Bertazzo: «A Pechino l’Italia potrebbe davvero stupire»

Simone Bertazzo, ora allenatore della nazionale di bob

Parla il coach cadorino degli azzurri, che collaborerà con il tedesco Machata «Ho fatto quattro Olimpiadi, ma adesso sono più teso di quando gareggiavo»



PIEVE DI CADORE


Verso Pechino 2022 ma, soprattutto, verso Cortina 2026. Dopo qualche settimana di stop, Simone Bertazzo è pronto a rimettersi al lavoro con gli azzurri del bob.

La Federazione italiana degli sport invernali ha ufficializzato ieri le squadre e lo staff tecnico guidato da Manuel Machata. L’ex pilota di Pieve di Cadore, quattro olimpiadi come atleta, sarà uno dei collaboratori dell’ex campione tedesco, dividendosi tra Coppa Europa e Coppa del mondo.

«Piano con l’ex», esordisce sorridendo Bertazzo. «Anche lo scorso anno qualche discesa l’ho fatta e devo dire che me la cavo ancora niente male».

Classe 1982, Simone ha chiuso con l’agonismo dopo le Olimpiadi del 2018 nella coreana Pyeongchang e, subito dopo, ha intrapreso la carriera di tecnico.

«Devo ringraziare i Carabinieri, che mi permettono di continuare a lavorare nell’ambito del bob», dice Bertazzo. «È un lavoro, quello di tecnico, che mi appassiona. È avvincente cercare di scoprire le chiavi di accesso a ogni atleta, cercare di trovare la strategia giusta per tirare fuori il meglio da ognuno. Sono più teso ora che quando gareggiavo, perdo le notti a cercare di capire come insegnare ai ragazzi. Stare otto ore in pista non mi pesa. La soddisfazione più grande? Vedere che i ragazzi riescono a fare quello che tu hai trasmesso loro».

Che stagione è stata l’annata 2020-2021.

«Pur con tutte le limitazioni e le difficoltà legate all’emergenza sanitaria, è stata una stagione discreta, sia per quanto riguarda i risultati sia per quanto riguarda i nuovi ingressi. Sono arrivati tanti nuovi ragazzi, provenienti dall’atletica, ma non solo. Penso, ad esempio, a Eric Fantazzini (tesserato per il Bob club Cortina, ndr) che arriva dal lancio del martello. O Robert Gino Mircea (anch’egli tesserato per il Bob club Cortina), che arriva dal sollevamento pesi. E poi abbiamo una certezza alla guida, Patrick Baumgartner, e un altro piloto, dotato di mezzi atletici importanti, come Mattia Variola».

Qual è l’obbiettivo principale della prossima stagione?

«Portare ai Giochi due equipaggi femminili, il monobob e il due e quattro maschili. Se tutto andrà bene, potremmo pensare di avere in gara, tra i maschi, due equipaggi per il due e due per il quattro. Le potenzialità sono buone. Quest’anno siamo riusciti a fare il settimo tempo di spinta, non è cosa da poco. Una volta che hai centrato la spinta buona, poi tutto può accadere».

E dopo Pechino?

«Finito questo quadriennio olimpico, ne comincia un altro, ancora più importante, quello che porterà a Milano Cortina 2026. L’auspicio è che questo quadriennio sia l’occasione per rivitalizzare il bob, a partire dai club. E che si arrivi ad avere una pista in Italia: con un “budello” nostro, sarebbe tutta un’altra cosa per la disciplina». —

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