vide imporsi, al traguardo di Piazza dei martiri, Maurizio Fondriest.

Qualche anno, prima, nel giugno del 1973, il Colle fu sede di tappa.

La frazione era la Marostica – Belluno. In una giornata caratterizzata da nebbia e pioggia e che proponeva ascese a Passo Cereda, Forcella Aurine e, appunto, Nevegal, a mettere d’accordo tutti e a suggellare anche la vittoria nella generale fu un corridore che avrebbe poi scritto pagine importanti nel ciclismo internazionale, vale a dire Giovanbattista Baronchelli. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi