Il fisioterapista Moro alla terza olimpiade: «Ma qui in Giappone siamo reclusi in hotel»

Il trichianese è al seguito della squadra maschile su strada di ciclismo «Niente festa, noi isolati sul lago Yamanaka, a mille metri d’altezza» 

Il personaggio



Dopo Sydney 2000 e Atene 2004, per Luigino Moro è tempo di Tokyo 2021. Tra i bellunesi in Giappone per i Giochi Olimpici c’è anche il trichianese trapiantato in Romagna, uno dei massaggiatori più quotati nel mondo del ciclismo professionistico.

Moro ha iniziato la carriera di massaggiatore sul principio degli anni Novanta, con la Navigare Italbonifiche, per proseguire poi con la Carrera, la Mg, la Mercatone Uno, la Mapei, la Bmc. E, naturalmente, la Nazionale. Se da corridore di Giri d’Italia ne ha corso solamente uno, da massaggiatore ne ha disputati una trentina.

In questi giorni fa parte dello staff tecnico azzurro che segue i cinque stradisti che sabato saranno in gara nel primo appuntamento dedicato alle due ruote, la prova in linea maschile: Vincenzo Nibali, Gianni Moscon, Alberto Bettiol, Damiano Caruso e Giulio Ciccone. «È la mia terza Olimpiade ed è ben diversa dalle due che ho vissuto in precedenza, Sydney e Tokyo», spiega Moro, che in questo 2021 ha vissuto un altro grande evento, il Giro d’Italia, durante il quale ha lavorato per i francesi della Groupama-Fdj. «Purtroppo, assomiglia più a un evento normale che alla grande festa di sport alla quale eravamo abituati: le misure prese dagli organizzatori per il contenimento dell’emergenza sanitaria legata al Covi-19 sono, giustamente, molto rigide. Noi siamo alloggiati a un centinaio di chilometri da Tokyo, sul lago Yamanaka, a mille metri di altitudine. Di fatto siamo isolati in hotel e solo il giorno della corsa possiamo uscire su percorsi ben definiti. I ragazzi possono uscire solamente per allenarsi».

A confermare le rigide misure adottate dall’organizzazione è anche il ct azzurro, Davide Cassani. «È la nostra prigione dorata», ha scritto il tecnico sulla sua pagina Facebook, in riferimento alla località dove soggiorna la nazionale. «L’albergo è molto confortevole ed è una fortuna, perché non ci è dato di uscire se non per gli allenamenti. L’altro giorno abbiamo cercato di farci una corsetta, ma ci sono venuti a prendere per le orecchie e ci hanno rimesso a cuccia. Non scherzo, ci hanno rincorso e ordinato di tornarcene in hotel, naturalmente abbiamo obbedito».

Il tracciato della prova di sabato si annuncia molto duro: 234 chilometri con partenza dal Musashinonomori Park ed arrivo al Fuji International Speedway, con un dislivello di 4. 865 metri. I punti chiave saranno il Monte Fuji,15 km durissimi al 6 per cento di pendenza media e punte che vanno oltre il 10 per cento; il Mikuni Pass, 6,5 km al 10,6 di pendenza media con punte del 22 per cento, e il Kagosaka Pass, posto a pochi chilometri dal traguardo. In più, ci sarà da fare i conti con il grande caldo. «Il caldo è davvero impressionante, in salita non si respira e la sudorazione è esagerata», dice ancora Cassani. «Se dovesse esserci questo caldo sarà una corsa ad eliminazione ma le previsioni dicono che ci sarà pioggia. Vedremo».

I favoriti? «Gli atleti che hanno ben figurato al Tour che è terminato domenica» risponde Luigino Moro. —



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