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Vittozzi ricarica le batterie: «Il Covid mi ha segnata, serviva l’aria di Sappada»

La biatleta sappadina si confessa alla vigilia della stagione che culminerà nei Giochi: «La pandemia mi ha aiutato a conoscermi meglio, soprattutto a conoscere meglio il mio fisico».

Obiettivo a cinque cerchi: Lisa Vittozzi mette nel mirino la nuova stagione sportiva con un bersaglio ben preciso. Idee chiare, anzi chiarissime, quelle della sappadina che punta al riscatto guardando con fiducia ed ottimismo all’evento degli eventi targato 2022: le Olimpiadi di Pechino. Qualche giorno di riposo tra le accoglienti e sempre rilassanti mura di casa a Sappada, occasione giusta per parlare a 360 gradi di quello che è stato e, soprattutto, di quello che sarà.

Lisa, che voto ti dai per la stagione 2020/2021?

«Un sei, ma più di fiducia che per altro. Non è stata una stagione particolare, sicuramente non facile. Ho dovuto fare i conti con tante difficoltà che sono culminate con il Covid. Quando sentivo di essere vicina alla migliore condizione atletica, dopo il lungo periodo di preparazione, praticamente a ridosso della prima gara sono stata frenata dal virus ed a quel punto ho dovuto alzare bandiera bianca. Mi sono ritrovata chiusa in casa, da sola, a dieci giorni dalla prima gara. Un macigno. Una volta guarita, il percorso di riabilitazione è stato lungo e complesso. L’essere comunque riuscita a tornare in gara, con risultati apprezzabili anche se non eccelsi, rappresenta un elemento di fiducia dal quale intendo ripartire».

Ci racconti un po’ il tuo rapporto col Covid?

«Ho preso il virus a novembre quando la stagione del biathlon di fatto entra nel vivo, dieci giorni prima dell’esordio sono ritrovata positiva in uno dei controlli di routine che facciamo in ritiro. All’inizio l’avevo presa anche bene, ho detto “mi riposo un po’ e via”; poi in realtà è iniziato un calvario personale, non solo fisico ma anche mentale. Sono rimasta ai box un mese e mezzo, tornare sia ad allenarmi e sia in gara non è stato facile ma alla fine ci sono riuscita, tirando fuori la grinta giusta. La stessa che mi servirà quest’anno per riscattarmi».

Domanda extrasportiva: il covid ti ha insegnato qualcosa?

«Assolutamente sì. Intanto mi ha aiutato a conoscermi meglio, soprattutto a conoscere meglio il mio fisico. Noi atleti siamo abituati a stare sempre bene, ma ci sono momenti in cui bisogna saper staccare, rispettare i tempi, rispettare il proprio fisico. La cosa peggiore del periodo trascorso col virus è stata ritrovarmi da sola in casa, isolata dal resto del mondo. Facevo videochiamate a tutti, a qualsiasi ora del giorno e della notte».

Il covid ha condizionato anche la stagione del biathlon, non solo quella di Lisa Vittozzi.

«L’organizzazione dell’Ibu è stata eccezionale. Tutto è stato predisposto alla perfezione, dai tamponi ai periodi di isolamento. Di sicuro non è stato facile, tanto per chi era chiamato ad organizzare il tutto sotto l’aspetto logistico e tanto per noi atleti. La cosa più strana è stata gareggiare senza pubblico, per noi del biathlon che siamo abituate ad avere trentamila persone festanti in arena è stato uno choc. C’era da stare molto attenti, lo abbiamo fatto; ma adesso speriamo di poter tornare alla normalità, sia nella vita di tutti i giorni e sia anche in gara. Senza mai abbassare la guardia perché abbiamo visto che il covid non intende abbandonarci».

E adesso? Da dove si riparte?

«Le prime sensazioni sono buone. Con il nuovo allenatore (Mirco Romanin, classe 1989 di Forni Avoltri, ndr) si è creato subito un ottimo feeling. È quello che cercavo da un po’ di tempo perché ultimamente avevo perso lo spirito migliore per affrontare sia i raduni e sia le gare. Avevo capito che qualcosa, sia dentro di me e sia soprattutto nell’organizzazione del mio lavoro, andava cambiato. L’aspetto mentale è importantissimo. Ho intrapreso un percorso di cambiamento che mi ha portato anche ad intraprendere, già dallo scorso anno, un percorso con un mental coach che mi segue nella mia vita sportiva. Devo ringraziare Aiace Rusciano che mi segue dallo scorso anno. I primi riscontri positivi li ho iniziati ad avvertire all’inizio di quest’anno. Ho la sensazione di essere ritornata ad essere la miglior Lisa Vittozzi. Sento di essere tornata ad essere una ragazza forte, soprattutto dal punto di vista caratteriale. La grinta è determinante nella performance di un biatleta, sentivo di aver perso lo smalto dei tempi migliori ultimamente; e su questo aspetto ho lavorato molto».

La nuova stagione dunque si apre con rinnovati auspici e con un grande obiettivo. Quale?

«Le olimpiadi di Pechino, non potrebbe essere altrimenti. Ci sarà una lunga marcia di avvicinamento che richiederà impegno e sacrifici, ma sento di essere già pronta. Anzi, non vedo l’ora di iniziare la stagione con i primi raduni ufficiali. Faremo anche un lungo periodo di allenamenti in quota perché la pista di biathlon disegnata per le olimpiadi è in altura».

Possiamo dire che le vacanze di Lisa Vittozzi sono già finite?

«Abbiamo fatto un primo periodo di allenamenti a giugno, poi finalmente mi sono potuta concedere un periodo di vacanza che ho trascorso al mare, rigorosamente in Italia. Adesso mi concederò qualche giorno a casa, a Sappada. Mi allenerò tra le montagne di casa trascorrendo anche un po’ di tempo con la mia famiglia che nel frattempo è impegnata con la gestione dell’hotel. Sento sempre forte la necessità di trascorrere un po’ di tempo a Sappada, a casa, tra gli amici e gli affetti. È un momento importante per chi come me trascorre gran parte dell’anno lontano, sempre in giro ed in viaggio da una parte all’altra del mondo. Però dopo un po’ torna, prepotente, la voglia di allenarsi in raduno, insieme a compagne e compagni, seguiti dai tecnici. Succederà ad agosto, sono già pronta».

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