“Seba”, tanta voglia di rimettersi in gioco «Dolomiti, progetto su cui scommettere»

L’ex Belluno Sommacal tra i primi a dire sì: «Troppi campanili in provincia: non fare niente è sempre la cosa più semplice, ma non quella giusta» 

IL PERSONAGGIO

Oltre 250 presenze in gialloblù e un gol pesante in un derby contro i cugini del Ripa Fenadora. Sebastiano Sommacal, difensore centrale ex Belluno, da piccolo aveva il sogno di giocare nella prima squadra della sua città; obiettivo che è riuscito ampiamente a raggiungere diventando un punto fermo nel reparto arretrato di tutti gli allenatori che si sono seduti sulla panchina del Polisportivo. Nel finale di stagione Belluno, San Giorgio Sedico e Union Feltre hanno annunciato la possibilità di una fusione, che si è concretizzata qualche settimana dopo; e “Seba” è stato il primo, insieme a Gjoshi, a firmare per questa nuova realtà nata in poco tempo ma con grande ambizione per il futuro.


«Sono stato il primo insieme ad Halil ad accettare la proposta delle Dolomiti Bellunesi», racconta con orgoglio, «mi hanno cercato diverse squadre e alcune voci mi davano sicuro partente verso altre direzioni; ma quando ho parlato con la nuova società mi hanno detto subito di voler puntare su di me e mi sono sentito orgoglioso e privilegiato di avere questa opportunità, non tutti l’hanno avuta. Mi ha convinto il progetto ambizioso di queste tre società. Non nascondo che l’idea di giocare in una squadra della nostra provincia con questi obiettivi è stimolante e allettante allo stesso tempo e non ci ho pensato due volte a firmare».

Sommacal, classe 1992, inizia a giocare a calcio a cinque anni tra le fila del Limana, che diventa alcuni anni dopo Ztll. Successivamente si trasferisce al Belluno dove gioca nella juniores e fa il suo esordio in prima squadra nel 2009-2010. Il tecnico che lo lancia in D è Renzo Groppello, subentrato da poco all’esonerato Gianfranco Borgato. Sommacal a dicembre 2011 viene mandato al San Giorgio, in Promozione, dove gioca tutto il girone di ritorno titolare agli ordini di Sandro Tormen. L’esperienza con i lancieri di Libano si rivela fondamentale perché “Seba” in estate ritorna al Belluno e da quel momento non si toglie più la maglia gialloblù.

Roberto Raschi nel 2012-2013 punta su di lui come fuoriquota ma anche gli allenatori successivi, prima Vecchiato, poi Baldi, De Agostini e Lauria, gli affidano le chiavi del reparto arretrato come difensore centrale e, all’occorrenza, da terzino.

Cosa ti porti via da questi anni a Belluno?

« Il mio sogno era quello di cercare di arrivare a giocare nella squadra della provincia e riuscire a farlo per dieci anni è stato un motivo di orgoglio. E’ stata una grande emozione giocare al Belluno: da un lato è un peccato che questa storia si sia conclusa ma dall’altro sarà bello ripartire con nuovi stimoli».

Quali sono i più bei ricordi che ti restano?

«Di gol non ne ho fatti molti, ricordo ovviamente con particolare piacere quello segnato al Polisportivo nel 2016 contro l’Union Ripa Fenadora. Di queste stagioni mi porto via i tre anni di playoff consecutivi che abbiamo giocato nella prima “era” Vecchiato, nei quali abbiamo anche disputato una finale a Campodarsego. Anche se arrivata dopo una stagione difficile, ricordo con grande emozione anche la salvezza raggiunta ai playout in casa contro il St. Georgen. Si impara tanto dalle belle stagioni ma anche da quelle più complicate».

Quali sono stati invece i ricordi più brutti?

« Di brutti non ne ho», continua Sommacal, «è stato difficile dopo aver fatto l’esordio in serie D scendere in Promozione ma devo dire che quei mesi al San Giorgio sono stati una scuola preziosa e fondamentale. Ho mantenuto ottimi rapporti con giocatori, dirigenti e allenatore».

La fusione di Belluno, San Giorgio Sedico e Union Feltre ha stupito tutti. Anche voi calciatori?

«Anche noi non ce lo aspettavamo ed eravamo curiosi di capire cosa si volesse fare . Non è mai facile fare qualcosa di nuovo, non fare niente resta sempre la strada più semplice. A Belluno, è risaputo, c’è grande campanilismo; dovremo essere bravi noi a convincere la gente a venire allo stadio e a farla divertire. Bisognerà cercare di andare tutti nella stessa direzione».

Cosa ci si deve aspettare da questa nuova realtà?

«Ovviamente il massimo impegno da parte di tutti. L’ossatura della squadra che è stata scelta è quella con molti giocatori locali e questa è l’ulteriore conferma che i bellunesi non sono da scartare. In precedenza i ragazzi del posto venivano spesso snobbati per giocatori che venivano da fuori provincia. E’ stato dimostrato con il gruppo a Belluno che così male non siamo. L’ambizione di prendere un gruppo forte bellunese e integrarlo con giocatori da fuori è un bel progetto. Poi il tempo sarà giudice».

Sommacal non ha mai nascosto di convivere ormai da quasi vent’anni con il diabete di tipo uno, malattia scoperta in giovane età. Nonostante questo, grazie all’aiuto del proprio medico e di persone competenti che lo seguono con regolarità, è sempre riuscito a vivere una vita normale e raggiungere traguardi sportivi importanti. “Seba” è stato chiamato più volte a portare la propria testimonianza in provincia per i ragazzi più giovani affetti da questo problema e non si è mai tirato indietro nel raccontare la sua esperienza.

« Il calcio è sempre stato la mia passione e quando ho scoperto di avere il diabete lo sport mi ha aiutato sotto tanti punti di vista», conclude, «il consiglio è quello di parlarne e di condividere il più possibile la propria situazione senza vergognarsi o chiudersi in se stessi. A livello di integrazione sociale spesso non è facile per chi vive con questa malattia. E’ importante poi farsi seguire da persone competenti». —



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